
di Vito Totire*
La RETE NAZIONALE LAVORO SICURO sostiene e diffonde la istanza di un lavoratore vittima di un grave evento acuto nel corso della sua attività lavorativa accaduto nella ex-Ilva di Taranto il 2.5.2003;
il lavoratore NON HA ANCORA RICECUTO NESSUN RISARCIMENTO (salvo la copertura Inail, peraltro insufficiene anche in relazione alle patologie acquisite) nonostante il tribunale penale abbia riscontrato trattarsi di elsione colposa gravissima e nonostante un riconoscimento in sede civile , primo e secondo grado, ancora “giacente” in Cassazione.
L’appello al presidente della repubblica sottolinenea che, negato il dititto alla prevenzione primaria lo stato trascura anche la prevenzione terziaria e persino il diritto al risarcimento , atteso che, nulla potrà veramente risarcire il danno subito.
Appello al Presidente sia oìin quanto garante della Costituzione, sia in rapporto alle sue frequanti denunce circa la “irragionevole durata dei processi” .
OGGI SI CONCLUDE A BOLOGNA LA FIERA “ambiente lavoro” ricca di convegno importanti e di ampie dichiarazioni di buoni propositi e buone intenzioni…
presente persino Inail anche esso dedito a qualche condivisibile dichiarazione di principio;
MA I FATTI ? Perchè Inail a Taranto costringe una famiglia a ricorrere al tribunale per il riconoscimento di una patologia (si tratta del padre del redattore della lettera aperta) contratta a seguito di esposizione ad amianto nella ex-Ilva (la stessa azienda in cui il figlio ha subito l’evento del 2.5.2003 in corso di formazione/lavoro) ?
Il governo in carica e alcuni magistrati “discutono” se Egitto e Bangladesh siano paesi sicuri; per quel che ci riguarda, anche se il nostro parere è ininfluente, la pensiamo come i magistrati) ma IL GOVERNO SI E’ CHIESTO SE L’ITALIA E’ UN PAESE SICURO???
Grazie della attenzione.
*Vito Totire, medico del lavoro
333.4147329