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Il cellulare non è un baby sitter, no agli schermi digitali sotto i due anni

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“Il cellulare non è un baby sitter, no agli schermi digitali sotto i due anni”

“Ora che lo so. Il cellulare può aspettare” per mettere in guardia sui possibili rischi dell’utilizzo del cellulare in mano ai più piccoli. Ma anche sugli effetti negativi di un’interazione con mamma e papà che diventa a singhiozzo, costantemente interrotta da messaggi e chat

Pubblicato:23-11-2023, DIRE

mamma bambino cellulare
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Il cellulare non è un baby sitter e non può servire a tenere buoni i bambini mentre, magari, si mangia. No a smartphone, tablet o pc nelle mani di bambini che non hanno ancora due anni. Ma anche ‘no’ a genitori intenti a rispondere a chat e messaggi mentre stanno giocando con i bambini o alla mamme incollate ai social mentre allattano un neonato. “Ora che lo so. Il cellulare può aspettare“, con questo titolo a effetto la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) promuove un’iniziativa di sensibilizzazione per mettere in guardia i genitori sui possibili rischi che l’avere tra le mani in modo troppo precoce i dispositivi digitali (dagli smartphone ai computer) possono comportare per i più piccoli. Così come, dicono, non vivere una vera interazione con i genitori (continuamente interrotta dalla presenza del cellulare) può a sua volta causare problemi, a partire dallo sviluppo del linguaggio. Oggetto della campagna è, appunto, la sensibilizzazione degli adulti sugli effetti dannosi dell’utilizzo del cellulare da parte dei bambini sotto i 2 anni di vita.

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