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Noi Medici tarantini: “60 anni con una fabbrica che lascia una scia di morti per inquinamento di suolo, aria ed acqua”

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La lettera-appello completa

Noi Medici Tarantini chiediamo che non venga sprecata questa ennesima opportunità di affrontare la gravissima crisi dell’ ex-ILVA oltre che dal punto di vista socio-economico, anche da quello della SALUTE dei cittadini di Taranto.

Abbiamo alle spalle sessanta anni di convivenza con una fabbrica che lascia dietro di sé una scia di morti a causa dell’inquinamento di suolo, aria ed acqua del territorio in cui viviamo.

Inutile richiamare gli innumerevoli studi scientifici che dimostrano come le sostanze inquinanti di questa industria siano causa di malattie sia per i lavoratori impiegati nella fabbrica, sia per i semplici cittadini. Si stima un aumento di tumori respiratori, di accidenti cardiocircolatori, di tumori della tiroide o della vescica, di tumori dell’apparato emopoietico (Studio Sentieri con il suo ultimo aggiornamento, studio Forastiere del 2019), di infertilità, di endometriosi…

L’ultimo studio dell’ISS del 2021 descrive l’allarmante riduzione del QI (quoziente intellettivo) del bambini nati e/o residenti vicini alla fabbrica. Ancora sempre in età pediatrica si osservano: aumento di malformazioni nei nati a termine, aumento degli aborti spontanei , tumori cerebrali, leucemie e linfomi, per non parlare delle malattie del neuro-sviluppo e delle sindromi metaboliche drasticamente in aumento nella nostra città.

Sono stati violati tutti i diritti della popolazione tarantina circa la tutela della salute!

Anche la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato nel 2019 l’Italia per la violazione degli articoli n.8 e n. 13. Ad oggi nessun appello è stato ascoltato!

Noi medici siamo parte in causa : ci prendiamo carico e affrontiamo le conseguenze dei danni prodotti da questa fabbrica sui nostri pazienti. Vogliamo allora rivolgere un accorato appello affinché questa volta sia in primis la tutela della salute a guidare le scelte politiche.

Nel 2005 venne chiusa l’area a caldo dell’ILVA di Genova. Evidentemente la politica locale e nazionale decise di gestire diversamente il destino della salute dei cittadini Genovesi!

Il tanto citato articolo 32 della Costituzione è troppo spesso violato per gli abitanti di Taranto: una opolazione non può pagare un prezzo così a lungo e così alto in termini di salute e di vita a salvaguardia di un lavoro che inquina.

Uno Stato che investe sul futuro si prende cura dei bambini assicurando che possano nascere e crescere sani nel proprio territorio e quindi attuando tutte le misure di PREVENZIONE e PRECAUZIONE…anche a Taranto.

i Medici tarantini

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