“Le migliori Ausl sono al Nord. Male il Sud, fanalino di coda”

Agenas, Sanità pubblica Redazione
L’Azienda Ulss 8 Berica, l’Ats di Bergamo l’Azienda Ulss 6 Euganea, l’Azienda Ulss 1 Dolomiti e l’Azienda Usl Bologna sono al top. Le Asl peggiori sono l’Asl Napoli 1 Centro, seguita da l’Asp di Enna e dall’Asp di Vibo Valentia
Su un totale di 51 aziende ospedaliere e aziende ospedaliere-universitarie analizzate da Agenas, solo 13 hanno ottenuto una valutazione complessiva buona e la maggior parte si trovano al Nord Italia. Mentre 25 ospedali hanno ottenuto una valutazione intermedia e 13 migliorabile. È questo quanto emerge dai dati aggiornati al 2023 del modello di valutazione multidimensionale della performance manageriale, presentati da Agenas in occasione del Forum risk management di Arezzo. Sono al Nord le prime 5 Aziende sanitarie territoriali con un alto livello di performance manageriali nelle aree prevenzione, distrettuale, ospedaliera, sostenibilità economica-patrimoniale e outcome. In testa l’Azienda Ulss 8 Berica e poi l’Ats di Bergamo l’Azienda Ulss 6 Euganea, l’Azienda Ulss 1 Dolomiti e l’Azienda Usl Bologna. Quelle invece complessivamente meno performant sono al Sud e sono capitanate dalla Asl Napoli 1 Centro seguita dall’Asp di Crotone, dall’Asl di Matera, dall’Asp di Enna e dall’Asp di Vibo Valentia.
Guidano invece la classifica delle Aziende Ospedaliere (qui i dati globali 2019 e 2021) con alte performance manageriali sul fronte dell’accessibilità, gestione dei processi organizzativi, sostenibilità economico-patrimoniale e investimenti: l’Ao Santa Croce e Carle di Cuneo seguita dall’Aou Padova, dall’Aou Policlinico Tor Vergata di Roma e dall’Aou Sant’Andrea sempre nella Capitale. Chiude la cinquina l’Aou Policlinico San Matteo di Pavia. I dati arrivano dall’ Agenas che ha presentato i dati aggiornati al 2023 del modello di valutazione multidimensionale della performance manageriale delle Aziende sanitarie pubbliche, ospedaliere e territoriali. L’occasione, la 19esima edizione del Forum Risk Management in corso ad Arezzo.
A finire sotto la lente degli analisti le attività di 110 Aziende territoriali e 51 Aziende ospedaliere. Riguardo le prime, il monitoraggio si è basato sulla valutazione di 34 indicatori classificati in 6 aree (prevenzione, distrettuale, ospedaliera, sostenibilità economica-patrimoniale, outcome) e 12 sub-aree. Per quanto riguarda invece le Aziende ospedaliere, gli indicatori presi in considerazione sono stati 27, classificati in 4 aree (accessibilità, gestione dei processi organizzativi, sostenibilità economico-patrimoniale, investimenti) e 10 sub-aree.
A conti fatti, il mix di tutte le aree analizzate nelle Aziende territoriali ha portato all’individuazione di 30 aziende con una valutazione complessiva buona, 53 con valutazione intermedia, 27 con una valutazione migliorabile. Invece, tra le Aziende Ospedaliere, sono 13 quelle con una valutazione complessiva buona, 25 ha conquistato una valutazione intermedia e 27 hanno una valutazione migliorabile.
Ma tirando le somme i dati restituiscono un‘Italia dove in molte aree e con qualche rara eccezione, il gap tra il Nord e il Sud ancora non si colma.
Ecco i dati in sintesi
Le Aziende sanitarie territoriali
Le attività delle 110 Aziende territoriali misurate attraverso i 34 indicatori, sono state suddivise in cluster in considerazione del numero di cittadini presi in carico, ovvero meno di 250mila abitanti; tra i 250mila e i 400mila abitanti; tra i 400mila e i 700mila abitanti; superiori a 700mila abitanti.
Come abbiamo visto e considerando il mix di tutte le aree valutate, le 5 Aziende che raggiungono un livello maggiore di performance sono l’Azienda Ulss 8 Berica; l’Ats di Bergamo; l’Azienda Ulss 6 Euganea; l’Azienda Ulss 1 Dolomiti e l’Azienda Usl Bologna. Le meno performanti sono la Asl Napoli 1 Centro seguita dall’Asp di Crotone, dall’Asl di Matera, dall’Asp di Enna e dall’Asp di Vibo Valentia.