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Sostenibilità ed etica della comunità chimica

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di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma

Il pericolo che il Regolamento Europeo REACH per le sostanze chimiche venga di fatto cancellato è un colpo mortale ai principi di sostenibilità ed etica che la comunità chimica ha difeso con successo  durante lunghi anni di dibattiti fino al raggiungimento di faticosi equilibri basati su innovazione scientifica,compatibilità economica,etica.Mi sono da sempre battuto contro la sperimentazione animale e nella direttiva 3R,correlata al REACH,avevo trovato motivo di speranza,ai quali.non.vorrei rinunciare anche perché il tema torna ad essere caldo.

L’accordo internazionale  2023 per i Cosmetici Umani è finalizzato a restringere fino alla inibizione completa la sperimentazione animale per la produzione di cosmetici.Se l’accordo diventerà legge saranno vietate alcune attività oggi in corso e sarà vietato il trasporto e la vendita di cosmetici basati su sperimentazione animale.Questa non è assolutamente indispensabile per determinare la sicurezza dei cosmetici per uso umano nè questi test sono richiesti dalla Food and Drug Administration che non li richiede per autorizzare l’ingresso.nel.mercato.D’altra parte questa posizione è logica se si pensa che la FDA è uno dei sostenitori e promotori della direttiva delle 3 R,riduzione,affinamento,sostituzione della sperimentazione animale con metodologie alternative.Malgrado ciò numerose compagnie produttrici di cosmetici continuano ad applicare la sperimentazione animale in laboratori dove dolore ed invasività stressano animali fino alla morte.La speranza è che dall’accordo Internazionale scaturiscano leggi dalle quali gli animali possano.essere rispettati e protetti più che al presente.Con riferimento agli Stati Uniti dieci Stati hanno dato seguito all’accordo bandendo la vendita di cosmetici prodotti basandosi su sperimentazioni.animali.È un.bel segno.di civiltà e di etica,ma non è sufficiente.È necessario che i testi delle leggi in atto siano condivisi e promossi in.tutto il mondo

Per porre fine una volta per tutte alla sperimentazione animale in Europa, rafforzando sia il divieto ai test cosmetici sia contrastando i test per le sostanze chimiche che prevedono l’uso di animali, i cittadini possono aderire all’iniziativa Save cruelty-free cosmetics firmando la petizione.

l divieto di sperimentazione dei cosmetici sugli animali è stato salutato nel 2013 come un evento storico, tuttavia, a causa di una mancata armonizzazione tra il Regolamento europeo sui prodotti cosmetici e quello sulle sostanze chimiche Reach dell’Ue, all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), questa pratica risulta ancora consentita.

Tra gli animali domestici più utilizzati dalla ricerca scientifica, anche in ambito cosmetico, ci sono topi, ratti, gerbilli, criceti e porcellini d’India. Lo stesso termine “cavia”, utilizzato nel linguaggio comune per indicare ogni tipo di animale sottoposto agli esperimenti, deriva da Cavia porcellus, nome scientifico del più noto porcellino d’India.

Non c’è dubbio che gli animali su cui sono stati testati i cosmetici non sono più del tutto sani. Il contatto con sostanze nuove e sconosciute provoca caduta dei capelli, dolore, lesioni cutanee, inappetenza e apatia. Il contatto prolungato con miscele chimiche, creme, gel e antitraspiranti provoca malattie croniche in alcuni animali Gli ingredienti artificiali applicati sulla loro pelle a fasi alterne fanno perdere irreparabilmente la salute agli animali tenuti nei laboratori. Man mano che la consapevolezza dei consumatori cresce, le persone diventano molto più interessate al destino degli animali e al modo in cui vengono trattati nei laboratori . Le persone si chiedono sempre più quale ruolo abbiano gli esseri viventi nella produzione di cosmetici e fino a che punto sia legittimo utilizzarli. La procedura di sperimentazione animale suscita polemiche in tutto il mondo. Anche i più grandi marchi cosmetici di respiro internazionale sembrano volere abbandonare progressivamente la sperimentazione animale e optare per tecnologie nuove e innovative.Ma questa tendenza sarà salva se il REACH sarà dismesso?

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