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“Dati i tempi incominciamo con un approfondimento sorridente”

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di Giancarla Codrignani°

Dati i tempi incominciamo con un approfondimento sorridente:

All’incontro con i comici Francesco ha citato l’annuncio che Dio ha dato ad Abramo della nascita di un figlio e Sara che, “come le donne, era curiosa e ascoltava dietro la tenda cosa faceva il marito, di cosa parlava il marito, forse per rimproverarlo… ascoltò che avrebbe avuto un figlio in un anno, e rise dentro di sé…. Lo stesso avrà fatto anche Abramo, con un po’ di amarezza. Ma come, alla mia età, non scherzare! Per questo chiamarono il figlio Isacco, che significa egli ride.

Allora si può ridere anche di Dio? “Certo, e non è bestemmia questo, si può ridere, come si gioca e si scherza con le persone che amiamo….. Cari amici, Dio benedica voi e la vostra arte. Continuate ad allietare la gente, specialmente chi fa più fatica a guardare la vita con speranza. Aiutateci, con il sorriso, a vedere la realtà con le sue contraddizioni, e a sognare un mondo migliore! Vi benedico di cuore; e vi chiedo per favore di pregare per me: a favore, con il sorriso, non contro!”

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Al primo posto doveva venire il G7. Ma forse tutti hanno capito che era in funzione delle elezioni americane e lo lasciamo lì. Peccato che come italiani siamo entrati nelle cronache internazionali per la “rissa in Parlamento”.

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Tranne il papa. Che è andato al G7 dopo aver ricevuto i comici “da quelli che fanno ridere a quelli che fanno piangere” ha commentato con Christian De Sica. E ha messo in guardia dai sistemi d’arma autonomi che non potranno mai essere soggetti moralmente responsabili. Soprattutto ha detto cose importanti sull’IA, non solo sui rischi, sulla sua grandezza.

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Importante la presenza di Macron, non per l’inutile polemica sull’aborto, ma per l’atto di coraggio delle lezioni anticipate. Criticate (“hai mancato i prudenza”) ma è un bene sapere se il processo di avanzamento delle destre (fasciste, non liberali) lo dobbiamo covare e alimentare con l’indifferenza. Quindi ci risentiamo a fine mese.

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Dunque, abbiamo vinto nelle europee, diciamo noi del Pd. Buon risultato, ma se oggi la Meloni governa in nome della percentuale crescente non dell’Italia, ma della metà dell’Italia (il 49,6 per l’esattezza) che è andata a votare, anche noi dobbiamo prendere in mano questa “assenza” che riguarda il consenso: anche i nostri decidono di non votarci….

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Non si sa se – almeno quelli/e che hanno votato – si sono resi conto che sostanzialmente le scelte sono “progressiste” o “conservatrici”. Con il piccolo corollario che la “destra” lo capisce e tiene insieme il diavolo e l’acqua (poco) santa. La sinistra dall’Ottocento a oggi non pensa di unirsi per vincere e dividersi dopo: eppure sono i più intelligenti, si dice.

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Non consolatoria: anche la destra dovrà pure provarci con l’economia di guerra e l’inflazione in agguato. Le banche e le borse non stanno a guardare….

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La vittoria più meritata: è tornato sindaco di Riace Mimmo Lucano

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Mezzo milioni di italiani ha votato Vannacci. Perché mi viene in mente la legge Basaglia?

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La vittoria di Meloni o di Fratelli d’Italia? Nel 1919, le precedenti europee, i Fratelli avevano il 6,4%

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La voce della saggezza del Foglio dei Siciliani: Metà degli italiani non vota. Metà della metà vuol comandare. Costituzione, democrazia, antimafi­a? “Me ne frego!” fa il General Mortacci. E il gregge, tutto felice, morde e ringhia.

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Chissà se si è capito perché la sinistra non vince finché resta affezionata al voto proporzionale. Sapranno mai i nostri accantonare nel momento elettorale le differenze (da recuperare subito dopo) tra chi non firma l’abolizione del job’s act e chi dà un seggio in Europa a una black bloc?

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La destra (no-covid) non vuole combattere il rischio climatico (anche se è un grande business) e intanto la Cina (dice il Sole24ore) diventa “campione di energia green” con “emissioni co2 in calo del 3%….. Pensa te!

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Si diceva “i giovani”: sono erasmus, abituati a non conoscere frontiere. No, non sono andati a votare: forse anche l’invenzione dell’Erasmus nasce come riforma politica, non spreco.

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Il Centro it. Rifugiati aveva invitato a votare con la voce di chi vuole ma non può: come migrante non ho diritto di voto, ma tu sì: tu hai il privilegio di decidere chi ti rappresenterà nel Parlamento europeo. Vota per un’Europa inclusiva, per un’Europa dove  ognuno abbia accesso ai propri fondamentali diritti (dice Begum, futura elettrice europea). L’Europa ha contato le vite perse lungo i propri confini come se fossero numeri. Noi abbiamo bisogno di politici che sostengano vie sicure, rispetto dei diritti fondamentali, per una migrazione gentile e umana e politiche di asilo (Tamam).

