Vai al contenuto

Jefferey Deaver “La mano dell’ orologiaio”

  • di

Jefferey Deaver “La mano dell’ orologiaio”

Recensione di Marina Cagossi, bibliofila

Ex giornalista ed ex avvocato, nel 1990 ha abbandonato la carriera legale per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Scrittore di romanzi thriller, ha vinto per tre volte l’Ellery Queen Readers Award for Best Short Story of the Year; ha vinto, inoltre, il British Thumping Good Read Award ed è stato più volte finalista all’Edgar Award. Il suo primo romanzo, un horror intitolato Voodoo è del 1988. I tre romanzi successivi, ambientati a New York, affrontano la struttura delle detective stories. Con i protagonisti dei suoi romanzi, Deaver crea dei perfetti thriller contemporanei, in cui la narrazione si svolge secondo il ritmo e la tensione tipici del linguaggio cinematografico. Ha conosciuto il successo internazionale con Il collezionista di ossa, la prima indagine di Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, da cui è stato tratto l’omonimo film. Tra gli altri titoli (editi dal gruppo RCS) ricordiamo: Lo scheletro che balla, La sedia vuota, La scimmia di pietra, L’uomo scomparso, La dodicesima carta, La luna fredda, La finestra rotta, Il filo che brucia, Nero a Manhattan, I corpi lasciati indietro, Requiem per una pornostar, La figlia sbagliata, Carta bianca, La consulente, La bambola che dorme, Fiume di sangue, L’ultimo copione di John Pelham. Più recentemente sono stati pubblicati: La stanza della morte, L’ombra del collezionista, Sarò la tua ombra, L’uomo del sole, October list, Solitude Creek, Hard News, Il taglio di Dio, la nuova indagine di Lincoln Rhyme, Promesse, Il gioco del mai, Il visitatore notturno, Tempo di caccia, La mano dell’orologiaio.

Presentato a Modena, presso la prestigiosa location Forum Monzani, lo scrittore americano esordisce con una sorta di sequel della famigerata coppia dei suo racconti, Lincol Rhyme e Amelia Sachs, con un nuovo romanzo, partendo dall’alzare gli occhi al cielo e osservare una gru nello skyline di Manhattan, una delle tante e da lì prende piede il racconto che ad oggi risulta nelle classifiche di tutto il mondo.

In questo libro non delude la sua immanabile fantasia thriller nelle congetture a dir poco impossibili, tra le quali inserisce anche cellule terroristiche, e tiene incollato al libro, pagina dopo pagina, il lettore, as usual come dice qualcuno dal pubblico quando gli fa una domanda, finita la sua presentazione a dir poco teatrale e simpatica e che ha tenuto in suspense tutti quanti…

Non spoilera nulla, anzi, si fa attendere in una fila interminabile per avere un suo autografo e nel quale scrivera’ Grazie mille e nice to meet you.

What’s else?

Io che non amo i thriller, il suo nome era comunque da me conosciuto, ma credimi Jeffrey, sara’ il primo tuo libro di una lunga serie che leggerò.

Thanks a lot

(Visited 140 times, 1 visits today)

Lascia un commento