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Test anti Covid e altri virus per chi accede alla strutture sanitarie

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Test anti Covid e altri virus per chi accede alla strutture sanitarie

MINISTERO DELLA SALUTE. INFETTIVOLOGIA REDAZIONE DOTTNET | 16/12/2023 17:29

L’obiettivo è ampliare e potenziare il monitoraggio dei virus per andare a rintracciare tutte le malattie respiratorie che stanno circolando

 I casi di positività al coronavirus e anche la circolazione sempre maggiore di virus respiratori – che a Milano ha riempito i reparti pediatrici – ha spinto il ministero della Salute a indicare la necessità di test per le persone con sintomi Sars-CoV-2 che accedono alle strutture sanitarie.

In ospedali e Rsa, per le persone che presentano sintomi con quadro clinico compatibile con Covid-19 è indicata l’effettuazione di test diagnostici per Sars-CoV-2, virus influenzali, virus respiratorio sinciziale (Vrs), rhinovirus, virus parainfluenzali, adenovirus, metapneumovirus, bocavirus e altri coronavirus umani diversi dal Sars-CoV-2, come indicato dagli organismi internazionali, Oms e Ecdc”, si legge nella circolare che l’Adnkronos Salute ha potuto visionare.

“Facendo seguito alla nota circolare n. 27648 dell’8 settembre 2023” e considerato “l’attuale andamento clinico-epidemiologico dell’infezione da Sars-CoV-2, si ritiene indispensabile che le strutture sanitarie attivino e potenzino percorsi sempre più ampi di sorveglianza epidemiologica con la ricerca di tutti i microorganismi”. La circolare “ribadisce l’importanza di rafforzare il sistema di sorveglianza RespiVirNet soprattutto nelle Regioni che non hanno raggiunto la copertura della popolazione prevista la scorsa stagione; attivare la sorveglianza virologica nelle Regioni in cui non è ancora presente e che venga implementata nelle Regioni in cui è presente”.

Nella settimana dal 7 al 13 dicembre in Italia si sono registrati 56.404 nuovi casi positivi a Covid, con una variazione del -3,8% rispetto alla settimana precedente (58.637). I morti sono 316, +1% rispetto alla settimana precedente (313). I tamponi effettuati sono stati 279.323, -1,9% rispetto alla settimana precedente (284.806), con un tasso di positività del 20,2%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione (20,6%). Il tasso di occupazione in area medica relativo al 13 dicembre è pari all’11,9% (7.426 ricoverati), rispetto al 10,7% (6.668 ricoverati) del 6 dicembre. Il tasso di occupazione in terapia intensiva relativo è del 2,7% (240 ricoverati), rispetto al 2,5% (219 ricoverati).

Stabile l’incidenza delle sindromi simil influenzali in Italia, che nell’ultima settimana si attesta a 11,1 casi per mille assistiti (vs 11,0 nello scorso bollettino), con una prevalenza di Rhinovirus e una percentuale ancora piccola di virus influenzali veri e propri secondo quanto riportano i bollettini della sorveglianza RespiVirNet pubblicati sabato. Stabile il numero di casi di sindromi simil-influenzali (Ili) in Italia. Nella 49° settimana del 2023, infatti, l’incidenza è pari a 11,09 casi per mille assistiti (10,98 nella settimana precedente). Si sottolinea che a tale aumento concorrono diversi virus respiratori e non solo quelli dell’influenza.

L’incidenza è stabile in tutte le fasce di età, ma risultano maggiormente colpiti i bambini al di sotto dei cinque anni in cui l’incidenza è pari a 25,2 casi per mille assistiti (24,8 nella settimana precedente). La scorsa stagione in questa stessa settimana l’incidenza di Ili nei bambini sotto i cinque anni era pari a 50,3 casi mille assistiti. Tutte le Regioni/Ppaa, tra quelle che hanno attivato la sorveglianza, registrano un livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali sopra la soglia basale, tranne il Molise. In dodici Regioni/Ppaa è stata raggiunta la soglia di intensità media dell’incidenza.

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