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Dunque ha vinto il peggiore

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di Giancarla Codrignani, politologa, giornalista, già docente e parlamentare

newsletter del 9 novembre 2024 Dunque ha vinto il peggiore. I più informati sul mood degli Usa lo prevedevano. Quello che preoccupa di più è l’entità del consenso: un trionfo che ha mostrato un Trump senza berretto rosso quasi moderato sul palco del vincitore. Forse ancora più grave la maggioranza repubblicana dei seggi di Camera e Senato. Cambierà molta politica se all’America piace l’autoritarismo a senso unico. Negli anni Venti del secolo scorso i movimenti che saranno il fascismo e il nazismo (e la II guerra mondiale) nacquero populisti. ****** Vista da noi, preoccupazione per il nostro export: sui dazi credo che farà sul serio e sarà un problema non solo per il parmigiano: proprio oggi apre la fiera dei macchinari meccanici in agricoltura. Per il Pd anche il problema immigrazione: fortunatamente la Meloni toppa con l’Albania, arriva il secondo viaggio degli immigrati senza immigrati; ma anche in Italia l’accoglienza al profugo si è fatta poco propagandabile. Anche se non c’è uno straccio di proposta propagandata di una nuova legge per l’occupazione dei migranti, nonostante le imprese ne chiedano 70mila. ****** I dazi. Fanno paura all’Europa. ma anche Trump ci dovrà forse andare piano. Anche per lui la globalizzazione lotta contro i confini e i protezionismi. Quello che conta è la capacità dell’Europa, nonostante Francia e Germania (vulnerabili) alla vigilia di elezioni, Spagna e Portogallo solo decorose e Italia sovranista: bisognerà puntare sugli interessi egoistici peggiori e stare con Orban (o cacciarlo. Direi troppo tardi). ****** Di conseguenza il duro parere di Draghi: “Ci sono grandi cambiamenti in vista e credo che quello che l’Europa non può più fare è posporre le decisioni. Come avete visto in tutti questi anni si sono posposte tante decisioni importanti perché aspettavamo il consenso. Il consenso non è venuto, è arrivata solo uno sviluppo più basso, una crescita minore, oggi una stagnazione. Mi auguro che ritroveremo uno spirito unito”. ****** Dispiace per Kamala Harris, persona di grande dignità e degna del massimo rispetto. Ha dovuto remare contro con un ritardo controproducente dovuto all’ostinazione del povero Biden che non si era guardato in tv e non aveva capito da quanto era arrivato al capolinea e non aveva liberato la campagna dei Democratici. Ma grave il segnale che ripete l’esperienza Clinton: negli Usa la donna, per giunta nera, “non passa”. Da noi “è passata” senza neppure liti tra femminismi: forse peggio. ****** Ci sono sempre le guerre, anche per la nuova presidenza Usa. Francesco all’Angelus di Tutti i santi rivolge un nuovo appello per la pace: “La guerra è sempre una sconfitta, sempre! Ed è ignobile, perché è il trionfo della menzogna, della falsità: si cerca il massimo interesse per sé e il massimo danno per l’avversario, calpestando vite umane, ambiente, infrastrutture, tutto; e tutto mascherato di menzogne. E soffrono gli innocenti!”. ****** Il 4 novembre. Non è più la “festa della vittoria (1° guerra mondiale, 1918), ma “Giornata dell’unità nazionale e delle Forze armate”. Sarebbe meglio “delle scuole”, ma sembra che stia bene anche a Mattarella. ****** Non ci credevo: citazione di Ezio Mauro – Repubblica 3 nov. – riferita a Mussolini: “E’ finito il secolo democratico, il secolo del numero, della maggioranza e della quantità. Gli succede un secolo aristocratico, lo Stato di tutti torna ad essere di pochi, pochi ed eletti. Può darsi che nel secolo scorso il capitalismo avesse bisogno della democrazia: oggi può farne a meno”. Nel 1922!. ****** La Meloni influenzata va a Budapest: ma non ha “diritti sindacali”. Nemmeno i deputati per andare alla Camera o i medici per andare in ospedale. Il dovere non è – tranne casi limite da denuncia – l’orario di lavoro. Soprattutto non si fanno battute sul sindacato che “deve” difendere i lavoratori (che di lavoro muoiono). ****** Elezioni americane: Rino Formica, politico socialista di lungo corso aveva previsto il rischio della “guerra civile”. Diceva