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“La speranza è un atto di volontà: continuiamo a criticare, decostruire e costruire! Naturalmente IDEE, non miserie!!!”

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di Giancarla Codrignani, politologa, giornalista, già docente e parlamentare

      Santo Natale: gli auguri della newsletter! Per un mondo di pace, ovvero la speranza. Ma la speranza è un atto di volontà. Quindi continuiamo a criticare, a decostruire e a costruire! Naturalmente IDEE, non miserie. ****** I regali: c’è chi se li fa scegliere da Chat GPT. Senza vergognarsi di non volere più “perdere tempo” a pensare ad amici e parenti con le loro personalità conosciute da loro meglio che da una macchina. Comunque si vendono maglie che ti dicono se nei tuoi impegni sportivi sei un campione o una schiappa. ****** Mattarella come un giovane scoraggiato: “Pochi soggetti con immense disponibilità finanziarie, che guadagnano 500 volte la retribuzione di un operaio o un impiegato. Grandi società che dettano le loro condizioni ai mercati al di sopra dei confini e della autorità degli Stati e delle organizzazioni internazionali. Si persegue una ricchezza come fine a se stessa e che consente di essere svincolati da qualunque effettiva autorità pubblica”. ****** Ma si tratta di dare ai giovani un orizzonte, se siamo preoccupati per lo stato delle democrazia e non riusciamo a uscire dalla contingenza e a coltivare pensieri lunghi: i giovani “si confrontano con stupore e disorientamento con le immagini e le parole della guerra…occorre una approfondita riflessione sui danni che questa deriva emotiva può produrre nel lungo periodo sulle donne e gli uomini di domani.” ****** Immigrazione. In Europa paura che arrivino i siriani. E’ tema centrale su cui ci si gioca il consenso politico: inutile girarci intorno. Ci vogliono regole: come per le tasse è necessario una norma finanziaria europea, così l’Europa deve fare chiarezza a se stessa: i diritti umani non sono astratti, si pagano se ci si crede. Ma secondo regole comuni. ****** Civiltà: lo Zimbabwe ha abolito la pena di morte. ****** Libertà d’opinione: la manifestazione di sabato è stata un successo, decine di migliaia di persone, soprattutto giovani, grande attenzione sulla scuola. Sostegno del PD, ma si vorrebbe renderla essenziale alla cultura dei principi progressisti, anche per conseguire unità non strumentale. ****** Ma questo governo, questa premier non tollerano la libertà di stampa perché non gli va la libertà di pensiero: il governo è solo “il comando”. E non possono accettare che la magistratura rappresenti un potere indipendente: il problema (più per noi che per loro) è la Costituzione. ****** Cultura. Il rettore dell’Università di Bologna: “calo dei finanziamenti e aumento delle spese per il personale…la coperta corta entro pochi anni non reggerà più” e non sono solo gli Atenei! ****** Spesa Pubblica dell’Unione Europea: Stellantis ex Fiat e Volkswagen reggono a fatica l’urto cinese nella produzione di macchine sostenibili e senza aiuti dello Stato e riequilibrio dell’occupazione si va a licenziamenti di massa. Dice Milano Finanza che nel frattempo l’Europa e i 27 hanno sostenuto l’Ucraina investendo a vario titolo 124 miliardi. Senza fare una piega…. ****** Luciano Barca: “Il piano Draghi? Un danno per l’Europa”. Meglio la politica di questa Commissione (Von der Leyen bis)? Non facciamo i Mélanchon. La Schlein può astenersi dal parlarne, ma non possiamo continuare a prevedere la perdita dell’economia sociale dentro scelte di guerra. ****** Le cancellerie europee si preparano a ricevere le richieste di Donald Trump sulle spese militari a carico di noi europei. Un’accelerazione sulla difesa non è ancora pienamente condivisa tra gli Stati, divisi sui metodi con cui finanziare il riarmo europeo tra l’instabilità franco-tedesca, la linea dura della Polonia e le decisioni dell’Italia. ****** 23 febbraio 2025: elezioni in Germania (non ci sono stati miracoli). ****** In Italia i cattolici: la Cisl si allea con “Ditelo sui tetti” – gruppo di un centinaio di associazioni cristiane – che prevede tappe di un percorso sociale dedicato ai temi della maternità, le policies per la famiglia, il welfare aziendale, la partecipazione politica dei lavoratori, la libertà educativa. Un grosso allarme: si tira alla vecchia Dc di