
Energia, ambiente e disuguaglianze: creare
sostenibilità
DI VINCENZO BALZANI *
Nell’enciclica «Laudato si’» papa Francesco tratta il tema dell’Ecologia integrale:
«Non ci sono due crisi separate, una ambientale ed una sociale – afferma -, ma
una sola complessa crisi socio-ambientale che comprende le interazioni fra
l’ambiente naturale, la società, le istituzioni, l’economia. Tutto è connesso. Le
crisi globali del nostro tempo dimostrano come i fenomeni naturali e gli
interventi umani siano tutti intrecciati tra loro».
Tutto è connesso; noi, però, spesso, trascuriamo le connessioni. Ad esempio,
avevamo pensato che i combustibili fossili fossero una fonte ideale di energia,
ma oggi sappiamo che il loro uso danneggia fortemente il clima, con tutte le
conseguenze che ne derivano. Quindi, dobbiamo cambiare: dobbiamo ottenere
energia da altre fonti.
Compito della scienza è prevedere, individuare, favorire o frenare certe
connessioni, senza pretendere che il pianeta Terra si adatti alle nostre esigenze;
dobbiamo essere noi ad adattarci alla sua realtà. Le crisi che attraversiamo si
basano, in gran parte, sulle connessioni negative fra tre problemi fra loro
intrecciati: energia, ambiente e disuguaglianze.
Cerchiamo di superarle, almeno in parte, mediante tre transizioni: dai
combustibili fossili alle energie rinnovabili; dall’economia lineare all’economia
circolare; dall’egoismo alla solidarietà.
Nell’Enciclica «Fratelli tutti» il Papa spiega che la rivoluzione culturale necessaria
per compiere queste tre transizioni non può compiersi mediante qualche
parziale modifica del rapporto uomopianeta o delle relazioni fra gli uomini e fra
le nazioni. Si tratta, invece, di cambiare radicalmente il nostro approccio ai
problemi che abbiamo di fronte: bisogna accettare i limiti del pianeta,
salvaguardarlo dalla degradazione, sviluppare nuove tecnologie per utilizzare al
meglio le sue risorse e l’abbondante energia che ci arriva dal Sole, valutare
positivamente le diversità fra le persone e fare in modo che tutti possano vivere
in modo dignitoso.
Transizione significa cambiamento e, come ha scritto Niccolò Machiavelli: «Non
c’è niente di più difficile da prendere in mano, più pericoloso da condurre, o più
incerto nel suo successo che prendere la guida di un cambiamento. Perché il
riformatore ha nemici in tutti coloro che traggono profitto dal vecchio ordine e ha
solo tiepidi difensori in tutti coloro che trarrebbero profitto dal nuovo ordine;
questa tiepidezza deriva, in gran parte, dalla incredulità dell’uomo, che non
crede veramente in qualcosa di nuovo fino a quando non ne ha avuto
l’esperienza effettiva » . Portare a termine le tre transizioni indicate sopra, fra
loro intrecciate, è quindi un compito molto difficile.
L’obiettivo più urgente è raggiungere la sostenibilità: vivere, cioè, lasciando un
pianeta vivibile anche alle prossime generazioni. La principale causa
dell’insostenibilità è il cambiamento climatico, causato dall’uso dei combustibili
fossili. È necessario, quindi, smettere di usarli e ricorrere alle energie rinnovabili
che sono non solo la soluzione per la crisi climatica ma, a causa della loro
diffusione su tutto il pianeta, anche la chiave per combattere la poverta
energetica.
Evitare ogni connessione negativa fra l’energia, l’integrità dell’ambiente e le
disuguaglianze sociali sono gli obiettivi più urgenti che tutti i governi dovrebbero
porsi.
- docente emerito di Chimica, Università di Bologna