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Nella realtà tutto è connesso

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Nella realtà tutto è connesso
dI VINCENZO BALZANI *
Nell’età moderna, la nascita e lo sviluppo della scienza avevano diffuso l’idea che il
progresso fosse lineare e irreversibile e che la complessità fosse una apparenza
superficiale del reale, non ancora compreso nelle sue leggi.
L’emergere di scienze come la chimica, la biologia, l’ecologia e la climatologia ha
messo in crisi il valore universale di quei princìpi (ordine, causalità lineare,
determinismo, prevedibilità) che avevano caratterizzato il progresso iniziale della
ricerca scientifica. La successiva riflessione filosofica ed epistemologica ha portato
allo sviluppo di un nuovo pensiero, il pensiero complesso, che insegna a
distinguere e connettere le relazioni tra le parti e tra il tutto e le parti, pur senza
riuscire, spesso, a darne una spiegazione scientifica esauriente. Di fronte a un
qualcosa difficile da capire c’è sempre la tentazione di semplificarlo, per renderlo
più comprensibile e prevedibile e, quindi, dominabile. La semplificazione è la via
giusta per cercare di capire fenomeni «complicati», ad esempio nel campo della
Fisica classica dove in un sistema ogni entità mantiene le proprie caratteristiche.
Ma per i sistemi «complessi» (dal latino «cum plectere», intrecciare insieme) non
è cosi. Nel partecipare allo stesso fenomeno, diverse entità concrete o astratte,
materiali o spirituali possono entrare in relazione, influenzandosi e modificandosi a
vicenda. In Chimica, ad esempio, se due molecole vengono a contatto, durante
l’incontro può aver luogo il trasferimento di elettroni o di atomi con formazione di
molecole diverse da quelle iniziali. È una «reazione chimica», un evento complesso
che lega la materia alla temperatura, al tempo e all’ambiente (in particolare, alla
luce).
Gli eventi complessi hanno dinamiche evolutive non lineari, capaci di autoorganizzarsi
e caratterizzati da proprietà emergenti. In sistemi di questo genere la
semplificazione non ha senso, perché ignora l’intervento di energie esterne e le
loro conseguenze.
«Complesso» è tutto quanto accade nel mondo reale: i fenomeni naturali
osservabili (ad esempio, il clima), le nostre attività quotidiane e anche i nostri
pensieri che non sono generati da una singola entità o da una singola causa, ma
dalla compartecipazione di entità e cause diverse. Nel mondo reale tutto è
complesso perché tutto è connesso, con circolarità di cause ed effetti. I sistemi
complessi non sono riducibili né semplificabili, spesso non sono prevedibili e non
sono misurabili.
L’imprevedibilità di un fenomeno è in contrasto con la nostra civiltà della razionalità
e del controllo totale, che crede di poter semplificare tutto e persino di poter
eliminare l’errore dalle nostre vite. In realtà, le scoperte scientifiche di questi ultimi
decenni ci hanno fatto entrare nel tempo della massima imprevedibilità, incertezza
e obsolescenza dei saperi e delle competenze, anche riguardo problemi
esistenziali. La realtà dell’uomo, i suoi pensieri, il suo comportamento sociale, le
sue decisioni e le sue azioni non sono semplificabili, misurabili, prevedibili. Tutto
questo richiede un superamento della separazione dei saperi e quindi un
ripensamento delle epistemologie e delle metodologie che caratterizzano
l’insegnamento, l’educazione, la formazione, e la ricerca scientifica.

  • docente emerito di Chimica, Università di Bologna
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