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Il 13 giugno “Giornata del rifugiato”. Sono diventati 120 milioni, triplicati rispetto a 40 anni fa. La moltiplicazione è dovuta alla migrazione climatica!

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Ancora la Sardegna delle “servitù militari”(e dove la Svizzera neutrale faceva le sue esercitazioni aeree): a Decimomannu sta per essere inaugurata una scuola di guerra “unica al mondo” propagandata come Erasmus militare. La Itfs – International Training Flight School – per preparare uomini e donne a pilotare i caccia di ultima generazione. Una joint venture tra Aeronautica e Leonardo.

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Sudest asiatico: vogliamo giocare su Taiwan? Gli schieramenti sono pronti: Russia-Cina-Corea del Nord-Iran VS Usa-Giappone-Corea del Sud- Nato….

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Bilancio – di umana ir-responsabilità – del 2023: c’erano 59 conflitti bellici in corso, il numero più alto dal 1946

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Intanto l’Ucraina è ancora al fronte e Zelinsky al G7 ospite d’onore, con 50 mld. in regalo. E Biden non resta alla cena d’onore ma palesa l’accordo plurimo con il leader ucraino per stringerlo a misure contro la Russia da cui l’Ucraina non si sa che beneficio ritrarrà. Guardare la cartina: dal Donbass al Mar Nero la Russia occupa e sul fianco rumeno Transnistria e Moldavia stanno buone buone. Stasi fino al terzo anno di guerra?

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Un nome geografico da ricordare: Gardi Sugdub: è l’isola piccolissima panamense i cui abitanti si stanno “deportando” sulla terra ferma perché tra le conseguenze del cambiamento climatico c’è anche l’inconveniente che alcune isole saranno sommerse.

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Approfondimento

La voce della Banca d’Italia

L’Agenda Panetta resta immutata: l’Europa dovrà per forza farsi chiave di una ripartenza anche considerando la situazione dall’osservatorio italiano. Senza responsabilità per il governatore della Banca d’Italia, avevo detto che se i produttori del grana padano dovessero contare solo sugli acquisti di chi se ne serve per spolverare le lasagne, senza esportazioni andrebbero poco lontano, una semplificazione non così impertinente. Infatti Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia attribuisce al nostro paese possibilità di crescita “per contare in Europa e con l’Europa tornare a contare nel mondo” se il suddetto paese provvede al famoso debito pubblico (arrivato al 137 % sul Pil) mediante “un piano credibile volto a stimolare la crescita e la produttività, e nel contempo a realizzare un graduale e costante miglioramento dei conti pubblici”. Il piano deve prevedere riduzione della spesa (tagliare che cosa?) e avere carattere costantemente discendente. Per i prossimi mesi “se i dati risulteranno coerenti con le attuali previsioni, si profila un allentamento delle condizioni monetarie”. Ma non è escluso il pericolo dell’inflazione: “Nei prossimi trimestri la dinamica dei prezzi, pur con oscillazioni, continuerebbe a flettere. I salari dovrebbero rallentare a mano a mano che si completerà il fisiologico recupero del potere d’acquisto”.  E la stasi della produttività rende “il reddito reale disponibile delle famiglie fermo al 2000, mentre in Francia e in Germania da allora è aumentato di oltre un quinto”. “All’architettura economica europea mancano due elementi essenziali: una politica di bilancio comune e un mercato dei capitali integrato”. E resta “incompleto l’assetto dell’Unione bancaria”.

Il ministro dell’economia e finanza Giorgetti queste cose le sa. Infatti è terrorizzato dalle promesse elettorali fatte dal suo governo (taglio del cuneo fiscale e riduzione Irpef) e tenendo conto del rifiuto solo italiano del Mef. A settembre ci sarà una prima resa dei conti europea e i margini di contrattazione si sono ristretti. Giorgetti ha bisogno di 20 mld. urgenti…. Tanto più che c’è anche:

La voce della Banca d’Italia sulle previsioni regionali: Repubblica (edizione Bologna) avverte l’Emilia Romagna:”Si perderanno 130mila lavoratori. Il Pil è cresciuto nel 2023 solo dell’1% (l’anno prima del 3,4) e le previsioni per il 2024 non sono brillanti (alluvioni, solo le costruzioni crescono dopo il superbonus) e nonostante il reddito cresciuto del 2,2 % (rinnovo contratti), +1,1% occupazione e crescita consumi, i depositi bancari sono diminuiti del 5,6% e diminuiti anche gli investimenti. Un rilancio prevede più manodopera, cioè più lavoratori stranieri, ma allo stato, si prevede il calo di 130mila posti. Le manifestazioni dei lavoratori e lavoratrici davanti alle imprese straniere che all’improvviso abbandonano dimostrano che i processi non saranno inevitabili, ma il governo deve provvedere tempestivamente.

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Giancarla Codrignani

Giancarla Codrignani, politologa e giornalista, già docente e parlamentare

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