PRIMO MAGGIO FESTA DEI LAVORATORI

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Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo

PRIMO MAGGIO FESTA DEI LAVORATORI

di Beppe Manni*

 “Su fratelli, su compagne – su, venite in fitta schiera: – sulla libera bandiera – splende il sol dell’avvenir…Il riscatto del lavoro – dei suoi figli opra sarà – o vivremo del lavoro – o pugnando si morrà. -…Guerra al regno della Guerra – morte al regno della morte – contro il dritto del più forte – forza amici, è giunto il dì…”. È l’Inno dei Lavoratori del 1886, su testo di un giovane Filippo Turati, dimenticato anche dalle sinistre. Sono passati 136 anni e non splende ancora il sol dell’avvenir. La speranza di una fratellanza universale dei popoli e delle genti in una società di uguali, senza sfruttamenti e guerre fratricide tra poveri: l’Internazionale Socialista si schierò contro la I guerra mondiale. Il sogno di un lavoro liberato dallo sfruttamento e umanizzato, anche se non si è ancora realizzato, è stata una forza propulsiva che ha attraversato gli ultimi due secoli. Come un vulcano, eruttava rivoluzioni, come nel 1848 e nel 1871 a Parigi, nel 1917 in Russia, nel ’19 in Germania, nel ’19-20 in Italia, poi nel ‘48, nel ‘68 e ‘69. Il più delle volte è rimasto un fuoco sotterraneo. Ha spinto i lavoratori attraverso le lotte sindacali, i movimenti sociali laici e cattolici; creando cooperative e leghe. Mio nonno Carlo faceva il birocciaio nel 1920, era iscritto alla Lega socialista, ogni mattina il capo-lega definiva quante carriole di ghiaia ogni lavoratore poteva caricare in Secchia, in base alle bocche da sfamare.  Le lotte di quei tempi hanno consentito di ottenere importanti risultati, dei quali ancora oggi godiamo i frutti. Le otto ore e la salute in fabbrica, il controllo dello sfruttamento, le 150 ore, la tutela della maternità, lo Statuto dei Lavoratori del 1970, ecc. E riforme straordinarie delle sinistre al governo come l’obbligo scolastico fino a 14 anni ecc.  Chi demonizza il socialismo e il comunismo riferendosi alle rivoluzioni fallite della Russia, della Cina, della Corea del Nord, di Cuba, ecc, fa una cattiva operazione ideologica, in favore delle politiche neoliberiste e delle destre, che affossano le eterne e giuste aspirazioni dei poveri e dei popoli sfruttati. Oggi i sindacati hanno perso molto del loro ruolo per la frantumazione delle classi dei lavoratori, per il fenomeno delle false cooperative, per la rinascita del caporalato in agricoltura e per la diffusione del lavoro nero. Recentemente anche il Presidente della Repubblica ha denunciato le nuove forme di schiavismo, agevolate dai fenomeni migratori. Evidenti fenomeni di sfruttamento e di precarietà emergono nelle consegne a domicilio, in edilizia e nei trasporti. La scarsità dei controlli e le carenze nei sistemi di sicurezza provocano ogni anno un numero intollerabile di morti sul lavoro: Nel 2021, 22.000 incidenti sul lavoro con 1200 morti. Per non dire dello sfruttamento nei paesi poveri. La voce dei lavoratori, dei dipendenti, dei disoccupati, delle donne, degli immigrati privi di soggetti di riferimento debbono dunque ancora farsi sentire. Il I° maggio si deve cantare non solo Bella Ciao, ma ri-cantare  “Su fratelli, su compagne – su, venite in fitta schiera – sulla libera bandiera – splende il sol dell’avvenir”.

*Gazzetta di Modena 4.5.2022

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