
| newsletter del 22 luglio 2024 di Giancarla Codrignani, politologa, giornalista, già docente e parlamentare La democrazia significa “le istituzioni democratiche”. Sono queste che vacillano. Angelo Panebianco un paio di settimane fa ragionava sul Corriere sul “nemico interno” che può crescere a causa di cambiamenti negli equilibri internazionali che innescano “circoli viziosi: la governabilità è vieppiù compromessa, l’insoddisfazione degli elettori cresce, le forze anti-sistema guadagnano spazi e influenza”. Panebianco è un liberale intelligente e si rende conto che “le formazioni anti-sistema sono forti come non lo sono mai state”. Infatti Le Pen resta il primo partito francese e Mélenchon può governare la piazza. Anche in Italia occorre ricreare fiducia nel Parlamento. ****** La piantina del nuovo Parlamento europeo: 720 seggi. Di cui 136 socialisti, 77 Macron, 53 verdi, 46 left ****** Rimossa dal tg1 Gabriella Capparelli per avere condotto un servizio sull’attentato a Trump e non essere rimasta ai 3 minuti convenzionali. Attaccata la libertà dell’informazione e la responsabilità professionale dei giornalisti. Sono episodi che non dovrebbero restare nel silenzio ****** Vecchia tradizione: la Corte Costituzionale interviene sul fine-vita nonostante avesse già chiesto al Parlamento di fare la legge relativa. Adesso impone di riformare il concetto di “trattamento di sostegno vitale” per dare accesso anche a chi non è legato alla macchina. ****** Conchita De Gregorio ricorda Giorgioo La Pira che, da sindaco di Firenze, prese le case sfitte pagando l’affitto ai proprietari per dare le case ai poveri. Oggi siamo alle occupazioni e all’illegalità, con la legge che tutela i proprietari e toglie il posto in graduatoria a chi “occupa”. La Corte Cotituzionale ha giustificato “l’abusivismo per necessità”. I sindaci possono abbandonare i poveri? ****** Cassa Depositi e Prestiti, nuovo cda: spartizione governativa more solito. Partecipava De Caro, sindaco di Bari come presidente Anci, oggi parlamentare europeo. Il Pd si è dato da fare, pensando a qualcuno di bravo; ma ha praticato troppi “cencelli” e fatica ad alzare la voce (i diritti) dell’opposizione. ****** Il 30% degli Italiani preferisce l’acqua minerale in bottiglia: dice che del rubinetto non si fida. Si fida invece dell’imbottigliata magari in plastica. ****** Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 (PNIEC) obbliga il Ministro per l’Ambiente Pichetto Fratin a progettare l’indirizzo italiano. Ha fatto i compiti, ma mancano le priorità, (il settore è in concorrenza con la Cina i criteri (prevede il nucleare), i limiti (il collega Urso investe sulle auto). ****** E brava la Meloni furbina: spera di aumentare del 7% le pensioni, non dice he azzera il reddito di cittadinanza. ****** E brava la destra a Ferrara cheaccusa la Regione ER di “finanziare il turpiloquio volgare e rozzo. La Ragione ha promosso una campagna di manifesti di frasi-segnale per la violenza di genere: “Se mi lasci ti rovino”, “Puttana”, “Stai zitta”con l’invito a contattare i Centro antiviolenza. ****** I genitori avevano picchiato violentemente le figlie in un campo rom di Torino e sono stati condannati a due anni. I giudici della corte d’appello li hanno assolti: “nei campi rom la violenza è un connotato tipico” e citano un neuropsichiatra infantile che al processo aveva dichiarato che “Le botte sono un metodo educativo necessario per domare l’esuberanza dei bambini, anzi l’unico strumento disponibile per garantire ordine e disciplina”? ****** Gravissima la situazione carceraria con la sequela infinita dei suicidi, dell’affollamento, del trattamento: la Regione Emilia-Romagna ha distribuita ai singoli detenuti che spiega chiaramente a ciascuno i propri diritti. ****** Il G7 del Commercio a Reggio Calabria non fa notizia. Nubi in vista: il Wto, l’Organizzazione mondiale del Commercio: Trump l’aveva bloccato e non assegnato le nomine, Biden non ha ristabilito il funzionamento: gli americani diffidano della Cina, l’Europa vuole tenersi un canale aperto. Di fatto il rischio è il ritorno ai “dazi”: gli Usa bloccano le importazioni e possono volere un MAGA (make America great again) tutto loro. Forse non è la migliore delle politiche, si torna indietro, ma gli va bene così ****** Dice il monaco Enzo Bianchi “nell’ultimo vertice Nato mai è stata pronunciata la parola “pace” e neanche quella di “negoziato” perché in realtà la Nato è favorevole a questa guerra tra Russia e Ucraina, vuole che continui, perché i governanti occidentali sono sedotti dalla guerra…. Io temo ch ci si trovi ormai alla vigilia di una guerra tra occidente e Russia”. ****** Cos’altro deve succedere per capire che non dobbiamo accettare la guerra? Il pacifismo della Fondazione della marcia Perugia-Assisi invita già a ricordare la Giornata Internazionale della Pace il 21 settembre. ****** Il galantuomo. Jordan Bardella non essendo diventato premier, senza Le Pen è andato a presiedere i “Patrioti per l’Europa”. ****** Il deficit di Biden: il vero segnale della senescenza non sarà questa ostinazione a restare? Vincerà Trump? In America può succedere di tutto: se va in giro con il “dio lo vuole” ed esagera qualche problema c’è. Ma formidabile la scelta del vicepresidente Vance: chi non ha letto “Elegia americana”? ****** Putin non si aspettava che il voto europeo e la Francia difendessero la democrazia. Una delusione per uno che ritiene la democrazia un errore che porta immoralità (gay e lesbiche, aborto, critiche all’autorità) e non rispetta i confini altrui…. purtroppo in Russia la democrazia non ha lunga tradizione. ****** La Corte internazionale di giustizia dice che le colonie israeliane sono illegali. Lo dice da vent’anni: l’Onu non ha altri missili se non verbali. ****** Intanto. Emirati Arabi Uniti e Cina si esercitano sui cieli dello Xinjiang. Pechino inizia attività anche nel settore sicurezza e difesa (e non solo per vendere i propri prodotti). ****** Intanto. Il Giappone e le Filippine stabiliscono nuove intese. Il Sudest asiatico subisce l’amore per moltiplicare i focolai di tensione che dovrebbero trovare ben altre terapie dall’aiuto occidentale. ****** Intanto. Il Parlamento israeliano ha detto no alla nascita dello Stato di Palestina nella risoluzione voluta dai partiti della coalizione del premier Netanyahu e della destra. La sinistra ha abbandonato l’aula. Evidentemente sta occupando Gaza come estensione dello Stato israeliano. ****** Il Papa deluso: sperava nella tregua olimpica. Tranne lui non l’ha chiesta nessuno, che io sappia. Come civiltà va proprio male: spartani e ateniesi la praticavano anche in corso di guerra…. ****** E’ successo che ieri sono rimasti bloccati aeroporti, banche, compagnie aeree, agenzie di stampa, sistemi sanitari e altre organizzazioni. Dovuto a un aggiornamento di un software Crowdstrike. Davvero? ****** A Roma si è tenuta l’Assemblea mondiale dei mercati contadini, la World Farmers Markets Coalition presso il merca- to di San Teodoro al Circo Massimo. Agricoltori da ogni angolo del mondo rivendicano il diritto globale a una sana alimentazione, diritto messo oggi in discussione dalle grandi multinazionali che promuovono omologazione e cibi ultraprocessati, senza guardare alle esigenze dei Paesi in via di sviluppo. ****** Compagnie e imprese impegnate sul fronte del contenimento delle emissioni disattendono gli impegni. I governi pure. Le scadenze spostate al 2035 o 2040. La Germania, dove i verdi hanno imposto ai cittadini la sostituzione dei termosifoni sono passati a destra perché la misura era troppo costosa e non ce l’hanno fatta…. ****** Altro problema della rinnovabili. Il mondo ha bisogno di 40 milioni di lavoratori specializzati ma i titoli di studio oggi sono focalizzati sul fossile e solo il 32% sull’energia pulita. ****** Giusella Finocchiaro dice che IA offende l’intelligenza e preferisce “machine learning”, cioè un sistema di apprendimento automatico basato sull’utilizzo dei dati”. Un po’ lungo, basta “sussidio meccanico”. ****** DONNE: “Va cacciata la capa dei servizi di sicurezza: è una femminista” chiede Trump. La Cassa Depositi e Prestiti aveva eletto solo uomini: si è messa in regola. Ha aumentato il numero dei membri… ****** Vignetta La Merkel amata ma inesorabilmente pensionata i tedeschi l’hanno messa in una serie poliziesca. Dove si scatena in battute comparative sul suo ruolo precedente. In un “caso” incontra un tizio che imperterrito si comporta da eroe sbruffone: “mi ricorda un politico italiano”. ****** ALTAN: di essere cattivi e stupidi