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CINQUE ANNI BASTANO: “La nostra memoria storica ci ammonisce a non permetterlo, a non ripetere un errore e una tragedia già accaduti “

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CINQUE ANNI BASTANO: “La nostra memoria storica ci ammonisce a non permetterlo, non possiamo permetterci di ripetere un errore e una tragedia già accaduti “,

Cari Concittadini della nostra Repubblica parlamentare, vogliamo avvertirvi che un Capo del governo o un insieme di governo che sia inamovibile per cinque anni e non revocabile per il venir meno della fiducia dei cittadini e del Parlamento, sarebbe del tutto in grado di instaurare il fascismo. Né lo impedirebbe la foglia di fico di un Presidente della Repubblica figurativo con 88 corazzieri di altezza superiore alla media.

Tale sarebbe il governo della “Terza Repubblica” quale è oggi voluto e proposto dalla Presidente del Consiglio e dalla sua maggioranza. La nostra memoria storica ci ammonisce a non permetterlo. Non possiamo permetterci di ripetere un errore e una tragedia già accaduti. Ogni popolo ha avuto la sua sciagura originaria che ha poi spesso portato inenarrabili sciagure ad altri popoli e Nazioni. Noi abbiamo avuto il fascismo dopo la legge Acerbo, i Tedeschi hanno avuto il nazismo dopo le elezioni del 1932, gli Americani la guerra di secessione a causa della schiavitù, i Russi la domenica di sangue del 1905 grazie allo Zar, gli Armeni il genocidio, gli Ebrei la Shoà, i Palestinesi l’espulsione e la Nakba, i popoli dell’America Latina le dittature plebiscitarie con i cittadini gettati in mare o “scomparsi”, la maggior parte delle altre Nazioni sono state assoggettate a regimi militari, Imperi e colonie. 

Quasi sempre cinque anni sono bastati a ciascuno, spesso dietro finzioni democratiche o a causa di sbagliate elezioni, per cadere nella catastrofe e avere il suo battesimo di sangue.

Perciò noi lanciamo un grido di allarme e avvertiamo del pericolo i nostri concittadini, Italiani per nascita o per accoglienza, e a tutti chiediamo di non permettere l’uscita dalla Repubblica parlamentare, “Prima” o “Seconda Repubblica” che la si voglia chiamare; essa, pur con tutti i suoi difetti, le perduranti irrisolte povertà e le promesse ancora da attuare ha il sapore della Costituzione e delle libertà conquistate.

Perciò noi chiediamo a tutte le forze politiche, senza eccezione alcuna, di denunciare che quella oggi proposta non è una riforma per il premierato, opinabile perché comunque un premier ci vuole, ma intesa ad abolire il requisito della fiducia e del vincolo al buongoverno, e chiediamo a voi cittadini tutti di contrastare questa “madre”-matrigna di tutte le riforme, e predisporvi a respingerla quando sarà sottoposta alla decisione sovrana del referendum, come avete fatto per altre cattive riforme già tentate e bocciate dal popolo

E perché l’attuale Costituzione sia attuata chiediamo che ad essa sia aggiunta la norma secondo la quale la Repubblica garantisce di fatto la dignità della vita a tutte le persone che sono sotto il cielo della Nazione italiana, perché non accada che molti siano scartati e avviati a una discarica, come si vorrebbe fare con l’Albania.

E a tutti voi chiediamo di tornare alla politica, alla buona politica aliena dai profitti e artefice collettiva e solidale del bene comune.

Bologna 20 novembre 2023, Firmato:

