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Sempre più concreta la minaccia di una guerra mondiale?Siamo entrati nell’epoca Trump in forma ansiogena?

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di Giancarla Codrignani, politologa, giornalista, già docente e parlamentare

Il papa con grande sconforto constata: “Sempre più concreta la minaccia di una guerra mondiale. La diplomazia della speranza spazzi via le dense nubi dei conflitti con un rinnovato vento di pace”. Siamo sempre più nelle mani di popoli generalmente acculturati che votano le destre contro Giolitti nel 1924 e contro Weimar nel 1933. ****** In realtà siamo già entrati nell’epoca Trump in forma ansiogena. La presentazione appare demenziale se non fosse dichiaratamente politica. Il Canada ha problemi e Trudeau si è dimesso “Non si capisce perché dobbiamo regalare al canada oltre 200 mld all’anno per ricevere cose che non ci servono. immaginate quanto diventerebbe forte il Paese se togliessimo il confine artificiale che ci divide”. ****** Nazionalisti e sovranisti europei sono avvertiti: siamo all’imperialismo americano del 1823, quando il Presidente Monroe proclamò “l’America agli americani” per difendere gli Usa dagli antichi colonizzatori ispano anglosassoni che avevano concesso autonomie ai paesi latinoamericani a cui Monroe piacque pensando di essere anche loro americani. Era iniziato l’imperalismo Usa. Trump MAGA (Make America Great Again) perfeziona, minacciando il mondo. ****** La Groenlandia fin qui la più grande isola del mondo. Disgraziatamente posizionata sulle rotte artiche che vanno a sbattere nell’area di influenza cinese. E’ territorio della Danimarca? Serve alla sicurezza americana (forse anche europea e russa). Trump ha mandato il figlio a vedere se si può comperare. Se la Danimarca non negozia, “dazi molto alti”. Anche il canale di Panama: “Carter aveva sbagliato a darlo indietro ed è venuto il momento di riprenderlo”. Anzi, bisognerà che il Golfo del Messico prenda il nome giusto “Golfo dell’America”. ****** L’Europa deve urgentemente trovare un’intesa unitaria anche se siamo tutti destra per promuovere il sovranismo europeo, pena il fallimento di tutte le economie sotto lo schiaffo dei dazi. Le imprese innovative stanno trasferendosi negli Usa. Dobbiamo accettare la sfida dell’IA perché i singoli Paesi europei non hanno più la scala adatta per confrontarsi con i leader mondiali! ****** Quindi: Starlink inevitabile oppure è “il nemico”? “L’intesa sui satelliti con SpaceX è rischiosa. Per l’Agenzia Spaziale Europea “l’Italia resta partner di Iris2”, anche perché “Un miliardo e mezzo è un prezzo sorprendentemente alto. ****** Difficile anche ’l’impegno per la transizione energetica nel contesto globale: la sfida dell’Ue verte tra esigenze ambientali ed esigenze economiche. ****** E ancora “quindi” chiunque di sinistra o non dice alla gente che potranno non sapere se una news è vera o fake? E che bisogna comperare i giornali, salvare i giornalisti e difendere non la “libertà di stampa” dei giornalisti che “se la vanno a cercare”, ma la nostra libertà di opinione. ****** Prodi parla di “globalizzazione politica” per le tendenze che in generale inducono a privilegiare le posizioni estremiste sia di destra che di sinistra e la ricerca di posizioni forti. Non solo in Italia. ****** Dice infatti Ezio Mauro (Repubblica 05.01) delle pulsioni illiberali che agitano l’Europa e gli Usa persino nel populismo progressista: “l’obiettivo è la fuoruscita dall’alveo della cultura liberal-democratica che fino a oggi è stata comunemente considerata come l’ispirazione e l’espressione della democrazia reinsediata grazie alla sconfitta dei fascismi e di quello spirito costituzionale che ha dato forma alle istituzioni del dopoguerra nel rispetto del diritto ristabilito e dei diritti riconquistati”. ****** La nuova destra ci dice che “questa cornice novecentesca e questa sostanza di regole, vincoli e controlli hanno fatto il loro tempo”. Di fatto è così: si è permesso l’abbandono dell’osservanza delle istituzioni, a partire dal Parlamento e del voto, cioè il valore della rappresentanza. Difficile recuperare se “la sinistra” non ha mostrato che l’ideologia era fatta di ideali. Anche i diritti non sono dichiarazione di principi se non sono incarnati nei bisogni dell’anima. ****** Naturalmente la destra è la destra e – a prescindere da qual che dicono – favorisce i ricchi. Sappiamo che diventano sempre più ricchi mentre noi diventiamo sempre più poveri, ma è interessante un conteggio sui già abbienti che hanno azioni in borsa: l’1% degli americani possiede un numero di azioni quanto il 99%. ****** Il “caro-gas” ci costerà 20 mld. Senza rassicurazioni le imprese si troveranno nei guai. Sono le conseguenze delle guerre: secondo Trump dovremmo dare più del 5% al bilancio della difesa. Per ora, fortunatamente, l’Italia è all’1,7. ****** La Germania ha desertificato il suo modello industriale. La transizione