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Mattarella docet: “L’Europa è lo spazio del nostro futuro”

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di Giancarla Codrignani, politologa, giornalista, già docente e parlamentare
Mattarella docet (alla Confartigianato): “L’Europa è lo spazio del nostro futuro. Senza un’Europa forte e unita i cittadini europei rischiano di diventare semplici comprimari, se non addirittura subalterni. Ma l’Europa non si esaurisce, naturalmente, nei suoi vertici governativi e istituzionali. L’Europa è costituita anche dalla sua articolazione sociale, professionale, associativa, dalla pluralità delle sue comunità, dalla molteplicità del suo lavoro, dell’intelligenza, del sapere, della creatività degli europei”. ****** E’ passato il 25 della violenza contro le donne. Stiamo proseguiamo con gli ergastoli. Il Pd è stato partecipe, ma si aspettava un’iniziativa nazionale si rilievo, magari populista (come presentare la proposta di abolire l’obiezione all’aborto). Attese al varco le dichiarazioni della Meloni: ok, pronuncia la parola patriarcato, tuttavia sulla violenza di genere conferma Salvini: la colpa è dei migranti come se in tribunale non ci siano facce italiche più o meno bianche. ****** Lascia senza parola il processo Pélicot in Francia: una signora di 71 anni ha dovuto scoprire che il marito la addormentava con farmaci e la vendeva, incosciente, a uomini di ogni età e stato che ne approfittavano: uomini “normali”? se non fosse stato sequestrato il cellulare al marito non ne avrebbe saputo nulla. La figlia ha detto che il padre non ricavava da questo commercio un guadagno tale da fargli superare i proventi della moglie più qualificata. ****** Da noi, quando uno è d’accordo contro la violenza: “alle donne togliamo le mutande, non la vita (l’ironia del consigliere Alfio Messina di Acireale su istagram) ****** L’antipolitica ha fatto breccia: rimproverare il magna-magna mentre i lavoratori scioperano alla richiesta di finanziamento pubblico per i partiti. Ammesso che i democratici paghi l’iscrizione, solo le lobby degli abbienti può sostenere la spesa politica. Una bestialità aver rinunciato al finanziamento pubblico a traino degli attachi alla “casta” (e al governo Letta): ci ha resi i soli nella UE e abbiamo il debito più grosso. Però, anche noi…. ****** Abituiamoci a costanti richiami alla necessità di guardare con sospetto il cellulare, soprattutto se avete a che fare con i social non selezionati: bastava l’era Trump a non garantire, con il suo finanziatore Musk potremmo ricevere notizie inaffidabili che possono costruire la vostra opinione. La democrazia può già sembrare a noi cittadini comuni opaca, un po’ woke. ****** Gli africani non si fidano più dell’America, tanto meno di quella che vuole essere “first”. Se debbono dipendere preferiscono la Cina che è bene attenta a saperci fare. ****** Finalmente M5S diventano un partito. Spero che quelli che erano in piazza Maggiore a Bologna ricordino con postuma vergogna essersi lasciati incantare da un extraparlamentare che invitava a opporsi alle istituzioni all’invito di vaffanculo. Sarebbero venuti altri, degni del voto degli italiani che gridavano “onestà”, volevano aprire lo Stato come la nota scatoletta di tonno e proclamavano “finita la miseria” per una qualche erogazione di benefici. Era già successo con Bossi (e adesso c’è Salvini). Torniamo al gentismo, speriamo senza umiliare più il Parlamento. Se Grillo era il garante, Conte è stato il garantito, sia che stesse con Salvini a firmare le leggi antimmigrati o diventasse giallorosso Conte2. Oggi ha finalmente un partito tutto suo, “di sinistra”. Di principio. Vedremo le proposte, dopo la ri-votazione. ****** Dice: l’occupazione va bene, mai tanti assunti. Ma non si fa altro che sentire di imprese – spesso straniere – che chiudono. E gli universitari chiedono conto per il loro futuro. Ragioni per fare sciopero sembra ci siano. Non ci sono quelle del boicottaggio di Salvini che ne vuole dimezzare la durata. ****** Confartigianato: alla presenza di Mattarella: “L’aumento degli artigiani fra gli immigrati è un segnale positivo. Aiuta ad arricchire e a tenere in vita competenze e mestieri che possono riattivare circuiti a rischio di interruzione. Sviluppa talenti, innova prodotti e mercati”. ****** Il governo “va sotto” per “colpa” dei dissidi FI/Lega. “Maggioranza a pezzi”? non esageriamo, è un segnale di cui tenere conto, anche per cercare argomenti che possono sedurre FI (dietro i Berlusconi della Rete4?) comunque siamo ai “paraculi”! ****** Von der Leyen. Ursula è andata peggio: 370 voti (su 720. La prima volta con Prodi 417). La Meloni – furbina – ha votato contro la prima volta, adesso si è adeguata e ha ottenuto una vicepresidenza. In nome non del nostro