son capaci tutti, ma di vantarsene solo gli eletti ****** APPROFONDIMENTI Questo è lungo e noioso (ma è mio). EUROPA segnali e prospettive C’è l’Europa, non solo la bella donna rapita da Zeus che le ha dato il nome, ma l’Unione europea, istituzione irreversibile, anche se purtroppo non irreformabile nel valore a rischio. Di fatto è a rischio la sua democrazia. Non è tradimento di cittadini ingrati dei benefici goduti (senza i vaccini gratis quanti morti in più avrebbe causato il covid?) che non la votano: questa volta è proprio una scelta. Voglio partire dal 49,6%, la percentuale appunto di quelli che sono andati a votarla: permette di dire “nemmeno il 50%” degli italiani ha voluto contribuire al rinnovo del suo Parlamento. Fino al 9 giugno in Italia si poteva dire che la maggioranza del governo Meloni contava solo su due terzi dell’elettorato. Adesso, che il consenso è salito al 28,78%, si tratta di un’intera metà del paese che non è più rappresentata, dimentica del valore delle istituzioni. Se davvero si perde il valore del Parlamento, difficilmente difenderemo la Costituzione. Infatti la non stupida Meloni ha fretta di far avanzare la riforma della giustizia e il premierato. Va detto che “questo” rifiuto del voto è avvenuto dopo che erano state suonate tutte le campane per far capire il senso di “questa” elezione: se il trend è andato al peggio, va rimesso in gioco con urgenza il dovere della responsabilità politica dei partiti e dei loro leader. Perché chi ha suonato le campane ha chiamato a raccolta i suoi, ma non ha curato la messa a fuoco degli interessi collettivi di avere una “buona Europa”, l’Europa dei diritti. Diritti che sono ovviamente di giustizia, ma, prima ancora, di libertà. La democrazia si fonda sul principio-limite secondo cui il 50% più 1 l’ha vinta sulla minoranza e non a caso la tutela delle minoranze è sacra. Abbandonarlo – tanto sono tutti uguali – è colpa dell’antipolitica? ormai da tanti anni infesta la società che dovrebbero essere diventate sospette anche le fake news veicolate dai social: tutto opera dei messaggi e messaggini che la gente si scambia in continuazione? Ai tempi di Craxi scandalizzò l’invito dall’alto di “andare al mare”. Quest’anno di ritorno dal mare poca gente è andata ai seggi. Non ha “voluto” votare: tanto a che serve? Se manca ogni difesa da qualunquismo e disinformazione, ormai erogate direttamente dal servizio pubblico, è la solitudine dell’elettore che non sa più le cose: i partiti di una volta si dichiaravano nel loro nome: comunista, democristiano, liberale, socialdemocratico…. un diciottenne al primo voto si orientava. Abbiamo voluto i movimenti, ma cinquestelle non ha significato e nessuno sa che Azione di Calenda riecheggia il Partito d’Azione del ’46. Solo il Pd ha conservato la parola partito, anche se gli manca la vita interna di relazione e di idee condivise di un tempo. Purtroppo nei guai non c’è solo l’Italia: i “nazionalismi” hanno invaso (e insidiano) l’UE. Il pericolo è reale e vedremo l’esito delle elezioni francesi per una valutazione più pertinente. Ma un politologo avveduto come Charles Kupchan ritiene che l’Europa abbia anticipato l’esito delle elezioni americane e la vittoria di Trump. Tutti ricordiamo l’Epifania del 2021 e l’assalto dei trumpiani al Campidoglio: se l’Europa risente ancora i postumi di fascismo e nazismo con allegata la seconda guerra mondiale, gli Usa sono quelli della guerra civile e gli Stati sudisti hanno ancora la polizia razzista e la legislazione antifemminista. Nessun allarmismo, ma anche nessuna ingenuità: potrebbero esserci disordini che a nessuno piace reprimere. L’Europa resta legata – si spera – ai diritti e il governo attuale della destra italiana, meritatamente accusato di essere nazionalista e fascista, appare – alle ideologie e tradizioni della destra nera – “riformista”. Non mancano correnti che ritengono la Meloni una che si è “venduta” e gli immaginari “neri” e gli atti di squadrismo si trovano sui media ogni giorno. La destra italiana è diventata ormai un esempio, ma i governi europei democraticamente eletti stanno peggio. Macron porta a elezioni anticipate Le Pen che ha preso il doppio dei voti del suo partito. L’Olanda da un pezzo si è spostata. In Belgio continua il nazionalismo delle