
TRUMP
si Davide Ferrari, direttore Esperienza
Ha promesso la fine delle guerre ed una nuova età dell’oro. E’ necessario, per l’insieme delle forze progressiste europee, prendere atto delle prime parole che ha espresso Trump. Non si tratta solo di frasi di circostanza. Anche se ripetono leitmotiv della sua campagna elettorale la loto riarticolazione così determinata dopo la vittoria non deve sfuggire.
Ci viene alla bocca una risposta non infondata: Trump ha vinto per la paura del presente e promette di spostare il tempo indietro agli anni che nel ricordo delle generazioni e delle componenti sociali che più lo hanno votato appaiono pacifici e sicuri. Una risposta motivata ma stereotipa.
Le guerre che ci attanagliano e nelle quali anche noi, europei ed italiani siamo direttamente partecipi, hanno suscitato un indistinto senso di impotenza e di asfissia da mancanza di futuro, che si unisce a quella provocata dalla catastrofe ambientale in piena effettività.
Una miscela di spaventose dimensioni e potenza che non si esorcizza con la retorica delle buone intenzioni se non si è capaci di proporre visioni del mondo, a questo punto, radicalmente alternative al presente. Una miscela che produce in chi la subisce, in chi sente di annegarvi, l’idea che proprio i progressisti, coloro che più ne parlano senza annunciare cambiamenti ma solo aggravamenti, siano gli untori, i responsabili e non i consapevoli dell’allarme.
Guerre e ambiente sconvolto: e’ il mondo, Trump non se ne potrà ritirare.
I caratteri della sua personalità saranno probabilmente una aggravante su ogni terreno bruciato dalle crisi. Ma non si può aspettare l’esito senza almeno capire, dico capire, non azzardo a scrivere agire, dove ci troviamo a vivere. La Russia di Medvedev ha già parlato, “soddisfazione”, e la borsa cinese ha detto il suo esatto contrario, “paura”. Un caso incidentale? Vedremo presto. Intanto non ci potrebbe essere più plastica evidenza: il mondo non è diviso fra democrazie adamantine e stati canaglia ma fra chi punta a ristabilire un equilibrio globale e chi punta a dividere, ad arroccarsi a conquistare e a riconquistare. Fermiamoci qui.