Raniero La Valle, giornalista, già parlamentare, Roma; Domenico Gallo, giurista, emerito della Corte di Cassazione, Roma; Francesco Domenico Capizzi, già direttore e docente di Chirurgia, Bologna; Adriano Prosperi, storico, emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa; Vincenzo Balzani, chimico, emerito nell’Università di Bologna; Giancarlo Gaeta, storico, Università di Firenze; Vita Fortunati, anglista, Università di Bologna; Francesco Di Matteo, avvocato, Bologna; Gloria Taliani, infettivologa, Università di Roma, Marina Marini, biologa, docente nell’Università di Bologna; Luigi Campanella, chimico, emerito nell’Università di Roma; Claudio Franceschi, immunologo, Università di Bologna; Jadranka Bentini, sopraintendente al patrimonio artistico, Bologna; Silvia Lolli, docente, Bologna; Marilia Sabatino, docente, Bologna; Ildo Tumscitz, psicoterapeuta, Bologna; Maria Teresa Cacciari, docente, Bologna; Margherita Venturi, chimica, docente nell’Università di Bologna; Silvia Bertini, sociologa, Bologna; Mauro Sentimenti, avvocato, Modena; Enrico Peyretti, teologo, Torino; Maurizio Serofilli, professionista, Modena; Maria Barbara, docente, Valsamoggia; Stelvio Zambelli, imprenditore, Valsamoggia, Rina Zardetto, docente, Correggio; Maria Paola Patuelli, docente, Ravenna; Sergio Rimondi, pensionato, Bologna; Barbara Curti, casalinga, Bologna; Antonella Baccarini, docente, Faenza; Maria Rosa De Troia, pensionata, Rimini; Luca Daolio, monaco, Marzabotto; Francesca Isola, funzionaria, Bologna; Alberto Destro, germanista, docente nell’Università di Bologna; Lidia Maggioli, Rimini; Antonio Mazzoni, Rimini; Gioia Virgilio, avvocata, Bologna; Oriana Venturi, funzionaria, Valsamoggia; Livio Pani, impiegato, Valsamoggia; Stefania Scarponi, giurista, Università di Trento; Sergio Caserta, dirigente, Bologna; Maria Ricciardi Giannoni, pensionata, Montechiarugolo; Aldo Infantino, chirurgo, Pordenone; Mauro Pesce, storico, Università di Bologna; Adriana Destro, antropologa, Università di Bologna; Giuseppe Girgenti, filoso, Università S. Raffaele, Milano; Marina Cagossi, impiegata, Modena; Renzo Tosi, grecista, Università di Bologna; Annapaola Favilli, docente, Bologna; Paolo Lauriola, epidemiologo, Modena; Giovanna Facilla, dirigente scolastica, Bologna, Giuseppe Giliberti, giurista, Università di Urbino; Vincenzo Andreucci, magistrato, Cesena; Antonino Arcuraci, docente, Treviso; Federico Licastro, docente, Bologna; Stefano Bombarda, medico, Valsamoggia; Patrizia Scrascia, casalinga, Valsamoggia; Daniela Ceccarelli, dirigente, Bologna; Lucia Catania, pensionata, Selvazzano; Maria Russo, docente, Treviso; Mario Porrello, pensionato, Selvazzano; Maria Chiara Zoffoli, pensionata, Merate; Domenico Basile, pensionato, Merate; Giancarlo Savorani, medico, Bologna; Mattia Finarelli, avvocato, Bologna; Davide Peretti Poggi, pittore, Bologna; Patrizia Cocchini, saggista, Roma; Francesca Cocchini, docente, Roma; Vincenzo Camera, pensionato, Roma, Angelo Stefanini, medico, Università di Bologna; Roberto Fiorini, prete operaio, Mantova; Gianni Novelli, pacifista, Roma; Oreste Aime, docente, Torino; Martina Troni, studentessa, Rimini; Dario Melossi, docente, Bologna; Katia Zanotti, politica, Bologna; Luigi Lentini, docente, Università di Venezia; L’imparziale, redazione, Napoli; Leopoldo Magelli, medico, Bologna; Andrea Quilici, intellettuale, Viareggio, Antonio Mammi, docente, Reggio Emilia; Giuseppe Bartolotta, medico, Rimini; Graziella Di Cicca, docente, Rimini; Patrizia Pulga, fotografa, Bologna; Mario De Panfilis, pensionato, Bologna; Loredana Renda, pensionata, Bologna; Anna Maria Mandich, docente, Bologna; Carlo Loiodice, docente, Bologna; Benito Introvigne, prete, Vittorio Veneto; Elisabetta Perazzo, pacifista, Bologna; Sandra Festi, docente, Bologna; Luciana Tampieri, docente, Bologna; Michele Gerbino, geologo, S. Stefano di Camastra; Michelangelo Lanza, Centro Studi Sereno Regis, Torino; Renzo Travalin, ingegnere, Padova; Simonetta Tunesi, consulente ambientale, Bologna; Valerio Minnella, informatico, Budrio; Enrico Morini, storico, Bologna; Rosaria Zaffiro, decoratrice, S. Stefano di Camastra; Gino Rubini, editor di Diario prevenzione, Bologna; Arcangelo Famularo, pensionato, S, Stefano di Camastra; Elda Guerra, storica, Bologna; Pinuccia Caracchi, pensionata, Mathi-Torino; Milvia Urbinati, docente, Piacenza; Giuseppina Tavernise, docente, Roma; Giovanni Paolo Tasini, monaco, Marzabotto; Stefano Lodi, pensionato, Bologna; Sandra Canova, educatrice, Bologna; Maria Cresci, docente, Parma; Sandro Barchi, monaco, Marzabotto; Michele Borra, docente, Bologna; Giovanni Neri, docente, Bologna; Agostino Saglietti, impiegato, Torino; Nadia Ballestrin, pensionata, Torino; Anne Drerup, docente, Bologna; Elena Ghibaudi, docente, Torino; Daniele Barbieri, giornalista, Imola, Alessandra Curti, bibliotecaria, Bologna; Marco Giusti, ingegnere, Verona; Alessandra Baldini, medico, Bologna; Maria Grazia Maioli, docente, Bologna; Carmela Famulari, pensionata, S. Stefano di Camastra; Daniella Ambrosino,  saggista, Roma; Carlo Bellia. funzionario, Modica; Mariangela Lindner, pensionata, Reggio Emilia; Davide Barchi, pensionato, Reggio Emilia, Zeno Falzi, cittadino, Roveré Veronese; Patrizia Mattuzzi, cittadina, Verona; Mauro Bidoni, Cittadinanza attiva, Torino; Marco Fassari, pensionato, Bologna; Barbara Bruni, impiegata, Bologna; Salvina La Cognata, pensionata, Bologna; Gianni Grimandi, pensionato, Bologna; Sonia Elisabetta Chessa, Assistente sociale, Bologna; Vania Pederzoli, libera professionista, Novi di Modena; Bruno De Angelis, docente in arti visive, Bologna; Pietro Alemagna, architetto, Bologna; Luciano Ferrario, pensionato, Padova; Roberto Cinti, pensionato, Bologna, Gamberini Daniele assicuratore, Ostuni; Viola Margherita docente, Ostuni; Paolo Rebaudengo, Presidente di Olivettiana associazione di promozione sociale; Massimo Rubin, pensionato, Bologna

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