
di Sauro Sassi, Bologna
Piccola storia di Natale. Ieri pomeriggio ho fatto una camminata con mia moglie. Tornando a casa, abbiamo visto un bus in arrivo e abbiamo corso per arrivare alla fermata. Lei è inciampata nel gradino del marciapiede ed è caduta di schiena, sbattendo la testa contro un muretto. Mentre cercavo di sollevarla e di tamponare il sangue che le colava si è fermato un signore che mi ha aiutato e ha chiamato il pronto soccorso. Ha voluto restare con noi fino all’arrivo dell’ambulanza. Un altro signore che passava ci ha detto che lui abitava lì vicino e ha chiesto se volevamo andare in casa sua per medicarsi. L’ambulanza è arrivata quasi subito e l’infermiera ha fasciato mia moglie, stendendola sul lettino, e l’ha tranquillizzata parlandole in modo sorridente. Al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore è stata messa in attesa. Le hanno assegnato un codice verde, non urgente, dato che era vigile e non sembrava aver riportato grossi danni. Nonostante la grande quantità di persone, è stata trattata con attenzione, e le infermiere hanno sempre risposto prontamente alle nostre richieste di aiuto e informazioni. Ho visto il personale, in gran parte femminile, che cercava di gestire al meglio tutti i ricoverati, tranquillizzandoli e aiutandoli. C’era un ragazzo di colore, molto giovane, non so cosa gli fosse successo. Era solo e le infermiere lo hanno aiutato, gli hanno portato da bere, poi una gli ha chiesto se aveva mangiato e, dato che lui non lo aveva fatto tutto il giorno, gli ha portato un piatto di riso, cercando di farlo parlare, chiedendogli anche come lo trattavano nel centro che lo accoglieva. In alcune ore mia moglie è stata sottoposta agli esami del caso e, non avendo riscontrato complicazioni se non qualche botta ed escoriazione, è stata dimessa. Questa piccola esperienza mi ha fatto pensare che in questo mondo feroce ci sia molta gente che, ancora, si comporta in modo umano, esercita la solidarietà, aiuta gli altri disinteressatamente. Lo penso da laico, oserei dire leopardianamente. E questo pensiero mi ha dato un po’ di speranza: che quelli che vogliono sempre farsi vedere, che sbraitano, che non hanno pietà, che pensano che ci sia una giustificazione per ammazzare innocenti, che salvare esseri umani sia un crimine possano prima o poi sparire ed essere sostituiti da un’umanità solidale, generosa, amichevole. Come potrebbe e dovrebbe essere.