
E’ scomparso MASSIMO MASI, grande medico, ricercatore, docente nell’Università di Bologna e direttore di Clinica pediatrica del Policlinico Sant’Orsola, uomo giusto
a cura di Francesco Domenico Capizzi
Circa un mese fa è scomparso MASSIMO MASI, grande medico, ricercatore, docente nell’Università di Bologna e direttore di Clinica pediatrica del Policlinico Sant’Orsola, uomo giusto, esigente e severo verso sé stesso quanto generoso e indulgente, meglio caritatevole (so che perdonerebbe il termine) verso tutti, sospeso fra cielo e terra, fra utopia e realtà quotidiana, fra Scienza e pratica clinica nella quale fu sempre intimamente coinvolto con crescente impegno personale fino a manifestare evidenti commozioni e lacrime di fronte a fallimenti della Medicina. Il medesimo impegno offrì volontariamente nell’assistenza a donne e bambini stranieri, indipendentemente dalla loro condizione e posizione in Italia, e nel ruolo di coordinatore scientifico del Consultorio regionale dell’Emilia-Romagna contro gli abusi sui minori.
Uno scritto di Simone Weil del 1942 (Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano), che coincide con l’impegno personale nella Resistenza francese antinazi-fascista e la sua morte imminente avendo rifiutato i necessari privilegi per combattere la tubercolosi di cui era gravata, rappresenta bene, a mio parere, l’idealità e l’operato di Massimo che hanno caratterizzato l’intera sua vita a partire dal movimento studentesco del ’68. Ciao Massimo!!!
“Vi è una realtà situata fuori dal mondo, vale a dire fuori dallo spazio e dal tempo, fuori dall’universo mentale dell’uomo e da tutto ciò che le facoltà umane possono cogliere. A questa realtà corrisponde, al centro del cuore umano, l’esigenza di un bene assoluto che sempre vi abita e non trova mai alcun oggetto in questo mondo. Essa, la realtà, quaggiù, è resa manifesta dalle assurdità, dalle contraddizioni insanabili contro le quali urta sempre il pensiero umano quando si muove esclusivamente in questo mondo. Come la realtà di questo mondo è l’unico fondamento dei fatti, così l’altra realtà è l’unico fondamento del bene. È unicamente da quest’ultima che discende in questo mondo tutto il bene, ogni bellezza, ogni verità, ogni giustizia, ogni legittimità, ogni ordine, ogni subordinazione del comportamento umano”.