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Onorare Emma Bonino ? Si faccia la legge sul fine vita

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11 Settembre 2026 diPiero Sandulli

Con la scomparsa di Emma Bonino si può dire definitivamente conclusa la stagione della politica radicale, che alla metà degli anni settanta aveva dato una forte scossa al paludato e noioso mondo politico.

Va, però, detto che il partito Radicale, con questo nuovo e rivoluzionario modo di comunicare ha portato l’attenzione di tutti su fondamentali diritti civili fino a quel momento disattesi. Allo stesso modo l’attenzione al tema delle carceri e più in generale sulla giustizia, per la quale è stata sintomatica la candidatura al Parlamento di Enzo Tortora.

La libertà come missione

Le battaglie per la libertà sono state fondamentali anche per la trasformazione della politica degli anni Ottanta e Novanta, prima che la caduta del muro di Berlino la trasformasse in una sorta di vuoto teatrino.

Certamente non tutti i temi portati avanti da Pannella e dai suoi allievi possono essere condivisi, tuttavia, debbono essere seriamente considerati dall’attuale partitica che dovrebbe cessare di essere il litigioso luogo delle vuote contrapposizioni per tornare ad essere il luogo del dibattito costruttivo.

La memoria della senatrice Bonino deve essere onorata dal Parlamento anche ponendo mano alla legge legata al periodo terminale della vita umana, ora affidato all’interpretazione di due decisioni non perfettamente coerenti della Corte Costituzionale.

Le decisioni della Corte legittimano le Regioni a pericolose fughe in avanti, verso percorsi che non competono loro.

Il miglior modo per ricordare la senatrice Bonino, dunque, è quello di dar compimento al suo messaggio politico,  ponendo finalmente mano alla normativa che regola il periodo terminale della vita umana nel rispetto della dignità che anche quel tempo deve avere.

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