destra. ****** Anche se è Natale, la situazione richiede chiarezza e difesa della democrazia progressista. Se a Brescia c’è stato un tentativo di occupazione mediante dimostrazione pubblica molto concreta e cinque giorni dopo, alla vigilia di una manifestazione antifascista, sono comparse nella notte svastiche sui muri del centro storico. Manifestazioni che sono tante, troppe. ******  Legge di bilancio 2025: bonus aumento (o rimborsi) per stipendi ministri non parlamentari; bonus elettrodomestici per rottamare frigo e lavatrici, rimborso attività sportive o ludiche per figli fino a 14 anni. Poi il VERO SCANDALO 50 MILIONI NEL 25 (ALTRI DIECI ANNUALI A PARTIRE DAL ’26) PER LE SCUOLE PRIVATE che accolgano disabili. ****** La coalizione di governo mostra qualche segno di nervosismo – nelle pieghe del bilancio troppe le “beneficenze” ad amici degli “oligarchini” italici. La signora Melloni che si è esibita alla conclusione di Atreiu nello stile con cui intervenne alla destra spagnola il primo anno di governo (intonazione e gestualità veterofascista), ma in Parlamento ha degradato l’istituzione. ****** Se Salvini fosse condannato la Lega scenderebbe in piazza (dice). Dopo i tre anni definitivi a Sarcozy, voglio vedere come fanno. ****** La Nato ha invitato in Estonia il summit dei dieci capi di Stato e di governo appartenenti alla Jef (Joint Expeditionary Force, a guida britannica per la sicurezza Nord Europa e Baltico) per confermare il sostegno all’Ucraina. Ovviamente non solo. Ma toccherebbe alla Commissione convocare sulla sicurezza dei nordici che sono nell’Unione. La Gran Bretagna che vuole superare la Brexit veda come fare, ma la Nato deve cedere il potere politico. ****** Dovrà essere in funzione nel 2035, ma ci impegniamo a progetti di superguerra. È stato firmato a Londra l’accordo per una joint venture entro l’estate 2025 tra Leonardo, BAE Systems e Jaiec, che produrranno il Gcap, il caccia del futuro di sesta generazione. Lo pubblicizzano ormai a paginate: fra dieci anni ancora la guerra: ****** Perché la guerra non fa più notizia. Vi meraviglia se ogni giorno muore qualcuno, qualche bambino a Gaza? Che Israele bombardi lo Yemen è sorprendente? Che, approfittando dello strato mutamento in Siria abbia occupato il Golan era davvero un caso? Dire che “andiamo male” è moralistico…. ****** Invece nuova l’umiltà repentina di Zelensky: “non abbiamo le “forze” per conquistare Donbass e Crimea”. Lo sapevamo tutti che, se per “forze” intendi “uomini” saresti arrivato a 200mila morti e a minacciare l’arruolamento dei diciottenni. Passava di lì Blinken che ha reso operativa la base americana in Polonia a 200km da Kaliningrad. Con l’intimidazione ai russi e qualche incoraggiamento agli ucraini, tocca a Biden il merito della “pace”. ****** Zuckenber e Bezos sono d’accordo di mettersi al servizio di Trump: i grandi poteri della comunicazione prendono posizione politica. Le donazioni saranno fatte al fondo di inaugurazione della cerimonia di insediamento del neopresidente, promessa e premessa di collaborazione con la prossima amministrazione. ****** Corea del Sud: votato l’empeachment del presidente Yoon, che “non si arrenderà mai”. La storia della divisione di un paese che voleva restare unito ha conseguenze non solo nel dispotismo del Nord, ma anche nelle fatiche della democrazia. ****** Unità della sinistra: i principali partiti di sinistra e progressisti Colombia — Colombia umana, fondato dal presidente Gustavo Petro, il Partito comunista, il Polo democratico, l’Unione patriottica e i Progressisti — hanno concordato di costituirsi in un unico movimento politico denominato “Patto storico”. L’obiettivo è una forza unica in vista delle elezioni presidenziali e legislative del 2026. Per il Senato, la coalizione presenterà una sola li-sta, mentre ne avrà 34 alla Camera, una per ognuno dei 32 di-partimenti in cui è suddiviso il Paese, una per la capitale Bogotá e una per la circoscrizione dei colombiani residenti all’estero. Il candidato per le presidenziali verrà scelto con le primarie. ****** Niente Vignette, i Presepio o Babbo Natale davanti all’ albero non vanno turbati. Facciamoci gli auguri, tutti BELLI  ****** Approfondmento dall’intervento del Presidente della Repubblica che ha rivolto alle ambasciatrici e agli ambscitori   Siamo di fronte al paradosso di una società globale sempre