ha infatti amplificato i problemi di un ecosistema autoreferenziale. Mentre gli effetti della crisi riguardano oltre 400.000 persone in Europa e alla fine pagano sempre i lavoratori. ****** Austria. il nuovo governo, per la prima volta la vittoria relativa del Partito della Libertà Austriaco (FPÖ) di estrema destra ( 57 seggi) più forte del Partito Popolare, cerca di imporre la sua linea. sembra una buona cosa che il card.Christoph Schönborn, il rabbino capo Jaron Engelmayer e il presidente della comunità religiosa islamica in Austria, abbiano firmato La Dichiarazione di Vienna nella convinzione che a Vienna “tutti lavorino instancabilmente per mantenere una convivenza pacifica e rispettosa nella nostra città” contro “ogni forma di discriminazione  e minaccia alla vita religiosa” e giustificazione della violenza. ****** Le industrie delle armi nel mondo avevano accresciuto il guadagno del 4,2% nel 2023. Gli Usa sono in testa: più della metà dei profitti mondiali. Asia e Oceania +5,7%: in testa la Corea del Sud (le 4 aziende top + 39%) e il Giappone (+35). ****** Qualche problema di rispetto delle leggi in materia di finanziamenti elettorali in Sardegna. Il costo delle campagne elettorali rivela che il denaro conta spesso più delle persone. All’avanguardia troviamo gli Stati Uniti dove, sommate tutte le spese, si calcola che la campagna elettorale che ha portato Donald Trump alla Casa Bianca, sia costata oltre 16 mld. di dolllari. In Italia facciamo conto di non saper che cosa sono le lobbies. ****** Siria. “Non considero i siriani cristiani una minoranza ma una parte integrante e importante della storia del popolo siriano. Ho vissuto a lungo nel Governatorato di Idlib, dove ho conosciuto l’impegno di due suoi confratelli, padre Hanna e padre Loai, a favore della popolazione di quell’area. Hanno aiutato e sostenuto tutti coloro che si rivolgevano a loro senza nessuna distinzione. Ho provato stima e rispetto per loro”. Il Vaticano sembra fidarsi delle parole del nuovo leader siriano, Ahmed al-Sharaa. Il quale non dà la mano alla ministra tedesca: premessa di un altro califfato integrista? ****** Il Libano dopo “due anni di vuoti istituzionale” ha eletto il gen. Joseph Aoun 14° Presidente della Repubblica. Deve essere secondo la Costituzione un cristiano maronita. Cessata l’opposizione di Amal ed Hebollah (dopo un intervento dell’Arabia Saudita, sunnita). ****** Anche in Africa aumentano le attività criminali: pirateria navale e informatica sono le minacce più pressanti. Lo denuncia Workneh Gebeyehu, segretario generale dell’Igad (Autorità per lo sviluppo regionale) durante il forum organizzato il 17 e il 18 dicembre in Kenya sulla cooperazione contro le minacce transnazionali alla sicurezza, ****** L’Africa Corps russa sta utilizzando la Libia come hub per le operazioni nel continente africano, mentre il Cremlino negozia con il generale Haftar per assicurarsi una base navale alternativa a Tartus. ****** Biden ha deciso di bloccare la vendita del colosso della siderurgia Us Steel alla giapponese Nippon Steel (che non ha legami con la Cina), un’operazione da 14,1 miliardi di dollari per ragioni legate alla sicurezza nazionale. Trump si era già espresso a favore del blocco alla vendita. Il GeoEconomics Center dell’Atlantic Council ha evidenziato che un eccesso della sicurezza che può giustificare interventi di competitività economica o favoritismi, concentrazione di potere politico dell’esecutivo e limiti alla competizione con la Cina, contro l’approccio multilaterale finora in uso (che piace a Trump). ****** Flussi migratori in transito dai Balcani a Trieste: un’indagine di Repubblica denuncia che sono stati abbandonati alle bande criminali che ricattano e malmenano controllando di fatto il territorio. ****** Circa 2,7 milioni di guatemaltechi vivono negli Stati Uniti, ma solo 400.000 hanno i documenti per lavorare negli Usa. Trump ha garantito che realizzerà “la più grande operazione di deportazione nella storia degli Stati Uniti”: l’ingresso di stranieri privi di documenti attraverso il confine con il Messico “è invasione”. ****** Marck Zuckerberg, ha annunciato una serie di modifiche alle politiche di moderazione dei contenuti sulle piattaforme di Meta, anche la chiusura del programma che argina la circolazione di notizie false su Facebook e Instagram. Per rimanere sul mercato e non essere tagliato fuori da Musk. La Commissione dovrà collaborare con le piattaforme? ****** La Nobel per la pace (2014) Malala Yousafzai tornerà in Pakistan, a Islamabad per partecipare a un convegno sull’istruzione femminile nelle comunità musulmane. “Parlerò della protezione del diritto di tutte le ragazze ad andare a scuola e del perché i leader devono ritenere i talebani responsabili dei loro crimini contro le donne e le ragazze afghane”. ****** La vignetta Il Vernacoliere tascanaccio incomincia così:
Trampa vole Marina di Bibbona, ma Livorno frena: bevi meno ponci. E Elo Maske punta a Pisa!”
