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Nuovi fondi alla ricerca e tutele per gli scienziati sotto attacco

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La Spagna rafforza il suo piano d’azione contro la disinformazione climatica. Annunciata ad inizio 2026, oggi l’iniziativa si arricchisce con un programma di finanziamento da 3,5 milioni di euro finalizzato a sostenere il mondo della ricerca. E con il lancio di una Unidad de Apoyo a la Verificación a supporto delle organizzazioni di fact-checking.

“La lotta alla disinformazione è una priorità per questo governo”, aveva spiegato a febbraio 2026 la Vicepresidente e Ministra per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica, Sara Aagesen. “Non abbiamo mai avuto a disposizione così tante informazioni scientifiche e conoscenze sui cambiamenti climatici, eppure mai prima d’ora i messaggi sull’emergenza climatica, sulla biodiversità, sulle soluzioni basate sulla natura o su tutto ciò che riguarda l’agenda verde sono stati attaccati in modo così massiccio”.

Perché la disinformazione climatica dilaga

Un problema non solo spagnolo, come ci ricordano i troppi titoli di giornale italiani che in questi anni hanno cercato di ridicolizzare il global warming e gli attivisti.

Negli ultimi decenni, il dibattito sui cambiamenti climatici ha deviato parecchio dall’impostazione scientifica aprendo le porte alla retorica speculativa. E tra complessità della materia, fake news, polarizzazione politica e un uso strumentale dei mezzi di informazione, la scienza del clima ha finito per essere percepita come un tema divisivo e controverso, anziché come un campo di studi solido e condiviso.

Al punto da riuscire ad alimentare una nuova ondata di negazionismo, pronto a sconfessare anche l’evidenza. Sì, perché oggi gli effetti del riscaldamento globale sono sotto gli occhi di tutti esattamente come era stato pronosticato. Eppure, mentre le ondate di calore si fanno più intense, le tempeste più disastrose e le alluvioni più frequenti, la disinformazione digitale intensifica lo scetticismo, alimentando la percezione che le politiche climatiche siano, nel migliore dei casi, pure imposizioni ideologiche; nel peggiore, frutto di un complotto in grado di minacciare l’economia mondiale.

Sradicare tali convinzioni è complesso, sia per l’impatto emotivo del problema, sia perché le logiche algoritmiche delle piattaforme social tendono a rinchiudere l’utente nella propria bolla informativa.

Ma combattere la disinformazione è anche necessario. Necessario per ridare centralità e fiducia alla ricerca scientifica ma anche per avere una concreta possibilità di contrastare i cambiamenti climatici in corso.

Come evidenziato dalla Vicepresidente Aagesen, “senza una comprensione dettagliata di ciò che ci troviamo ad affrontare, non saremo in grado di arginare questa piaga [il climate change]”.

Il Piano della Spagna

In questo contesto il programma spagnolo di sovvenzioni mira a promuovere la ricerca multidisciplinare e contrastare lo scetticismo sul clima rafforzando l’alfabetizzazione scientifica, il pensiero critico e la capacità del pubblico di identificare fonti attendibili e interpretare le prove scientifiche. Il bando – pubblicato oggi stesso – si rivolge alle università pubbliche e agli enti pubblici di ricerca e sarà gestito dalla Biodiversity Foundation.

Aagesen ha anche rivelato che il proprio Ministero, insieme al Ministero della Scienza, dell’Innovazione e delle Università, istituirà un Ufficio di sostegno al personale scientifico, che avrà tra i suoi obiettivi quello di offrire una protezione speciale contro gli attacchi negazionisti subiti dai ricercatori. Ancora una volta la Spagna è pronta a dare il buon esempio.

Leggi anche La mappa più completa dell’impatto del climate change in Italia

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