più interconnessa e interdipendente che attraversa una fase in cui si affacciano nuovamente, con ricette stantie, le sirene del settarismo nazionalistico, etnico, quando non arbitrariamente religioso. Divisioni e fratture profonde si moltiplicano Viene spontaneo chiedersi quale posto abbia la diplomazia in questo contesto, rispetto ad atteggiamenti e a forze – anche di natura non statuale – che si propongono di intaccare la cornice di norme e di principi statuiti per assicurare ai membri della comunità internazionale interazioni stabili e ordinate secondo regole riconosciute e valide per tutti. Non è la prima volta nella storia che gli Stati vengono messi in discussione nella loro capacità di perseguire e garantire gli interessi dei popoli e, quindi, dei loro cittadini. Tema che appare di rinnovata attualità a fronte di operatori internazionali svincolati da ogni patria, la cui potenza finanziaria supera oggi quella di Stati di media dimensione, e la cui gestione di servizi essenziali sfiora, sovente, una condizione monopolistica. Unione Europea e Alleanza Atlantica – come ricordava poc’anzi il Ministro – hanno segnato e segnano nel profondo la collocazione della Repubblica nello scenario internazionale. Dalla coerenza di queste scelte è derivata larga parte dell’autorevolezza conquistata dall’Italia con la ricostruzione morale e materiale del Paese all’indomani della Liberazione. La stabilità di un posizionamento la rinveniamo – come ho appena richiamato – nei principi definiti dalla Costituzione, agli articoli 10 e 11. Diritto di asilo per lo straniero cui venga impedito nel suo Paese l’esercizio delle libertà democratiche, ripudio della guerra, perseguimento di pace e giustizia tra le nazioni anche attraverso limitazioni alla sovranità, in condizioni di parità con gli altri Stati. Di qui l’integrazione d’Europa, le Convenzioni internazionali, di qui le Corti di giustizia che ne sono derivate, a tutela dell’applicazione degli ordinamenti. Globalizzazione e digitalizzazione hanno reso il mondo molto più interconnesso e interdipendente e più vicine le sue varie parti. Se ne è avvantaggiata la conoscenza reciproca e, contemporaneamente, è emersa nuovamente la pretesa di alcuni governi di calare cortine sui flussi di informazione e sulle relazioni tra i cittadini di vari Paesi o di incidere negativamente su di essi attraverso ostili strumenti di manipolazione delle informazioni e di condizionamento di opinione. La diplomazia ha il non facile compito di analizzare e comprendere costantemente la realtà internazionale, i movimenti al suo interno, e di costruire proficue relazioni con i nostri interlocutori esteri a tutela degli interessi fondamentali della Repubblica e di quello generale della Comunità degli Stati. Le gravi situazioni di conflitto che colpiscono il nostro vicinato, così come numerose altre regioni del mondo, vedono i problemi della sicurezza e della stabilità al centro delle preoccupazioni. Tornare a investire risorse umane e intellettuali nella funzione diplomatica della mediazione è, dunque, opera di grande utilità. L’arduo sentiero della pacificazione prima e della costruzione della pace dopo, è pieno di contraddizioni, ritorni, riproposizioni, pause. Basta pensare al cessate il fuoco in Libano. L’intesa che abbiamo accolto con sollievo pochi giorni addietro ripropone, in sostanza, quanto previsto dalla Risoluzione 1701 del 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Mai pienamente attuata. Su quella base, sebbene troppo fragile per incidere sulle cause profonde del conflitto, tenaci negoziatori hanno saputo inserire una dinamica positiva, anche rilanciando il ruolo della Missione UNIFIL delle Nazioni Unite. La diplomazia conosce il valore prezioso dei piccoli passi. Quello compiuto in Libano ci porta a sperare di poter sperare per Gaza. Occorre ottenere finalmente la liberazione immediata degli ostaggi israeliani. Occorre porre fine alle disumane sofferenze della popolazione civile della Striscia e poter farvi giungere aiuti immediati. Ciò vuol dire non limitarsi a soluzioni contingenti, pur se preziose in quanto permettono di salvare vite umane. Mediare, attività preziosa, non significa rinunciare a obiettivi ambiziosi.   Disiscriviti   |   Gestisci i tuoi abbonamenti   |   Blog www.vorreicapire.it
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