che la perdita di fiducia nella rappresentanza e nelle istituzioni porta alla rivolta. Non diceva che il pericolo in Usa è grande perché la democrazia ha concesso la proprietà e il libero mercato delle armi (che negano la sicurezza democratica). Aveva ragione, ma soprattutto perché gli americani sono tutti armati e sparano come da noi i botti di sangennaro. ****** Anche Sergio Fabbrini ci aveva preparato: “Per la prima volta, dalla fine della Guerra Civile (1861-65), la democrazia americana è di fronte ad una sfida che può mettere in discussione i suoi fondamenti costituzionali”. Sono già stati messi. ****** Comunque sarà dura. Non solo per le resistenze trumpiane e per le scelte americane, ma per la debolezza europea: Francia e Germania sono in difficoltà, GB è ancora in brexit, i democratici sono in difficoltà con i sovranisti che scelgono Trump. Trump dice che la parola più bella dopo il divino è “dazio”: l’Europa rischia i tagli di mercato. ****** Eppure l’Europa deve farcela. Adesso incomincia la “resistenza”. Come europei bisognerà studiare la navigazione di un lungo corso: anche i sovranisti non vorranno andare in default. Tutti aprano gl occhio sull’informazione affidabile. Anche chi non si sente europeo, si dia da fare almeno per interesse. Per primi gli ecologisti: per Trump il disordine climatico può anche esserci, ma gli americani non intendono cambiare o ridurre le risorse energetiche. ****** Il politologo Robert Kaplan (che si è dimesso dal Post che si è dichiarato neutrale) commentava la situazione”il capitalismo non ha bisogno della democrazia”. ****** Che Bezos, padrone di Amazon e del Washington Post abbia tenuto il giornale nell’anonimato politico elettorale è grave e significativo: il privato non è neutrale e pesa sulla libertà di espressione. Ricordare che il Washington Post è quello dell’incriminazione di Nixon….. ****** Comunque gli Usa dovranno ristrutturare l’economia dall’inflazione, dovuta e concausa delle poltiche fiscali espansive e i debiti. ****** E i petroliferi abbassano la produzione per riprendersi i proventi che si erano ridotti. Non senza l’aumento dei costi che farà ancora più alti i prezzi periferici. ****** In Italia l’occupazione sale, ma il Prodotto Interno Lordo no e Francia e Germania hanno incominciato a chiudere fabbriche. Il rischio che piace a questo governo che si loda pubblicamente. Intanto le imprese che hanno ricevuto aiuti “in entità significativa” dovranno inserire nel cda un commissario governativo. Per controlli che sarebbe meglio fare quando si fanno le concessioni. ****** Presentando il nuovo Piano d’azione per proteggere l’università e la ricerca italiane, il sottosegretario Mantovano ha sottolineato un esempio emblematico: la collaborazione tra un’azienda italiana e una straniera per il sequenziamento del Dna, con dati trasmessi all’estero. Non ha fatto nomi ma un esperto suggerisce che il caso potrebbe riguardare il gigante biotech che in Italia lavora con istituti e università. ****** Il governo aspira a impadronirsi del “golden power”. Dice Cassese: Dove fermarsi per assicurare sicurezza e ordine pubblico senza fermare il progresso economico, che si vale anche della libertà dei capitali e delle industrie? È coerente con l’ordinamento complessivo dei poteri pubblici l’attribuzione all’organo di gestione dei poteri speciali – la Presidenza del Consiglio dei ministri – della stessa latitudine di competenze e poteri che è attribuita, a partire dal 1990, alle autorità amministrative indipendenti?”. Domande “importanti”: è necessario che i poteri speciali diventino “meno speciali per “ritornare nell’alveo del diritto pubblico”. ****** Il sindacato legge la bozza della finanziaria, la Cisl temporeggia, ma la Cgil alza la voce “è il momento di una rivolta”. Intanto in Emilia serva a fare campagna per le regionali (che il Pd non fa). Mi è venuto l’atroce sospetto che la direzione faccia i conti su chi va a votare e non si curino dei disertori del voto, che sono un rischio se per caso dopo Trump gli viene voglia di partecipare. ****** Albania (Italia): le spese abnormi per una sede dei rimpatri-migranti, che invece ce li dobbiamo tenere. Dopo i 12 arriva la seconda “ondata”. La Corte dei Conti si è mossa, non solo i magistrati filoeuropei di sinistra. Intanto le imprese desiderano lavoratori dall’immigrazione e non trovano regole. ****** La finanziaria non è ancora varata. Scontenti nella maggioranza. Proteste e non proposte da sinistra. Non si fanno i conti sul costo delle guerre. La gente vede solo crescere i prezzi. ****** L’Associazione Nazionale Magistrati è davvero “di sinistra”? una prova ci sarebbe: “sono divisi su tutto” anche se sono d’accordo che “c’è un’aria pesante” e denunciano gli attacchi governativi. ****** Democristiani. Mettiamoci d’accordo: Moretti regista avverte Segre che se avesse vissuto allora non avrebbe apprezzato il “compromesso storico”. Ho ascoltato in un talk-show Rosy Bindi, già ministra della sanità: ha analizzato la volontà di privatizzazione della sanità contro il governo con passione e competenza: era una democristiana. Ma la Dc aveva un’ala sinistra cattolica fatta come Rosy. ****** Dottorato in Studi sulla Pace. Il professor Alessandro Saggioro, della Sapienza di Roma, che coordina le 36 Università coinvolte in un progetto primo nel suo genere in Italia e a livello internazionale, ospite nel programma “Radio Vaticana con Voi”, un percorso innovativo di alta formazione e di ricerca interdisciplinare sulle tematiche del conflitto e della pace. Le lezioni inizieranno il prossimo 12 novembre. ****** Ci va di mezzo un sindaco. Lepore, sindaco di Bologna, ha imparato dai giornali di aver scaricato i servizi da una strada e relativa furia degli abitanti. Capita che firmi….. comunque aperte le critiche, non le rabbie gratuite. ****** Manduria, piccolo centro agricolo pugliese, 30mila abitanti e 10 università e istituti scolastici privati per lauree e diplomi facili. ****** La Germania andrà a elezioni con Scholz, cioè la socialdemocrazia stressata al massimo. Anche lì il nazifascismo? O la necessità di “compromessi” con i partiti cattolici che debbono capire che le scelte questa volta riguardano la libertà anche loro. ****** Israele: persi documenti riservati. Se sbaglia il Mossad deve essere un segnale per Netanyahu. ****** Botswana: il più “democratico” degli Stati africani: anche lì il Democracy Party al potere dal 1966, ha votato l’opposizione…perfino in Botswana, secondo paese produttore di diamandi al mondo. ****** Halloween: a Bologna tre ragazze giravano con uno striscione Br e in posa come Aldo Moro mostrando la copia di Repubblica con la foto. ****** Una studentessa iraniana è stata inizialmente redarguita dalla sicurezza universitaria per avere indossato l’hijab in modo inappropriato. Quindi, come gesto di protesta, la ragazza si è tolta i vestiti, restando in biancheria intima, sciogliendosi i capelli e incrociando le braccia; successivamente si è allontanata a piedi, sempre senza vestiti, prima di essere affiancata da un’auto da dove sono scesi degli uomini che l’hanno caricata a forza e portata via. Il tutto è stato documentato in un video. ****** Femminismo in frantumi: la regina Vittoria di Svezia ha completato un addestramento militare al Reggimento Anfibio di Stoccolma, nel contesto di crescenti minacce per il Paese (?), per sollecitare l’impegno comune nella “difesa civile”…. ****** Altro che frantumi: Kemi Bagenoch ingegnera elettronica arriva, da destra, a sostenere ancor più da destra il partito conservatore e a guidare l’opposizione, senza temere la destrissima di Farage. ****** Comunque. In questi giorni si celebra il 25° anniversario della risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha dato vita all’”Agenda Donne, Pace e Sicurezza” che ha riconosciuto formalmente (il Consiglio di Sicurezza!) la percezione diversa dei conflitti da parte delle donne. La previsione del successo della realizzazione di una diversa empatia ha la previsione di 130 anni. Sarebbe il caso di parlarne nei gruppi. ****** Approfondimento il pezzo memorabile di Pierpaolo Pasolini sul Corriere della Sera del novembre 1974. «Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ’68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del “referendum”. Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere».
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