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OMS: antibiotico-resistenza, “pandemia silenziosa”

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In Italia: livelli di antibiotico-resistenza peggiori in Europa

ISS, OMS, DOTTNET | 17/11/2022 18:39

Gli antibiotici vanno usati meno e usati meglio. Circa 2.200 casi diagnosticati e segnalati nel 2021 confermano la larga diffusione in Italia delle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi, soprattutto in pazienti ospedalizzati

La pandemia silenziosa, come l’ha chiamata l’Organizzazione mondiale della sanità, sta peggiorando. I decessi causati ogni anno in Italia dalla resistenza agli antibiotici sono passati dagli 11mila del 2015 ai 15 mila attuali. E questo nonostante una diminuzione del 23% dell’uso di questi farmaci nell’uomo negli ultimi 10 anni.  

“Gli antibiotici vanno usati meno e usati meglio. Molte infezioni delle vie aeree superiori passano senza bisogno di assumerli. Aspettare 48-72 ore dall’insorgenza dei sintomi è una buona regola. Ci accorgeremmo che molti dei disturbi passano da soli.

L’Italia è il Paese maglia nera in Europa. Già gli 11mila morti nel nostro Paese sono un numero sproporzionato, se pensiamo che in tutta Europa sono 33mila”.

“Più gli antibiotici li usi e più li perdi. La perdita di efficacia di questi farmaci non è solo un problema collettivo: riguarda anche l’individuo che ne fa uso senza averne bisogno. Nel nostro organismo infatti vivono normalmente batteri che noi chiamiamo buoni, perché non ci creano problemi. “Gli antibiotici possono colpire alcune popolazioni di batteri buoni, lasciando magari spazio a gruppi di batteri più aggressivi. Questo è il motivo per cui chi si sottopone a intervento chirurgico dopo una terapia antibiotica ha più probabilità di essere colpito da un’infezione. Prima che l’equilibrio si ristabilisca possono passare diversi mesi, o addirittura un anno”.

In Italia nel 2021 le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli 8 patogeni sotto sorveglianza si mantengono elevate, anche se in qualche caso sono in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Lo rilevano i dati delle due sorveglianze dell’Iss resi noti venerdì scorso.

L’Iss coordina in ambito umano il sistema di sorveglianza AR-ISS che si basa su una rete di laboratori ospedalieri di microbiologia clinica presenti su tutto il territorio nazionale che inviano i dati di sensibilità agli antibiotici ottenuti nella normale routine di laboratorio per patogeni isolati da infezioni invasive (sangue o liquor). I patogeni sotto sorveglianza sono 8: Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis e Enterococcus faecium tra i batteri Gram-positivi, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter spp. Ad AR-ISS, si è affiancata nel 2013 la sorveglianza delle batteriemie da Enterobatteri resistenti ai carbapenemi (CRE) che raccoglie e analizza le segnalazioni dei casi di batteriemie da K. pneumoniae ed E. coli resistenti ai carbapenemi e/o produttori di carbapenemasi da tutto il territorio nazionale.

Ecco i principali risultati:

  • La percentuale di resistenza alle cefalosporine di terza generazione in Escherichia coli è in diminuzione nel 2021 (23,8%) rispetto al 2020 (26,4%)
  • Dopo un aumento osservato nel biennio 2019-2020, nel 2021 si è riscontrata una diminuzione della percentuale di isolati di Klebsiella pneumoniae resistenti ai carbapenemi (26,7% contro il 29,5% del 2020). La resistenza ai carbapenemi si è confermata molto bassa in E. coli (0,4%) ma è risultata in preoccupante aumento nelle specie Pseudomonas aeruginosa (16,4%) e in Acinetobacter spp. (86,9%).
  • Per Staphylococcus aureus, la percentuale di isolati resistenti alla meticillina (MRSA), dopo un periodo di stabilità, ha subito una flessione (29,9%).  Continua ad osservarsi il trend in aumento nella percentuale di isolati di Enterococcus faecium resistenti alla vancomicina, che nel 2021 è risultata pari a 28,2% mentre era 23,6 nel 2020.
  • Tra i batteri Gram-negativi, nel 2021, il 33,1% degli isolati di K. pneumoniae e l’8,8% degli isolati di E. coli sono risultati multi-resistenti, entrambi questi valori sono in lieve diminuzione; per P. aeruginosa la percentuale di resistenza a tre o più antibiotici è risultata pari a 11,4%, anche questa in diminuzione, mentre si è osservata una percentuale di multi-resistenza particolarmente elevata (85,4%) ed in ulteriore aumento in Acinetobacter spp.
  • Circa 2.200 casi diagnosticati e segnalati nel 2021 confermano la larga diffusione in Italia delle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi, soprattutto in pazienti ospedalizzati. Nel 2021 l’incidenza dei casi segnalati è stabile rispetto al 2020. I soggetti maggiormente coinvolti sono maschi, in una fascia di età compresa tra 60 e 79 anni, ospedalizzati e ricoverati nei reparti di terapia intensiva.
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