paese, della “nazione”. Il “metodo Melloni” le piace: nella disunione cercherà di comandare. ****** Lo spostamento della leadership innovativa verso la Cina sembra impressionante. Mentre vent’anni fa gli Stati Uniti avevano il primato in 60 delle 64 tecnologie più avanzate e potenzialmente determinanti per il nostro futuro, il rapporto si sarebbe oggi invertito, con la prevalenza cinese in 57 delle 64 nuove tecnologie. ****** Ormai lo spazio è elemento politico: si dice che “lassù c’è un grande traffico”. Musk conquista, ma può spegnere l’interruttore quando vuole. Siamo alla produzione – non normata – dei satelliti: il privato fa mercato, comunque, anche sporco. ****** Katz, il ministro della Difesa israeliano ha deciso di bloccare l’arresto amministrativo (senza diritto alla difesa) per i coloni ebrei della West Bank, una decisione che determina le condizioni di apartheid: una legge per ebrei e una per i palestinesi. ****** Il premier israeliano promette vendetta per il rapimento e l’uccisione, ad Abu Dhabi, del rabbino Zvi Kogan. Anche contro Mbs… affondato anche il “patto di Abramo”? difficile che realizzi a breve. ****** Netanyahu e la tregua in Libano. A danno di Gaza su cui ha mano libera perché Hezbollah è ala autonoma del partito sciita libanese e non si svena per Hamas. La tregua tiene, Israele sembra che abbia già fatto qualche violazione involontaria, ma non si preoccupa: qualunque cosa succeda, la colpa sarà certo dei terroristi. ****** Dazi, cioè, guerra commerciale. Trump minaccia Messico, Canada e Cina per esportazione di migranti, droghe e fentanyl. ****** Usa cioè Elon Musk: propone tagli a beni e servizi per la sanità, la scuola, l’assistenza, i ministeri, le organizzazioni internazionali, che per la gente sono tagli alla buracrazia. No: che cosa fanno gli americani se si trovano in mutande invece della “grandezza” del “maga”, make America great again. ****** Romania. Va al ballottaggio dopo aver eliminato il secondo mandato del socialdemocratico in carica. Sono a confronto un filoputiniano e una democratica. Chi l’avrebbe pensato? E si va alla riconta dei voti. ****** I conflitti occultati. Ad Haiti secondo un rapporto Unicef, sono migliaia i bambini reclutati con la forza dalle gang armate che da tempo insanguinano il Paese caraibico. Il 70% in più rispetto al 2023. Oltre 40 mila gli sfollati per le violenze a Port-au-Prince solo negli ultimi giorni. ****** Il procuratore della Corte Penale Internazionale ha chiesto l’arresto del capo della giunta militare che governa il Myanmar/Birmania. ****** Venezuela: l’ambasciata argentina ospita oppositori al governo Maduro: tagliata l’acqua e la luce. ****** I carrozzoni di Salvini – Ponte sullo stretto, Autostrade dell’Italia (Anas2, sottrae ad Anas le autostrade), le 3 i (uso di Pnrr per gestire il sistema informatico di Inps, Istat. Inail finito su binario morto, oggi aperto a concorsi per assunzioni), la Fondazione Chips.It tecologica (di Urso), Acque del Sud spa – perini Giorgetti li vorrebbe tagliare, ma macinano milioni. ****** La multinazionale britannica Bae System ha annunciato di aver testato con successo il primo sottomarino senza equipaggio. E’ di grandi dimensioni del suo genere: sempre più senza consapevolezza, ma resta guerra. ****** Comodo “fare silenzio”. Bisogna non tenersi aperto un doppio binario, ma difendere la “Corte penale internazionale” come tutto ciò che ha a che fare con le istituzioni della giustizia (la nostra magistratura). ****** A Baku è finito il C29: non si vedono le quote di aiuti per una crisi ambientale che riguarda tutti allo stesso modo, anche se diverse sono le condizioni sociali dove accade. A noi occidentali spetta la parte generale e il comando. I poveri hanno protestato per lo squilibrio dei 300mld erogati loro. Si rinnova sempre il colonialismo: pretendiamo che muoiano per noi? ****** Il pacifismo oggi per quanto motivato è populista. La sinistra dovrebbe avere interesse a guidarlo con aspettative e speranze. Occorre, per essere dalla parte della pace, conoscere la natura dei conflitti e le regole del dialogo con il nemico e la diplomazia. ****** A proposito: a Gaza è sempre la stessa storia: si muore o per i missili di Israele o di fame per l’intercettazione degli alimenti. La Francia ha cambiato parere: se arrivasse Netanyahu, ok. ****** La difesa europea: il programma Horizon per l’innovazione civile esclude i finanziamenti militari. Ma la Commissione cerca gli espedienti per sforare. ****** Oggi la mediazione vaticana non è più possibile. In America Latina si celebra il 40° anniversario del Trattato di Pace e Amicizia tra Argentina e Cile, che pose fine alla lunga controversia territoriale tra i due Paesi ed evitò il conflitto armato. Buenos Aires aveva rifiutato nel 1977 il verdetto di un arbitrato