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Variante Cerberus resiste ai vaccini

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Nuova ondata Covid. Variante Cerberus resiste ai vaccini

DOTTNET | 26/10/2022 16:49

Le nuove sottovarianti Omicron di Sars-CoV-2 come XBB si sta diffondendo rapidamente in Asia ed è stata già rilevata in alcuni Paesi europei

Nelle prossime settimane è prevista una nuova ondata” di casi Covid “legata a nuove sottovarianti di Omicron. La pandemia non è ancora finita. La scorsa settimana la variante di Omicron BQ1 è stata identificata in almeno 5 Paesi” in Europa e “l’Ecdc prevede che la variante BQ1 e la sua sottovariante BQ1.1 diventeranno i ceppi dominanti da metà novembre all’inizio di dicembre”.  “Non si sa ancora se sarà più trasmissibile o causerà una malattia più grave rispetto alle varianti BA4 e BA5, ma quello che si sa è che ha una maggiore capacità di sfuggire all’immunità conferita dalla vaccinazione, dall’aver contratto il Covid o dagli anticorpi monoclonali disponibili Inoltre, stiamo seguendo attentamente le nuove sottovarianti” Omicron di Sars-CoV-2. Come “XBB che si sta diffondendo rapidamente in Asia ed è stata già rilevata in alcuni Paesi europei”. Questo mutante, XBB (già ribattezzato Gryphon sui social) è un ricombinante di Ba.2.10.1 e Ba.2.75 (Centaurus), con 14 mutazioni aggiuntive nella proteina Spike di Ba.2. Insieme a BQ.1 e BQ.1.1 (Cerberus), è infatti una delle nuove sottovarianti sotto la lente in Europa e in diverse parti del mondo. Per quanto riguarda i vaccini per i bambini, “l’Ema raccomanda di vaccinare principalmente i piccoli con malattie di base per proteggerli dal ricovero e dalla morte“, ma “la decisione sulla vaccinazione dei bambini spetta agli Stati membri dell’Ue”.  Infine, Agenzia europea dei medicinali ha annunciato che le revisioni per due vaccini adattati contro il Covid sono ancora in corso: “per il vaccino Sanofi la possibile conclusione è prevista a novembre e per il vaccino Hipra nelle prossime settimane”.

Sono, dunque, trascorsi poco più di venti giorni da quando è stata segnalata per la prima volta e già la nuova arrivata della famiglia Omicron, la sottovariante Bq.1.1 nota come “Cerberus”, ha cominciato a guadagnare posizioni. Attualmente è la responsabile del 35% dei casi di Covid-19 in Francia e all’incirca il 7% in Gran Bretagna, Germania, Danimarca e in Italia. «La situazione di Cerberus in Europa è preoccupante perché questa sottovariante è in ascesa ed è ipotizzabile un trend di crescita della sottovariante Bq.1.1, con raddoppio a breve. Al momento non ci sono dati clinici su “Cerberus” e sarà importante – osservano – monitorare questo nelle ospedalizzazioni nelle prossime settimane». Alla luce di queste considerazioni,: essere cauti con la possibilità di affermare che non esistano più nuove ondate di infezioni da SARS-CoV-2, in quanto il virus muta per la sua sopravvivenza nell’uomo. Finora sono 157.717 le sequenze genetiche depositate dall’Italia nella banca dati Gisaid dall’inizio della pandemia e, di queste, 60.231corrispondono alla variante Omicron e alla sua numerosa famiglia (dalla Ba.1 fino alle recenti Ba.5). Delle 157.717 sequenze, 15.160 (al 10 ottobre scorso) corrispondono alla sottovariante Omicron Ba.5, pari al 93.7%. Nella famiglia delle Ba.5, si distinguono in particolare la Ba 2.75 “Centaurus” (1,8%) e Bq.1.1 “Cerberus” (7%). Guardando alla possibile evoluzione dell’epidemia in Italia, secondo gli esperti del Ceinge sono almeno tre le ragioni per tenere d’occhio la sottovariante Bq.1.1: la prima è il ritmo rapido con cui si diffonde; la seconda è la possibilità che possa bucare i vaccini: cosa che renderebbe particolarmente importante fare la quarta dose con il vaccino contro Omicron Ba.4-Ba.5 per over 60, fragili, operatori sanitari, donne in gravidanza, pazienti immunocompromessi, ospiti di Rsa; la terza (da confermare) è che abbia una superiore capacità di replicarsi.

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