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Oltre 3 milioni gli italiani con depressione

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oltre 3 milioni gli italiani con depressione ma per tre su quattro è una fase passeggera

OMS,Survey Swg-J&J Innovative Medicine,, Psichiatria 

Survey Swg-J&J Innovative Medicine, ‘63% intervistati ai primi sintomi attende di capire se si tratti di stato temporaneo’

La depressione, una patologia complessa. In Italia oltre 3,5 milioni di persone soffrono di disturbi depressivi e negli ultimi anni si è registrato un incremento significativo delle diagnosi, con un aumento del 30%, L’Oms ha lanciato un allarme globale, definendo la depressione come la principale causa di disabilità nel mondo e si prevede che, entro il 2030, diventerà la malattia mentale più diffusa. Sebbene più della metà degli intervistati la riconosca come una vera malattia, 3 italiani su 4 la associano ancora ad uno stato temporaneo, ritenendo che ‘capiti a tutti di sentirsi depressi di tanto in tanto’. Questo fraintendimento spesso porta a sottovalutare la gravità del disturbo. Due italiani su 3 pensano infatti che sia sufficiente distrarsi e fare qualcosa di divertente e coinvolgente, mentre il 67% crede che cambiare lo stile di vita, eliminando i possibili fattori scatenanti, sia una soluzione per affrontare la depressione.

Lo stesso divario tra conoscenza e azione si evidenzia quando si parla dei sintomi. Da un lato, la conoscenza dichiarata dei sintomi della depressione risulta molto elevata: la perdita di interesse nelle attività quotidiane (86%), le difficoltà nelle relazioni sociali (88%), la bassa autostima (78%), i problemi legati al sonno (81%), le variazioni nell’appetito (77%), la stanchezza cronica (73%) e le difficoltà di concentrazione (69%). Dall’altro lato, però, il 63% delle persone, sospettando l’insorgenza dei primi sintomi, preferirebbe attendere un po’ di tempo per capire se si tratta di una fase passeggera. Di fronte al dubbio che qualcuno soffra di depressione – si legge nel report – solo 1 persona su 2 crede che ci si dovrebbe rivolgere ad uno psicologo o al proprio medico di base, ma ancora il 35% degli italiani crede che sia sufficiente rivolgersi ad amici o familiari.

“Sebbene la ricerca documenti una buona consapevolezza riguardo ai vari tipi di depressione la depressione maggiore rimane spesso sottovalutata, nonostante l’impatto devastante sulla vita delle persone affette e dei loro familiari. Questa condizione si manifesta attraverso una tristezza persistente, una perdita di interesse per le attività quotidiane e cambiamenti significativi nel sonno, nell’appetito e nei livelli di energia. Può essere accompagnata da sentimenti di colpa, difficoltà di concentrazione e pensieri suicidari. Le cause della depressione sono molteplici, e includono fattori genetici, biologici (alterazioni ormonali e chimiche) e fattori ambientali (ad esempio traumi o situazioni di stress). Il percorso terapeutico adeguato richiede, quindi, un approccio integrato; inoltre, è fondamentale promuovere diagnosi precoci e garantire un accesso tempestivo ai trattamenti più efficaci e innovativi”.

Su una cosa c’è unanimità: la depressione fa paura. Il 79% degli intervistati dichiara di essere fortemente spaventato dalla depressione, e il 19% la percepisce come una condizione senza via d’uscita. Quasi il 90% riconosce inoltre l’impatto significativo che la malattia ha sulle relazioni personali, causando conseguenze gravi nei rapporti di coppia, nelle amicizie, nelle dinamiche lavorative e persino nell’educazione scolastica. L’88% degli intervistati ritiene che il termine ‘depressione’ venga spesso utilizzato in modo inadeguato, sminuendo la serietà della malattia.

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