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Come prevenire la demenza senile

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SuperAger: il segreto degli anziani che resistono alla demenza senile

Gazzetta Active:
I SuperAger sono persone in là con gli anni in grado di evitare alcune malattie. La scienza li sta studiando per carpire i loro segreti. E una nuova scoperta fa ben sperare…

Eugenio Spagnuolo04 ottobre – MILANO

Chi studia l’invecchiamento li definisce SuperAger: sono le donne e gli uomini di 80 anni o più che hanno capacità cognitive paragonabile a quella degli individui di mezza età. La scienza vi ripone molte speranze: scoprire i segreti dei SuperAger potrebbe fare la differenza in un mondo che invecchia rapidamente ed è afflitto da malattie come L’Alzheimer. E un segreto dei SuperAger è stato scoperto proprio qualche giorno fa… 

Anziani felici

Un uomo e una donna anziani felici

IL SEGRETO DEI SUPERAGER

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Secondo un team di neuroscienzati della Northwestern University (USA) nei SuperAger i neuroni responsabili della memoria sono più grandi rispetto anche a quelli delle persone che hanno tra  20 e 30 anni di meno. Questi neuroni si trovano in una regione del cervello nota come corteccia entorinale e potrebbero essere la chiave per prevenire l’Alzheimer. “La straordinaria scoperta che i SuperAger hanno neuroni più grandi rispetto ai loro coetanei e anche alle persone più giovani può implicare che grandi cellule erano presenti dalla nascita e si sono mantenute così per tutta la vita”, afferma l’autore principale dello studio, Tamar Gefen, docente di psichiatria e scienze comportamentali presso la scuola di medicina della Northwestern University. Ma non è solo questione di dimensioni…

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ECCO PERCHÉ I SUPERAGER RESISTONO ALLA DEMENZA: LO STUDIO

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I ricercatori hanno scoperto che i neuroni SuperAger non ospitano le proteine tau, che si aggrovigliano in placche che distruggono le cellule cerebrali e rappresentano il sintomo caratteristico della demenza. Per ragioni ancora ignote, le cellule della corteccia entorinale sono particolarmente vulnerabili durante l’invecchiamento e nelle prime fasi dell’Alzheimer. “In questo studio, dimostriamo che nell’Alzheimer, il restringimento neuronale (atrofia) della corteccia entorinale sembra essere un marcatore caratteristico della malattia”, afferma Gefen. “Sospettiamo che questo processo sia una funzione della formazione del groviglio di tau nelle cellule colpite che porta a scarse capacità di memoria in età avanzata”, continua il ricercatore. “Identificare questo fattore (e ogni fattore simile) è fondamentale per la scoperta precoce dell’Alzheimer, il monitoraggio del suo decorso e il trattamento”.

Nonni felici

Nonni felici con nipote

SUPERAGER: LE SPERANZE DELLA SCIENZA

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Senza una cura in vista, c’è una crescente attenzione sui SuperAger, i quali dimostrano che la perdita delle facoltà mentali non è inevitabile. Diversi studi hanno scoperto che questo gruppo speciale di ottuagenari può ricordare gli eventi recenti con la stessa chiarezza di quelli dei 20 anni.

L’avanzare dell’età è spesso accompagnato da un declino cognitivo che può portare a forme di demenza senile. Si stima, per esempio, che circa il 40% delle persone sopra i 60 anni soffra di un certo grado (non sempre grave, ndr) di perdita di memoria. E le cifre aumentano con l’età. Il prossimo passo degli scienziati sarà esaminare come e perché i neuroni sopravvivono nei SuperAger, sondando l’ambiente cellulare. “Quali sono le caratteristiche chimiche, metaboliche o genetiche di queste cellule che le rendono resilienti?” si chiede il dottor Gefen. 

LE ABITUDINI DEI SUPERAGER

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Nel frattempo, una sua collega, la neuroscienziata Emily Rogalski, ha condiviso alcune scoperte sulle abitudini di vita dei SuperAger. Eccole.

I SuperAger seguono uno stile di vita attivoRimanere attivi è una delle cose migliori che si possono fare con l’avanzare degli anni. L’attività fisica si traduce in un maggiore apporto di ossigeno, che permette al corpo di funzionare in modo ottimale, e gli esercizi di potenziamento muscolare riducono in modo specifico il rischio di cadute. Non solo: fare movimento aiuta anche a mantenere un peso sano. Cosa non da poco, visto che il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer triplicherebbe negli individui con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30.

Anziani in procinto di tuffarsi

I SuperAger continuano a mettersi alla provaL’attività mentale è importante quanto l’attività fisica. La buona notizia è che si presenta in molte forme: enigmistica, lettura, passioni culturali che ci portano fuori dalla zona di comfort. Un piccolo sforzo è infatti il segreto per stimolare e coinvolgere il cervello in nuovi modi.

I SuperAger sono animali socialiI SuperAger vantano forti relazioni sociali con gli altri, afferma la dottoressa Rogalski. Forse questo dipende anche dal fatto che la regione dell’attenzione nel cervello nei SuperAger ha dimensioni più grandi. Questa regione è ricca di neuroni che si pensa svolgano anche un ruolo nel comportamento sociale. Rogalski spiega che le autopsie su SuperAger hanno rivelato che hanno da 4 a 5 volte il numero di tali neuroni rispetto ai coetanei. “Non è così semplice come dire: Se hai una rete sociale forte, non avrai mai il morbo di Alzheimer“, commenta il la scienziata. “Ma se c’è una lista di scelte salutari che possiamo fare, come seguire una certa dieta e non fumare, mantenere forti reti sociali dovrebbe farne parte”.

I SuperAger si concedono qualche sfizioI SuperAger del Dr. Rogalski includono individui appassionati di fitness ma anche persone che si concedono un bicchiere di vino ogni tanto: i bevitori moderati avrebbero il 23% in meno di probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer o segni di problemi di memoria rispetto ai non bevitori. Ma attenti – avverte la scienziata – la parola chiave è moderazione. È altrettanto risaputo che bere più della quantità raccomandata è considerato un fattore di rischio per il morbo di Alzheimer.

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