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Terapie non farmacologiche nel dolore cronico

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Gestione del dolore cronico: esempi di terapie alternative non farmacologiche

NATURE, MEDICINA GENERALE REDAZIONE DOTTNET | 24/11/2023 15:02

Una migliore comprensione delle terapie alternative può ottimizzare la gestione del dolore cronico e offrire ulteriori opzioni di trattamento ai pazienti.[1]


Il dolore cronico è una delle manifestazioni cliniche più comuni nell’ambito delle cure primarie. É responsabile di oltre il 15% delle visite dei pazienti ed è spesso associato ad ansia, depressione, riduzione della mobilità e delle attività quotidiane, diminuendo in modo sostanziale la qualità della vita. Gli oppioidi, nonostante provochino un’elevata dipendenza, sono ancora uno dei farmaci maggiormente prescritti per questo particolare problema. Pertanto, è cresciuto l’interesse verso la ricerca di opzioni terapeutiche alternative.


Il dolore cronico è un problema multifattoriale che colpisce il 20% della popolazione mondiale.[1] I fattori di rischio socio-demografici, psicologici e genetici possono tutti giocare un ruolo nel determinare gli esiti del dolore cronico nei pazienti di tutto il mondo.[1] Le persone affette da dolore cronico riferiscono cambiamenti dannosi per la loro qualità di vita, come l’incapacità di fare esercizio fisico, sonno insufficiente e maggiori difficoltà a mantenere relazioni con gli altri.[1]

L’ International Association for the Study of Pain (IASP) ha contattato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e ha istituito una Task Force per la classificazione del dolore cronico, che è stato definito, dal punto di vista temporale, come un dolore che dura o si ripete per un periodo superiore a tre mesi.[1] Si tratta di una disfunzione del sistema nocicettivo che annulla la funzione del dolore come marcatore di un potenziale danno fisiologico immediato.[1] Il trattamento di prima linea, per molte condizioni di dolore cronico, comprende FANS, antidepressivi, anticonvulsivanti e oppioidi.[1] Tuttavia, questi farmaci non si sono rilevati efficaci in un sottogruppo di pazienti.[1] Altre modalità di trattamento includono terapie come l’agopuntura e il trattamento manipolativo osteopatico (OMT, osteopathic manipulative medicine), considerati approcci olistici e alternativi per la gestione del dolore cronico.[2] L’agopuntura si è dimostrata efficace nel ridurre la lombalgia cronica e il dolore in gravidanza[2], mentre il OMT è risultato utile nella gestione del dolore lombare, ma non per l’emicrania.[2]  Allo stesso modo le terapie meditative di movimento (MMT, meditative movement therapies), tra cui il Qigong, il Tai Chi e lo Yoga, sono state inserite nell’approccio terapeutico multidisciplinare del dolore cronico.[3]

Uno studio randomizzato e controllato (RCT) ha incluso 53 pazienti con fibromialgia (FM) con l’obiettivo di valutare l’efficacia di una specifica forma di yoga nel trattamento.[3] I risultati hanno rivelato miglioramenti significativi del dolore, della fatica e dell’umore nel gruppo di pazienti che praticava yoga.[3] È interessante notare che un recente studio randomizzato, dove sono stati coinvolti più di 200 pazienti con FM, è stato condotto per confrontare l’efficacia del Tai Chi con l’esercizio aerobico.[3] Dopo 24 settimane, il Tai Chi si è dimostrato più efficiente rispetto all’esercizio aerobico per quanto riguarda l’impatto dei sintomi.[3]

Anche l’ossigenoterapia iperbarica (HBOT, hyperbaric oxygen treatment) è stata utilizzata per il trattamento della FM e di altri disturbi del dolore cronico.[3] Consiste nella respirazione intermittente di ossigeno al 100% in una camera pressurizzata con una pressione superiore a 1 atmosfera assoluta (ATA).[3] L’HBOT mostra un notevole effetto antinfiammatorio attraverso la riduzione della produzione di cellule gliali e di mediatori infiammatori, con conseguente alleviamento del dolore in diverse condizioni di dolore cronico.[3] Infatti, il dolore cronico è, in parte, ritenuto il risultato dello stress ossidativo e dell’infiammazione, e la ricerca clinica ha indicato legami tra queste condizioni e la dieta.[4] Tra le diete identificate con prove cliniche a sostegno del loro potenziale di riduzione dello stress ossidativo dell’infiammazione e/o del dolore cronico, le più efficaci sono la dieta a basso contenuto di carboidrati e la dieta mediterranea.[4]

