Vai al contenuto

Da Roma città eterna a Roma città ETERNIT

  • di

Da Roma città eterna a Roma città ETERNIT : dopo la “euforia” militarista del 2 , gli effetti della tromba d’aria del 3 giugno, già inquinata il giorno prima dalle “frecce tricolori” (carburanti , fumi di combustione nocivi e coloranti…)
Quello che è accaduto a Roma necessita di un commento; da oltre trenta anni sosteniamo, coerentemente con la comunità scientifica internazionale (intendiamo quella che fa riferimento alla EBS cioè alla medicina basata sulle evidenze e non al neonato codice medico della squadra mobile e della procura di Ravenna) che il cemento amianto è una importante problema di sanità pubblica; le “istituzioni” però “non ne vogliono sapere” e i sindaci italiani rifiutano di adottare , in attesa della catatonia dei decisori politici parlamentari, di avviare una adeguata politica di censimento/monitoraggio/bonifica del cemento amianto presente nel territorio; nei quarant’anni precedenti alla legge 257/1992 NORME DPER LA CESSAZIONE DELL’USO DELL’AMIANTO , sono stati collocati nel territorio italiano 2,5 miliardi di metri quadrati di cemento amianto ancora in gran parte da bonificare; qualche linea guida regionale sottolinea che il momento attuale, a causa dei mutamenti climatici in corso, rende il quadro più pericoloso di qualche decennio fa; il che è vero; tuttavia sapevamo che una “buona grandinata” può spappolare una tettoia in cemento amianto e anzi lo sapevamo quanto meno dagli anni trenta del secolo scorso; tra l’altro i metereologi hanno stimato che il diametro dei chicchi di grandine è cresciuto e crescerà ancora nei prossimi decenni (hanno anche fatto una stima della crescita volumetrica ipotizzabile) ; grandine , trombe d’aria, tornado ecc. oggi intervengono su tettoie ben più vetuste e degradate di quanto non fossero nel momento in cui l’amianto è stato messo , teoricamente, fuorilegge; per il recente evento romano la sanità pubblica è mobilitata assieme al valido centro regionale amianto di Viterbo ma si tratta sempre di “interventi del giorno dopo” con i quali, come si suol dire, si va a ”raccogliere col cucchiaino” i pezzi e gli sfridi di cemento amianto spappolato dagli eventi climatici; le fonti di informazione garantiscono che sarà prestata grande attenzione alla bonifica, anche dell’amianto, nel territorio del Municipio Tre di Roma e che saranno fatti dei campionamenti ambientali; certamente chiederemo i risultati di questi campionamenti ( numero, frequenza, metodo analitico, ecc.) e pur non dubitando della nota professionalità del centro di Viterbo , si tratta di campionamenti che, per vari fattori, possono non essere esaustivi;
dunque, come per la tragica questione degli omicidi sul lavoro , dobbiamo tornare sul tema e sulla necessità di intervenire il giorno prima e non il giorno dopo
il territorio va bonificato prima delle trombe d’aria; come ?
sono decenni che sollecitiamo la adozione delle misure necessarie:
•
Ordinanza del sindaco nella sua veste di autorità sanitaria locale
•
La ordinanza deve essere finalizzata al censimento (con obbligo di autonotifica alla Usl e al comune); censimento dunque territoriale capillare del cemento amianto e dell’amianto friabile (se ne è ancora rimasto “in giro”)
•
Al censimento vanno associati simultaneamente monitoraggio e bonifica; la valutazione dello stato del cemento amianto deve essere fatta dal titolare dell’immobile ma validata dalla sanità pubblica per evitare autocertificazioni “superficiali”
•
Alla valutazione deve far seguito senza indugio la bonifica: infatti una lastra di cemento amianto cede fibre già da pochi mesi dopo la prima esposizione alle intemperie e non ha nessun senso , se la valutazione è di condizione “discreta”, temporeggiare ancora degli anni in quanto il passare dalla condizione “discreta” al degrado massimo significa semplicemente che ,nel frattempo, si sono disperse nell’ambiente milioni di fibre con la con la conseguenza di provocare quei mesoteliomi classificati non professionale ma “ambientali” (la patologia è la stessa la nel caso degli ambientali lo stato “risarcisce” con una sorta di “assegno funerario” ; vittima di questa inaudita discriminazione quasi sempre le donne
•
Alle associazioni ambientaliste, ai sindacati dei lavoratori (OGGI PERALTRO RIUNITI A ROMA IN INIZIATIVE DI LOTTA) , al sindaco di Roma e al Municipio III, un appello/Invito :
Intervenire “il giorno prima” e non il giorno dopo..
Come tutti ricordiamo la immagine del “day after” fu uno dei messaggi più chiari e più forti del movimento antinucleare (che oltretutto sta per rinascere);
EVITARE LA LOGICA DEL “DAY” AFTER RIGUARDA IN PIENO ANCHE L’AMIANTO
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO, AEA-ASSOCIAZIONE ESPOSTI AMIANTO E RISCHI PER LA SALUTE via pOlese 30 40122 Bologna
Bologna, 12.6.2026

(Visited 17 times, 1 visits today)

Lascia un commento