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Salvaguardare il Diritto alla Salute

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Troppi tagli: così rischiamo il diritto alla Salute

di Nicola Bedinmilano da “La repubblica

— Il diritto alla salute è una conquista sociale recente: a sancirlo è stata la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948. Ed è una conquista fondamentale, che tuttavia nei fatti non esiste in diversi paesi anche occidentali; basti pensare agli Stati Uniti d’America, dove l’accesso alle cure non è garantito a tutti. In Italia, invece, il diritto alla salute è sancito dall’ar ticolo 32 della Costituzione e si può dire che sia ancor a vivo, anche se va riconosciuto che il Servizio sanitario nazionale è più simile ad un anziano dalle gambe stanche ed esili che non a un giovane sano e robusto. Sono necessari inter venti impor tanti e r apidi al fine di evitare che il vecchio si pieghi su se stesso e cada a terra spossato. La spesa sanitaria pubblica italiana è notevolmente inferiore a quella di altri paesi europei: in r appor to al Pil l’Italia nel 2021 ha speso solo il 7,2% (la Germania l’11%, la Francia più del 10%) e su base pro-capite solo 3.052 euro (la Germania 6.351, la Francia 4.632). Ciò che è forse ancor a più allarmante è che nel Documento di economia e finanza (Def ) del 2022 e nella recente Nota di Aggiornamento (Nadef ) è previsto un notevole calo del finanziamento nel periodo 2022-2025. Il r appor to tr a la spesa sanitaria e il Pil è indicato scendere dal 7,1% nel 2022 (ed er a il 7,2% nel 2021) al 6,1% nel 2025, un livello pari a quello della Grecia, e non compatibile con la sopravvivenza del diritto alla salute per come lo conosciamo oggi.
In valore assoluto, la spesa sanitaria pubblica è prevista calare da 134 miliardi di euro nel 2022 a 129,4 miliardi di euro nel 2025. Si tolgono 4,6 miliardi di euro a una voce di bilancio che è già misera. Il tutto in un contesto di invecchiamento cronico della popolazione (il 23, 5% degli italiani ha più di 65 anni: record europeo) e di aumento del costo dei fattori produttivi. 
È necessario spendere di più, questo è un fatto ineludibile. 
Ed è ovviamente anche necessario spendere meglio (gli sprechi in sanità non mancano di certo). 
Il nuovo Governo entrerà in carica in un momento particolarmente complicato e si troverà di fronte a molti problemi che richiedono di essere affrontati con urgenza. 
Ma l’ultima cosa che il Governo che si formerà a giorni dovrà fare sarà quella di non considerare come priorità occuparsi del Ssn, che è centrale sotto diversi aspetti ed ha a che fare con la tutela di un diritto primario ed assoluto. Per dirla con Arthur Schopenhauer, «la salute non è tutto, ma senza la salute tutto è niente». 

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