
L’aviaria è la nuova pandemia
Infettivologia Redazione DottNet | 05/12/2024 13:42
“Bisogna essere preparati, sicuramente bisognerà scegliere se fare come durante il Covid e istituire un comitato di emergenza oppure attuare una più lungimirante prevenzione”. Con l’influenza aviaria che sta martoriando gli Stati Uniti, ci si chiede se l’Italia oggi sia pronta a una nuova pandemia come quella del Covid. Parliamo di un’influenza importante come l’aviaria che oramai non è più nemmeno aviaria, perché ha colpito le mucche da latte e ora viene perciò ritrovata anche nei latticini dei supermercati americani. Mi risulta che un piano pandemico per le malattie respiratorie sia pronto dal punto di vista tecnico da quasi un anno, ma non è ancora stato applicato. Bisogna poi vedere un piano pandemico nel 2020 a cosa potesse servire in mancanza di conoscenze su un virus come il Covid. Il punto è come sia possibile dopo anni passati a combattere il covid arrivare oggi senza un nuovo piano». In merito a una possibile ingerenza della politica nella stesura del nuovo piano pandemico commenta: «Io credo che la politica faccia sempre brutta figura quando si interessa di scienza. Il piano pandemico è di natura tecnica, deve essere redatto da scienziati e medici secondo delle evidenze scientifiche, non da politici. I politici devono fare politica e lasciare questo genere di lavori ai tecnici. I segnali che arrivano dal mondo ci dicono che oggi va tutto più veloce e i virus non fanno eccezione. Con l’evolversi dei trasporti si va da una parte all’altra del mondo in pochissimo tempo, e questo aumenta la diffusione dei virus. Se prima avevamo nuove infezioni ogni 15-20 anni ora arrivano da fuori nuovi virus molto più rapidamente. L’influenza aviaria oggi colpisce Texas e California, il virus è presente nel latte venduto nei centri commerciali in America, non parliamo di Cina o Vietnam. Si tratta di un’infezione che proviene dall’occidente, ed è vicino a noi. È praticamente certo che l’aviaria sarà la nuova pandemia dopo il Covid. Bisogna essere preparati, sicuramente bisognerà scegliere se fare come durante il Covid e istituire un comitato di emergenza oppure attuare una più lungimirante prevenzione. Il tema è questo: siamo pronti a far fronte a una nuova pandemia? Ci sono i posti letto negli ospedali, i medici, i farmaci, i respiratori da usare per i pazienti più gravi? Siamo in grado di dire chi si occuperà dei vaccini già da adesso? Perché quando esploderà il problema parliamo di 9 miliardi di persone potenzialmente bisognose di cure. Dobbiamo essere pronti e non inseguire l’emergenza, credo che dopo gli anni del Covid questo sia il minimo sindacale