
di Luigi Campanella, professore emerito bell’Università La Sapienza di Roma
2 marzo 2022 gli stati membri delle Nazioni Unite hanno votato alla ripresa della quinta Assemblea ambientale delle Nazioni Unite (UNEA-5.2) per istituire un Comitato intergovernativo di negoziazione (INC, Intergovernmental Negotiating Committee) con il mandato di promuovere un accordo internazionale giuridicamente vincolante sulla plastica.La risoluzione è intitolata “Porre fine all’inquinamento da plastica: verso uno strumento internazionale giuridicamente vincolante”.
A seguito dell’UNEA-5.2, il mandato specifica che l’INC deve iniziare i suoi lavori entro la fine del 2022 con l’obiettivo di “completare una bozza di accordo globale legalmente vincolante entro la fine del 2024“.
I lavori per il trattato sono iniziati con la riunione di un gruppo di lavoro aperto ad hoc (OEWG) a Dakar, in Senegal, dal 30 maggio al 1º giugno 2022.Durante tale riunione, gli Stati membri hanno stabilito un calendario per le riunioni successive fino alla fine del 2024, le norme procedurali e l’ambito di lavoro iniziale per la prima riunione dell’INC.
- La prima riunione del comitato di negoziazione (INC-1) si è svolta a Punta del Este, in Uruguay, dal 28 novembre al 2 dicembre 2022. L’ordine del giorno conteneva punti tra cui l’adozione formale del regolamento interno. Hanno partecipato oltre 2.300 delegati provenienti da 160 paesi.
- La seconda riunione del comitato di negoziazione (INC-2) si è svolta a Parigi, in Francia, dal 29 maggio al 2 giugno 2023.
- La terza sessione (INC-3) si svolse dal 13 al 19 novembre 2023 a Nairobi, in Kenya, presso la sede del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP)[
- La quarta sessione (INC-4) ha avuto luogo dal 23 al 29 aprile 2024 a Ottawa, in Canada,la quinta sessione (INC-5) a Busan, in Corea del Sud dal 25 novembre al 1 dicembre 2024.
Secondo il programma, nel 2025, il trattato dovrebbe essere finalizzato alla conferenza dei plenipotenziari, con Ecuador, Perù, Ruanda e Senegal come potenziali paesi ospitanti
I membri hanno convenuto che il trattato avrà portata internazionale, legalmente vincolante e dovrebbe riguardare l’intero ciclo di vita della plastica, compresa la progettazione, la produzione e lo smaltimento. È stato affermato che anche le sostanze chimiche contenute nella plastica come additivi, coadiuvanti tecnologici e sostanze aggiunte involontariamente devono essere affrontate.
Il 4 settembre 2023 fu diffusa la “Bozza Zero” del trattato, contenente diverse opzioni di testo sulle quali il comitato avrebbe lavorato nei successivi incontri (a partire dall’INC-3), integralmente tradotta in sei lingue: arabo, cinese, inglese, francese,russo e spagnolo[ mentre un documento riassuntivo fu diffuso in inglese, francese e portoghese
Le misure più ambiziose sono sostenute in particolare dai Paesi membri del gruppo informale “High Ambition Coalition to End Plastic Pollution”, guidato da Ruanda e Norvegia e che comprende, tra gli altri: Unione Europea, Regno Unito, Svizzera, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda, Canada e Israele.
Tra i paesi restii a implementare misure più dure, ci sono invece diversi produttori di petrolio, tra cui molti Stati del Golfo, alcuni paesi in via di sviluppo, alcuni stati membri dell’Unione Europea, Russia, India, Cina e Stati Uniti. Tuttavia, a settembre 2024 ci sono stati rumors su un possibile cambio di schieramento da parte degli Stati Uniti[.
Per quanto riguarda l’Unione Europea, va tuttavia sottolineato che non tutti i singoli stati membri concordano su posizioni più ambizione, con paesi come Italia e Spagna che sostengono obiettivi meno elevati. Nell’INC-5 sia la presidenza di turno del Consiglio che la Commissione europea dovrebbero condurre i negoziati a nome dell’UE e dei suoi Stati membri, pertanto prima della sessione si terranno consultazioni per stabilire la posizione comune da tenere e i margini di trattativa verso gli stati terzi.
A seguito di INC-4, 31 Paesi hanno sottoscritto la dichiarazione “Bridge to Busan” nella quale chiedono al comitato di convenire su un obiettivo globale di produzione sostenibile dei polimeri plastici.Perù e Ruanda hanno invece presentato la proposta “40×40“[che consiste nell’obiettivo di riduzione del 40% della produzione globale di polimeri plastici entro il 2040.