Inoltre, alcuni RCT hanno dimostrato che l’integrazione di vitamina D aiuta ad alleviare il dolore, la fatica e la depressione nei pazienti affetti da FM e può quindi migliorarne la qualità di vita.[5]

Infine, un’altra valida strategia di controllo per le diverse condizioni di dolore è la realtà virtuale (VR, virtual reality).[6] Attivando la corteccia visiva e integrando altri sensi, la realtà virtuale altera la gestione degli stimoli nocicettivi.6 In questo modo, l’individuo si immerge nel mondo virtuale, distogliendo l’attenzione dalla percezione del dolore.[6] La risonanza magnetica funzionale conferma che la realtà virtuale influenza la corteccia insulare e sensoriale in modo simile agli oppiacei.6 Diverse Systematic Reviews e Meta-Analisi hanno riferito di aver applicato con successo la VR per alleviare il dolore cronico.[6] Questo approccio non invasivo e privo di farmaci per la gestione del dolore ne fa una promettente alternativa ai metodi tradizionali.[6]

 Per concludere, quindi, nonostante il dolore cronico sia una condizione comune, la scelta di un trattamento efficace continua a rivelarsi impegnativa.[1] Gli interventi farmacologici, procedurali e comportamentali variano a seconda del tipo di dolore cronico, ma molti pazienti non riescono ad ottenere una riduzione significativa del dolore.[1] Inoltre, gran parte delle terapie ha effetti avversi preoccupanti, in particolare gli oppioidi.[1] Infatti, l’uso cronico di oppioidi comporta un rischio immenso, dato il potenziale di overdose e di dipendenza di questa classe di farmaci.[2] Da qui nasce il bisogno di ricercare metodi di trattamento alternativi che evitino gli effetti collaterali delle cure tradizionali.[4] Infatti, le terapie non farmacologiche sono state progettate per affrontare gli effetti fisici, emotivi e psicologici della malattia sul paziente. Dall’esercizio fisico alla medicina alternativa, dalla terapia cognitivo-comportamentale alla terapia del massaggio, vari approcci non farmacologici sono quindi stati studiati e inseriti nelle linee guida.[5]


Bibliografia:

  1. Israel JE, St Pierre S, Ellis E, Hanukaai JS, Noor N, Varrassi G, Wells M, Kaye AD. Ketamine for the Treatment of Chronic Pain: A Comprehensive Review. Health Psychol Res. 2021 Jul 10;9(1):25535. doi: 10.52965/001c.25535. PMID: 34746491; PMCID: PMC8567802.
  2. Urits I, Schwartz RH, Orhurhu V, Maganty NV, Reilly BT, Patel PM, Wie C, Kaye AD, Mancuso KF, Kaye AJ, Viswanath O. A Comprehensive Review of Alternative Therapies for the Management of Chronic Pain Patients: Acupuncture, Tai Chi, Osteopathic Manipulative Medicine, and Chiropractic Care. Adv Ther. 2021 Jan;38(1):76-89. doi: 10.1007/s12325-020-01554-0. Epub 2020 Nov 12. PMID: 33184777; PMCID: PMC7854390.
  3. El-Shewy KM, Kunbaz A, Gad MM, Al-Husseini MJ, Saad AM, Sammour YM, Abdel-Daim MM. Hyperbaric oxygen and aerobic exercise in the long-term treatment of fibromyalgia: A narrative review. Biomed Pharmacother. 2019 Jan;109:629-638. doi: 10.1016/j.biopha.2018.10.157. Epub 2018 Nov 3. PMID: 30399600.
  4. Kaushik AS, Strath LJ, Sorge RE. Dietary Interventions for Treatment of Chronic Pain: Oxidative Stress and Inflammation. Pain Ther. 2020 Dec;9(2):487-498. doi: 10.1007/s40122-020-00200-5. Epub 2020 Oct 21. PMID: 33085012; PMCID: PMC7648781.
  5. Haddad HW, Jumonville AC, Stark KJ, Temple SN, Dike CC, Cornett EM, Kaye AD. The Role of Vitamin D in the Management of Chronic Pain in Fibromyalgia: A Narrative Review. Health Psychol Res. 2021 Jun 28;9(1):25208. doi: 10.52965/001c.25208. PMID: 35106398; PMCID: PMC8801481.
  6. Viderman D, Tapinova K, Dossov M, Seitenov S, Abdildin YG. Virtual reality for pain management: an umbrella review. Front Med (Lausanne). 2023 Jul 14;10:1203670. doi: 10.3389/fmed.2023.1203670. PMID: 37521355; PMCID: PMC10382225.
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