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LE PAROLE TRISTI DEL PAPA

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LE PAROLE TRISTI DEL PAPA

di Beppe Manni, giornalista, Modena

Il Papa è un personaggio straordinario. Unico, tra i grandi leader occidentali e mondiali. Le sue parole profetiche, spesso inascoltate, sono come una tromba che in nome di dio e degli uomini lancia messaggi, contro l’assurdità delle guerre, il disastro ambientale, la fame dei poveri, il respingimento dei migranti, gli sfruttamenti dei più poveri…

Le sue parole creano imbarazzo tra i politici che si proclamano cattolici, ma anche tra i laici che assentono e si complimentano, ma continuano nei loro perversi comportamenti.

Il papa è anche il capo della Chiesa cattolica. I credenti ormai adulti, si permettono alle volte di dissentire di fronte ad alcune sue affermazioni.

Abbiamo appena letto le sue dichiarazioni ‘spontanee’ in una intervista sull’aereo di ritorno dal Belgio, sulla donna nella chiesa, sull’aborto, sugli scandali tra il clero.

Le sue risposte hanno suscitato perplessità e critiche. Infatti rispecchiano una teologia tradizionale che parla spesso dell’importante ruolo della donna nella chiesa, citando la Genesi, ricordando figure femminili protagoniste nella Bibbia, citando san Paolo, senza confrontarsi con la modernità. Francesco afferma che oggi la donna non può ricoprire nessun ruolo dirigenziale e ministeriale all’interno della chiesa: né diaconato né presbiterato. Il suo ‘carisma’, dice è altro. Ma la Bibbia è stata scritta duemila anni fa, in quei tempi e non solo allora, la donna era emarginata non aveva ruoli di rilievo; il mondo era solo al maschile. Gesù maschio ha scelto solo apostoli maschi, era naturale.

Francesco parla ancora dell’aborto come un omicidio, chiama assassine le donne e killer i medici che collaborano all’interruzione della gravidanza prevista dalla legge 194 della Repubblica. Sono parole troppo pesanti che possono proferire solo uomini, senza famiglia e anziani, che non sono in grado di comprendere le tante donne che scelgono di interrompere delle gravidanze. Non viene chiamato assassino chi, con bombe intelligenti, snida il proprio nemico e lo uccide freddamente insieme a donne e bambini o il ministro che lascia naufragare un barcone causando numerosi annegati innocenti.

Il Papa chiede giustizia per i preti pedofili e per le vittime (ed è un bene) senza un filo di comprensione per il prete celibe, essere solitario a cui è negata una famiglia propria. Che per primo soffre di una mancata declericalizzazione predicata dal papa.

Caro Francesco, sii prudente, non indebolire con parole quantomeno imprudenti, la tua autorevolezza unica al mondo, conquistata in dieci anni di pontificato. Dai un ruolo alle donne nella chiesa e rispetta una legge voluta da milioni di donne anche cattoliche.  

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