Fiandre e il governo si è dimesso. Agli scandinavi mancava solo la guerra per virare a destra. La Germania, dice Scholz, “non è andata bene”. Fortunatamente reggono Spagna e Portogallo e c’è da sperare che la Gran Bretagna, attesa a un prossimo recupero laburista, incominci a raccontare che cosa succede a chi non crede all’Europa. Intanto è bene conoscere l’elenco delle cose da fare per la prossima Commissione, a partire dalla ricerca di un dispositivo giuridico per superare l’unanimità delle votazioni del Consiglio. In primo luogo la guerra, che da due anni e mezzo è diventata problema interno della politica estera: ci sono 1.270 km. di frontiera ucraina che riguardano Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania, Stati membri, a cui si aggiungono i paesi baltici troppo vicini alle zone calde guerra e all’enclave di Kalinigrad: difficile fare pacifismo con la paura. Ne derivano i ponti d’oro fatti al potere della Nato e al mercato degli armamenti: nessun paese è in grado di assumere le proprie responsabilità se non in ambito UE. Nel 2019 l’allora nuova Commissaria Ursula von der Lein presentò il Green Deal chiarendo gli obiettivi fondamentali: decarbonizzazione, azzeramento emissioni inquinanti entro il 2050 (Il 55% entro il 2030) e l’obbligo di produrre il 42% dell’energia da fonti rinnovabili. Seguì la cosiddetta “Fit for 55” che precisava le misure da rispettare per arrivare entro il 2030 alla riduzione delle emissioni e che trovò subito l’opposizione più dura da parte del settore agricolo. Le “proteste dei trattori” hanno interferito sulla speditezza del lavoro parlamentare e la Legge non è stata approvata dal Consiglio con il voto negativo anche del nostro paese. In Italia la direttiva europea sembra nel limbo: il ministro Giorgetti ha chiesto chi paga? Le famiglie? Gli Stati? L’Europa? Attenzione: i giovani, sensibili ai problemi ambientali, hanno salvato l’alleanza Verdi-Sinistra. Lo spostamento a destra condiziona le previsioni sul nuovo Commissario, che dovrà esercitare il massimo equilibrio per evitare interventi che, in particolare per noi italiani, sbilancino i conti: intanto Christine Lagarde ha “tagliato” con soddisfazione generale, ma resta cauta per le prospettive. L’immigrazione è Il problema di coscienza: tutti si dicono umanitari, ma nessuno vuole dare un colpo d’ala per conciliare il problema della manodopera necessaria con regole ragionevoli che forse potrebbero far risparmiare, visti i soldi che, a partire dal nostro progetto albanese, buttiamo. Idem per i sette processi di allargamento dell’Unione, che comunque arriveranno sul tavolo: siamo sempre nel campo della politica estera e dei criteri di stabilizzazione di aree difficili come quelle balcaniche. Non ci sono solo Ucraina e Georgia, anche Albania, Bosnia, Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord…. In realtà l’Unione Europea è una delle più grandi democrazie globali, con 400 milioni di persone: spetta anche a loro seguire l’operato dei rappresentanti che in ciascun paese agiscono per il famoso “bene comune”. Che è quello che va recuperato: non l’ideale astratto degli Stati Uniti d’Europa che non sanno se essere una “federazione” di paesi o una “confederazione” di nazioni (l’Europa delle patrie di De Gaulle-Meloni). Non il tesoretto del Pnrr, che è stato chiesto sovrabbondante da Conte ed è difficile da amministrare per l’intasamento dei progetti che il governo non riesce ad attuare, mentre la salvaguardia di bilanci finalmente “giusti” dipende dalla possibilità del Parlamento europeo di votare una legge fiscale comune. Non certo a beneficio “degli italiani per gli italiani”, che sarebbe come dire produrre il “parmigiano” per spolverarci le lasagne fatte in casa, senza pensare che il mercato alimentare europeo è più grande di quello americano e senza le esportazioni gli italiani possono solo crescere il debito. Poi ci sono anche le idee grandi che possono battere l’incultura dei nazionalismi, l’egoismo dei sovranismi e prevenire la violenza che nasce dall’odio e dalla rabbia: l’Europa di Altiero Spinelli, che ha visto la luce nel “confino” di Ventotene e nel 1942 si è definita un’Europa libera e unita. Rocca, 1 luglio 2024 Giancarla Codrignani |
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