
Manifestazione Rete dei patrioti e Casapound a Bologna, la dichiarazione del sindaco Lepore
Bologna è una città democratica, a tutti è garantito il diritto manifestare ed esprimere le proprie convinzioni, purché ciò avvenga nel rispetto degli altri e in condizioni di sicurezza per tutti i cittadini. Condizioni che vedo essere fortemente a rischio nella manifestazione annunciata nella nostra città per sabato, dalla Rete dei patrioti, Casapound e altre sigle che si richiamano, più o meno apertamente, ad ideali e parole d’ordine di matrice fascista. Organizzazioni che per quanto mi riguarda sono al limite del dettato Costituzionale e nel caso da bandire.
La scelta del percorso, che parte a pochi metri dalla Stazione, teatro della più grave strage di matrice fascista del dopoguerra, la vicinanza alle sedi sindacali confederali, la scelta delle parole d’odio che annunciano la manifestazione – dove le persone immigrate vengono indicate come “orde di bestie” o “metastasi che intacca fortemente gli organi vitali dello Stato” – sono vere e proprie provocazioni in una città antifascista, medaglia d’oro per la Resistenza, che crede fortemente nei valori dell’accoglienza e della solidarietà. Inoltre, la prossimità con altre manifestazioni di protesta di segno opposto, con migliaia di persone annunciate, rischia di generare non pochi problemi. Anche per questo, era stata condivisa in sede di Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza la decisione di concordare uno spostamento della manifestazione in altra sede. Prendo atto che questo non sia stato possibile, ma penso sia il caso di reiterare questa richiesta perché a pochi giorni dal voto e quindi nel momento di massima espressione del confronto democratico, qualcuno vuole evidentemente trasformare Bologna in un terreno di scontro.