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Russia: legge contro la “propaganda gay”

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La legge contro la cosiddetta “propaganda gay” rafforza gli atteggiamenti ostili contro le persone LGBT+ e ha conseguenze devastanti sulle vite.. Ecco perché dovrebbe essere abrogata una volta per tutte.

Aggiornamento – 12 luglio 2022: Oggi, un famoso giornalista russo, Yuri Dud, è stato multato con l’accusa di “propaganda omosessuale”, soltanto per aver intervistato un musicista omosessuale oltre un anno fa. Questo caso dimostra come, dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina per mano di Putin, la legge sulla cosiddetta “propaganda omosessuale” viene utilizzata sempre più spesso e arbitrariamente contro le persone LGBT+. E adesso, c’è una concreta possibilità che la legge divenga più draconiana entro l’anno. Continueremo la nostra lotta fino a quando questa legge non sarà finalmente abrogata.

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La cosiddetta “legge sulla propaganda delle relazioni sessuali non tradizionali tra i minori” è stata adottata in Russia nel 2013. Si tratta di una serie di emendamenti alla legge «sulla protezione dei bambini da informazioni dannose per la loro salute e il loro sviluppo» nel codice dei reati amministrativi, e varie altre leggi.

In Russia, oggi, per “propaganda LGBT+” si può essere multati fino a 100.000 RUB se si è un individuo, e fino a 1 milione di RUB se si è un’associazione. Anche i siti web dove, secondo le forze dell’ordine, «si diffonde la propaganda» possono essere bloccati in tutto il paese.

Anche se questa legge viene applicata raramente, le sue conseguenze sono devastanti. Come risultato di questa legge:

– gli adolescenti LGBT+ non ricevono alcun aiuto dagli psicologi scolastici e dagli assistenti sociali: i professionisti hanno paura di essere accusati di “propaganda”;

– molte famiglie LGBT+ vivono nella costante paura che i loro figli possano essergli portati via;

– il numero di minacce, aggressioni e omicidi di persone LGBT+ in Russia sta crescendo, e la polizia si rifiuta d’indagare adeguatamente questi casi;

– chi ha picchiato e ucciso persone omosessuali, bisessuali e transgender spesso giustificano le loro azioni dicendo che “l’omosessualità” è proibita in Russo;

– ogni menzione pubblica d’identità omosessuali, bisessuali o transgender può portare al blocco dei propri canali d’informazione o a multe.

Nel 2020:

– il portale d’informazione gay.ru è stato bloccato in Russia nonostante il contrassegno 18+;

– Larisa Zhuravleva, direttrice del festival cinematografico “Spirit of Fire”, è stata multata 50.000 RUB per aver proiettato il film “Outlaw” al festival;

– l’attivista LGBT+ Sergei di Khabarovsk è stato multato per aver postato sul monitoraggio della discriminazione contro le persone LGBT+.

Nel 2021:

– Anastasia Panchenko è stata multata per aver pubblicato una foto di lei che bacia una ragazza;

– un gruppo di adolescenti che faceva foto con una bandiera arcobaleno è stato fermato a San Pietroburgo dalla polizia.

La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha ripetutamente dichiarato che questa legge viola l’articolo 10 (“Libertà di espressione”) e 14 (“Divieto di discriminazione”) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Così, la CEDU ha riconosciuto che la legge è discriminatoria. Opinioni simili sono state ripetutamente espresse da molte altre organizzazioni internazionali, compreso il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC).

Aiuta a combattere e a porre fine alla legge contro la cosiddetta “propaganda gay” in Russia una volta per tutte.

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