
GIUBILEO
di Beppe Manni, Gazzetta di Modena 27 XII 24
A Natale il Papa apre la Porta Santa in San Pietro e proclama il Giubileo 12025.
Jubal era il corno che i sacerdoti di Gerusalemme suonavano ogni cinquant’anni (poi ogni 25) per annunciare l’anno del grande regalo del Signore nel quale i debiti dei poveri venivano cancellati e gli schiavi liberati. Negli anni infatti l’iniziale uguaglianza degli israeliti si era cancellata: un piccolo gruppo di ricchi opprimeva la maggioranza dei fratelli.
Gesù all’inizio della sua missione è consapevole di dare inizio ad una nuova era che lui chiama il Regno di Dio Cita Isaia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me… mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione, e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore (Lc 4,18). È un annuncio nuovo e lieto: un evanghelion.
Ricordo il famoso Anno Santo di Pio XII nel 1950: dopo la guerra il mondo cattolico lacerato aveva bisogno di essere ricompattato. Oppure i fasti del Giubileo del 2000 diretto da Wojtyla.
Il Giubileo è una cosa seria e impegnativa, ma nei secoli fu trasformato in un’operazione solo spirituale, una ‘perdonanza’ generale delle pene residue della confessione, attraverso le indulgenze, indulgere significa perdonare. Girava denaro e questo suscitò lo scandalo di Lutero nel 1500.
Ancora nel 2025 si parla di Porte, Pellegrinaggi, messe, confessioni, che a poco prezzo, ti regalano l’indulgenza per i vivi e per i tuoi morti che aiuti a liberarsi dal purgatorio e…ti fai perdonare tue mancanze nella vita nei loro confronti.
Si dimentica il Padre Nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo a i nostri debitori” parole che fanno proprio riferimento all’antico Giubileo. Dio ti perdona se noi restituiamo, condoniamo, non sfruttiamo i poveri. Ci riconciliamo.
Il papa nel documento di introduzione ‘La speranza non confonde’ fa in verità alcune proposte: amnistia e condono ai carcerati (non ai già ricchi), abolizione della pena di morte, cancellazione del debito dell’occidente verso i paesi poveri, meno spese militari, un atto gratuito… ecc. Ma chi lo farà? Anche perché il papa parla ai cattolici e la società laica non lo ascolterà pur ipercriticamente lodandolo.
Ai suoi fedeli potrebbe esigere per ottenere la indulgenza, non solo preghiere, visita a un santuario, ma opere concrete di giustizia. Affitti dimezzati per i poveri, abbassamento tassi di interesse, disponibilità di case sfitte…
Zaccheo un ricco usuraio incontrò Gesù e cambio il su cuore “Ecco, io do la metà dei miei beni ai poveri e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto” (Lc 19)
Solo così il Giubileo non sarà una grande delusione ma una luce che illumina la notte dei più poveri.