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Libertà dei media, affidabilità politica e diritto alla conoscenza dei cittadini

  • di

di Luigi Campanella, professore emerito nell’università La Sapienza di Roma

Si parla e si legge spesso del diritto alla conoscenza come fondamentale per garantire quello alla partecipazione,a partire dalle consultazioni referendarie che non.possono essere affrontate nella ignoranza dei quesiti posti e dalla possibilità e dal diritto di avanzare proposte nelle sedi istituzionali.Si sappia che l’Assemblea Generale del Consiglio Europeo costituita da 47 Stati membro ha discusso e votato il Rapporto “libertà dei media,affidabilità politica e diritto alla conoscenza dei cittadni” presentato dai Radicali Europei e basato su 4 pilastri:disponibilità da parte del potere politico a rendere accessibile ai cittadini  l’informazione e la conoscenza e ad assicurare l’affidabilità dei media pubblici e privati attraverso la raccolta ed analisi di dati rilevati da una istituzione indipendente, incentivo alla diffusione dei siti di scienza e conoscenza,garanzia di libertà di parola come indispensabile condizione di un Paese democratico.Il diritto alla conoscenza previene qualsiasi opzione dittatoriale.Questo dirtto,quindi ora garantito ai cittadini Europei, deve essere esteso a quelli dell’Est Europa e del Sud America,a partire dalla CINA,Paese in grande crescita proprio attraverso la ricerca scientifica,ma che ancora a volte cade in errori di un passato non completamente cancellato.La condivisione delle conoscenze può oggi giovarsi della crescita tecnologica con tecniche e metodologie in continua espansione,come la didattica in vivo,i musei diffusi,l’Intelligenza artificiale,la machine learning.È fondamentale che tali avanzamenti siano al servizio di tutti i cittadini,evitando che al contrario diventino motivo di discriminazione, così contribendo a configurare un ulteriore aspetto della polarizzazione sociale.

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