internazionale favorevole alle richieste cilene, e intendeva lanciare “l’operazione Soberanía”: Videla e Pinochet erano pronti al confronto. Si intromise il Vaticano e le spade rimasero nel fodero fino alla caduta del regime militare argentino (1983) mentre Pinochet non voleva cadere nell’isolamento internazionale e fu possibile il referendum promosso dal governo di Raúl Alfonsín che firmò il Trattato di pace e amicizia siglato il 29 novembre 1984 in Vaticano, alla presenza di Casaroli, Segretario di Stato. ****** Comunque: Papa Francesco ha salutato la quinta Conferenza di revisione della Convenzione relativa, che si tiene in Cambogia, chiedendo che gli Stati che ancora non l’hanno fatto aderiscano alla Convenzione internazionale per la proibizione dell’uso, stoccaggio, produzione, vendita di mine antiuomo, la relativa distruzione e la cessazione immediata della produzione e l’uso delle mine terrestri. ****** E’ uscito “Piazza San Pietro”, una rivista del Vaticano che intende sfidare i problemi della comunicazione con la presenza del papa a rispondere ai problemi posti dai lettori. Speriamo anche in questo per la libertà della stampa. ****** Fascismo. Un lettore di Repubblica pensa a un utilizzo dell’Albania “al posto di Ventotene”. Ci vediamo lì, si porti molti libri. E Francesco Merlo: “vada avanti lei”…. ****** Scoperto un arsenale di bombe a mano, pistole e kalashnikov in un deposito degli ultras dell’Inter: poco rassicurante. ******  Niente vignette, bastano le notizie del governo. Però segnalo un grafico di Mauro Biani: la mano di Dio – che in Michelangelo sta a un centimetro dalla mano di Adamo – protesa verso una mano femminile.   ****** approfondimento   CONTRO ELON MASK Un’analisi condotta in nove Paesi, tra cui l’Italia, rivela che le dinamiche politiche su X (già Twitter) sono strutturalmente polarizzate. Walter Quattrociocchi, coautore dello studio, spiega come la tossicità nelle interazioni tra opposti e la struttura comune delle reti politiche riflettano modelli universali. Strategia e consapevolezza possono mitigare questi effetti In termini di interazione sui social “non ci sono differenze sostanziali” tra diversi Paesi: “la polarizzazione è il motore del dibattito in un ambiente che punta all’intrattenimento”. A parlare a Formiche.net è Walter Quattrociocchi, professore di informatica all’Università Sapienza di Roma, dove dirige il Center for Data Science and Complexity for Society. È coautore di un recente studio pubblicato su Nature Communications, intitolato “Patterns of partisan toxicity and engagement reveal the common structure of online political communication across countries”. L’analisi si sofferma sulle dinamiche di polarizzazione politica su Twitter (ora X) in nove Paesi: Canada, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. Quattro i risultati principali. Il primo riguarda la polarizzazione strutturale dei network: le interazioni politiche, infatti, sono strutturalmente polarizzate, con una chiara divisione tra i gruppi politici di sinistra e destra. La seconda è rappresentata dalla maggiore tossicità nelle interazioni fuori gruppo: le interazioni tra utenti di ideologie opposte risultano essere significativamente più tossiche rispetto a quelle tra utenti dello stesso schieramento, un segno di “polarizzazione affettiva” che si manifesta in tutti i Paesi esaminati. La terza riguarda un fenomeno particolare, ovvero il minor engagement per le interazioni tossiche e fuori gruppo: le interazioni tossiche o con utenti “fuori gruppo” ricevono meno interazioni rispetto a quelle più moderate o “in gruppo”, suggerendo che, nonostante il focus mediatico sui conflitti, le conversazioni civili tendono ad avere un impatto maggiore. La quarta e ultima vede uno schema comune di alleanze e opposizioni: gli autori hanno identificato, infatti, una struttura comune tra gli utenti politicamente impegnati, che si ripete nei diversi Paesi; una sorta di schema alleato-nemico che evidenzia come le dinamiche della polarizzazione politica abbiano tratti universali. “La nostra ricerca sottolinea l’importanza di affrontare la polarizzazione con strategie basate sui dati, che possano supportare un dialogo più costruttivo e inclusivo”, spiega Quattrociocchi indicando nel “prebunking” una possibile soluzione, senza la pretesa di disporre di una bacchetta magica. “Serve creare consapevolezza sugli utenti sul nuovo sistema informativo che viviamo”, dice. In un ambiente “talmente tanto entropico” Quattrociocchi non crede possibile l’esistenza di un deus ex machina in grado di ingegnerizzare la disinformazione. Attori come la Russia possono provarci ma “l’outreach rimane limitato alla loro bolla” e anche le minoranze rumorose hanno un “impatto limitato”, spiega. 
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