Ancora ragazzi annegati : ancora , come direbbe Basaglia un “morire di classe” benché, come mostra la strage di CRANS MONTANA la morte , per incuria, omissione di misura di prevenzione e per la ricerca del profitto a tutti i costi, può colpire tutti
Lettera aperta agli appartenenti alla scuola Rosa Stampa di Vercelli
Il vostro sito è listato a lutto; è un grande segno di civiltà e di partecipazione alla sofferenza dei familiari;
per elaborare il lutto che ha colpito la vostra comunità e qualunque persona sensibile sarebbe utile ragionare sull’evento della morte di Mass Fall nel fiume Slesia per capire se tragedie di questo genere siano evitabili e come. Solo qualche giorno fa è morto un altro adolescente, 15 anni, nel fiume Crostolo nel territorio della provincia di Reggio Emilia; era un ragazzo di origine nigeriana, Tawia Henry Kojo; Mass Fall invece , abbiamo appreso, era di famiglia senegalese; un caso ? certo che no ; i dati epidemiologici ormai accumulati da decenni (anche dall’Istituto Superiore di sanità) evidenziano che le vittime di annegamenti sono quasi sempre giovani appartenenti a famiglie immigrate; appunto non sempre ma quasi sempre; allego una nostra riflessione sulla questione redatta nel 2015; da allora(avevamo suonato l’allarme ben prima) non è stata adottata , ce ne sarebbe urgente bisogno, una capillare politica territoriale e nazionale di prevenzione;
cosa fare per prevenire nuove tragedie? E cosa può fare una comunità scolastica o una comunità umana in generale? Occorre ragionare collettivamente sui rischi presenti nel territorio e sulla valutazione dei rischi che sono oggettivi anche se non esattamente uguali per tutti; sono rischi che attecchiscono fino ad essere mortiferi e sono potenziati da particolari vulnerabilità: intanto la misconoscenza e la sottovalutazione del rischio stesso e del territorio; ma anche la povertà che induce chi ha meno mezzi economici ad evitare forme di svago meno rischiose ma più costose; con gli attuali mutamenti climatici in corso (e l’estate non è ancora arrivata) molti che non possono permettersi vacanze al mare o in piscina cercheranno refrigerio con modalità rischiose.
Occorre riflettere, ragionare, avviare il prima possibile un lavoro comune con le comunità locali di immigrati o autoctoni che siano esposti a rischio (ovviamente infatti, come sottolineato prima, sono a rischio, se pure di meno, anche adolescenti italiani.
Non è solo collocando qualche cartello di pericolo in più, magari scritto in più lingue, che verremo a capo di questo triste fenomeno che si riproduce sistematicamente, col caldo, ogni estate, occorre un lavoro molto più in profondità, molto più sistemico fatto di dialogo, solidarietà e speranza pe il futuro.
Una scuola colpita da un simile lutto può fare molto.
Un abbraccio ai familiari, agli amici, ai compagni di scuola di Mass Fall, col dolore e il rammarico di aver assistito ancora una volta impotenti alla perdita della sua speranza di vita.
Vito Totire, medico psichiatra, portavoce circolo ambientalista “Chico” Mendes via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 1.6.2026
(Visited 16 times, 1 visits today)