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Vaccini anti-Covid e anti-influenza: insieme oppure no?

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Vaccino anti-Covid e vaccino antinfluenzale: farli insieme oppure no?

Con l’aumento stagionale dei casi di Covid-19 e l’avvio della campagna vaccinale antinfluenzale, torna il dilemma. I consigli del medico di famiglia

di Chiara Stella Scarano da Sanità informazione

Vaccino anti-Covid e vaccino antinfluenzale: farli insieme oppure no?

A metà ottobre si è aperta la campagna vaccinale antinfluenzale 2022 che, come ogni anno, ha l’obiettivo di ridurre il più possibile l’impatto del virus dell’influenza stagionale, soprattutto tra i fragili e gli anziani. Già dallo scorso anno, a causa dell’impennata autunnale di casi Covid-19 in concomitanza con l’avvio della campagna vaccinale antinfluenzale, una delle questioni più discusse è stata questa: il vaccino antiCovid-19 può essere somministrato insieme al vaccino antinfluenzale?

Somministrazione simultanea, il “nulla osta” della comunità scientifica

A dare la prima risposta affermativa, nell’ottobre 2021, furono il Ministero della Salute, l’AIFA e l’Istituto Superiore di Sanità che, in una nota congiunta, affermarono l’assenza di controindicazioni alla co-somministrazione del vaccino antiCovid-19 e dei vaccini cosiddetti “inattivati”, tipologia di cui il vaccino antinfluenzale fa parte. Anche quest’anno, quindi, via libera alla somministrazione simultanea dei due vaccini (la “quarta dose” nel caso del vaccino antiCovid-19), effettuabili presso le Asl e negli studi dei medici di famiglia. I destinatari prioritari, coloro cioè che vanno maggiormente protetti dai rischi del Covid-19 e dell’influenza sono: gli over 65, i i pazienti cronici e gli immunocompromessi, le donne incinte, gli ospiti delle RSA e gli operatori socio-sanitari.

AntiCovid-19 e antinfluenzale insieme: un occhio alle tempistiche

Fermo restando le rassicurazioni della comunità scientifica per quanto riguarda la co-somministrazione dei vaccini, è comunque necessario fare qualche precisazione. Innanzitutto riguardo alle tempistiche. Per quanto riguarda il vaccino anti-Covid, tra una dose e l’altra è necessario che siano trascorsi almeno 5 mesi. Motivo per il quale, se l’ultimo booster è più recente o se di recente è stata contratta l’infezione, si potrà intanto procedere con il vaccino antinfluenzale per poi provvedere successivamente al richiamo contro il Covid-19.

Attenzione alle altre co-somministrazioni

Un altro punto da attenzionare quest’anno è l’opportunità di vaccinarsi contro importanti patologie derivanti dalle infezioni da pneumococco, meningococco e herpes zoster. È possibile anche in questo caso associare i vaccini con quelli antiCovid-19 e antinfluenzale? Ci risponde Luigi Sparano, medico di famiglia e Segretario FIMMG Napoli: «È possibile associare un vaccino tra i tre sopra elencati con il vaccino antinfluenzale, mentre non è consigliabile associarli con il vaccino antiCovid-19».

Attenersi ai consigli del medico di famiglia

«La scelta di effettuare o meno la co-somministrazione – continua Sparano – dipende dalla conoscenza approfondita che il medico di famiglia ha sulle condizioni di salute del paziente. Se ad esempio siamo in presenza di una blanda manifestazione di infezione alle vie respiratorie sarà bene rimandare i vaccini. O anche sulla scorta di un reperto anamnestico precedente, come un paziente che negli ultimi anni abbia mostrato una iper reazione ai vaccini (febbre o altro), è chiaro che in quel caso si valuta la somministrazione in differita per evitare un eccessivo malessere al paziente. Ricordiamo – conclude – che la co-somministrazione ha anche una finalità pratica di compliance, perché consente al cittadino di recarsi fisicamente un’unica volta allo studio per la somministrazione. Il paziente in questo modo viene quindi più facilmente coinvolto, permettendo di ottimizzare gli obiettivi di immunizzazione».

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