****** Approfondimento il “caso Pelicot”. Un caso giudiziario del 2024 che resta memorabile perché coinvolge il sospetto che il diritto non riguardi le donne. In Francia, nel piccolo centro provenzale di Mazan, sono stati condannati 51 uomini perbene, giovani o meno giovani, per aver abusato di una donna anziana sedata dal marito e dal medesimo offerta agli stupri altrui. La vicenda nell’anno di grazia 2024 non è la trama di una novella sfuggita al Boccaccio, ma la pubblicistica l’ha già lasciata cadere nel silenzio.
Il caso, scoperto perché il sequestro del cellulare dell’uomo ha evidenziato le registrazioni degli stupri subiti nel sonno dall’anziana dormiente. Provavano inoppugnabilmente fatti che sconvolgevano prima di tutti l’ignara signora, moglie e madre di figli viventi in un ménage tranquillamente “felice”. La scoperta ha portato alla luce il sospetto che, oltre alle ubriacature forzate dei soliti stupratori serali, esistano anche le sedazioni domestiche: una figlia Pelicot – nel famoso cellulare c’era una foto di lei nuda – ha sospettato di essere stata anche lei sedata. E sono venuti alla luce altri casi.
Ma è stata Gisèle Pelicot, anni 72, a decidere di superare il trauma denunciando senza reticenze e falsi pudori l’ignobile violenza rendendo pubblica la vergogna, non sua ma di chi aveva violato la sua dignità. Nell’interesse di tutte le donne. Per questo la sua testimonianza è un lascito. E, soprattutto, restano i problemi che ha aperto.
Il tribunale ha condannato Dominique Pelicot a 20 anni, gli altri 51 a pene varie e qualche proscioglimento. Lasciando ai giuristi (e alle giuriste) la lettura degli atti e delle sentenze presumibilmente reperibili senza difficoltà, salta agli occhi la diversa concezione dei delitti e delle pene della cultura delle donne, già ampiamente evidenziati dai grandi dibattiti pubblici ai tempi delle leggi sull’aborto, il matrimonio riparatore e la violenza sessuale. Dominique ha chiesto perdono a una moglie “amata moltissimo” riconoscendosi colpevole di tutti i reati di cui era accusato: “avevo una dipendenza, avevo dei bisogni che ho soddisfatto da egoista “sedandola senza farla soffrire”: “sono uno stupratore, lo sono come loro”, quelli che la moglie gliela stupravano davvero e che in tribunale cercavano di cavarsela dicendosi convinti che fosse tutta una commedia con il buon accordo della signora. Non stiamo a scomodare Freud per un uomo certamente disturbato che aveva avuto tempo per curarsi ma che ha trascorso una vita nel lavoro e nella società senza ricorrere al crimine tranne che in famiglia. Nel longform di Anais Ginori in Repubblica del 15 dicembre 2023 compariva però la trascrizione di una dichiarazione eccezionalmente grave “volevo sottomettere una donna ribelle”. Senza forzarne la lettura l’ammissione rivela un uomo, tradizionalmente “capo della famiglia” che aveva mal sopportato le libere ragioni della sua compagna, spesso migliori delle sue e vincenti. Non può essere presentata come un’attenuante.
Ma i giudici, soprattutto maschi (il diritto è fondato sul modello unico, come se le donne non avessero dritti propri) che idea di giustizia avevano nel discutere le “misure” della pena? E come hanno registrato le fasi dell’azione penale per scoprire le ragioni dei crimini? A che concetto di famiglia si riferivano? Articoli del codice? Le penalizzazioni sono accettate dalle donne per il loro valore simbolico convenzionale, ma vengono percepite inerti a cambiare il costume perché il soggetto “donna” è accompagnato dallo stigma che ne limita o deforma la dignità di persona. In tribunale la donna è ricondotta alla condizione di vittima e la sua dignità non è risarcibile da un anno di condanna in più o in meno, quando spesso è in gioco la sua parola. Anche per questo rinuncia a denunciare indotta dal pregiudizio, insito nel diritto, che non ne rappresenta l’autonomia.
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