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UNA PICCOLA BAMBINA SALVERA’ IL MONDO

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UNA PICCOLA BAMBINA SALVERA’ IL MONDO

di Beppe Manni, giornalista, Gazzetta di Modena

 “Tutti vanno alla capanna a vedere cosa c’è – c’è un bambin che fa la nanna – tra le braccia della mamma…” Il giorno di Santo Stefano i bambini recitavano in chiesa questo sermoncino davanti al presepe. Nelle poesie e nelle canzoni natalizie la figura centrale è il bambino. La sua nascita infatti è sempre un avvenimento inatteso, una sorpresa meravigliosa, un dono eccezionale che dona speranza: “Sarà forse lui il salvatore e il messia, si chiedono ancora gli ebrei, alla nascita di un figlio maschio?” “Cosa sarà da grande?” Si domandano i genitori davanti alla culla del neonato.

Purtroppo gli uomini e le donne adulte nella nostra società si aspettano dai bambini grandi cose, ma hanno tagliato l’erba, i pascoli e gli alberi, hanno prosciugato i ruscelli e i laghi non solo intorno alle capanne del terzo mondo ma anche alle case, agli appartamenti e alle ville del nostro mondo. Oggi ingozziamo i piccoli con dolci e regali, li avvolgiamo non solo in fasce ma in abitini, addobbati con ninnoli, cuffie e sciarpine firmate. Li illudiamo che vivono in un paese dei balocchi con giochi, video e luci sempre accese. Ma già milioni di innocenti subiscono un genocidio sistematico: bambini che non riescono a salvarsi dagli erodi di turno mentre fuggono non su un asinello verso un porto sicuro, ma su sgangherati mezzi, su pericolanti barconi o a piedi per sentieri pieni di pericoli. Al freddo e al gelo.

I nostri bimbi e bambine diventati adulti troveranno un mondo sfatto e inaridito reso sterile dalla nostra ingordigia e stupidità, i loro figli e figlie soffriranno come oggi i bimbi degli immigrati. Tra le luci del Natale e i bagordi di fine anno; nelle calze strapiene della Befana e nel sacco di Babbo Natale, non c’è posto per nessun desiderio e di nessuna speranza. Gli occhi fanciulli pur luminosi, si stanno spegnendo.

La nascita del nuovo sole, il messia atteso, sarà domani una bambina: femmina e fragile destinata come Mosè a morire annegata. Salvata da un’altra donna pietosa, figlia di un prepotente faraone. Verrà a noi come le aurore dell’oriente, là dove le bambine sono oltraggiate, torturate e ammazzate in nome di un dio maschio onnipotente e tiranno. Sarà una sorpresa piena di speranza inattesa come la nascita di Giovanni e Gesù nati da due donne che non aspettavano più. Un dono inaspettato. Una bambina, di colore come lo era Gesù. Senza un padre. Nata fuori dalle mura delle grandi città occidentali, in una barca, perché per lei non c’era posto in una casa. Ma piena di forza e speranza, verrà salvare l’umanità. E la terra.

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