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I super ricchi hanno già consumato tutta la CO2 che spetta loro nei primi 10 giorni del 2025

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I super ricchi hanno già consumato tutta la CO2 che spetta loro nei primi 10 giorni del 2025

Germana Carillo,

Secondo Oxfam, l’1% più ricco ha bruciato la propria quota del bilancio globale annuale del carbonio – la quantità di CO2 che può essere aggiunta all’atmosfera senza spingere il mondo oltre 1,5°C di riscaldamento – già nei primi 10 giorni del 2025

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In 10 giorni, l’1% della popolazione più ricca del Pianeta ha già emesso la quantità di CO2 che avrebbe dovuto produrre in un anno.

È il dato che emerge da una nuova analisi di Oxfam, che prende di mira gli “stili di vita eccessivi” dei super ricchi: in meno di una settimana e mezza, le abitudini di consumo di un individuo appartenente a questa élite avevano già causato, in media, 2,1 tonnellate di emissioni di anidride carbonica.

Leggi anche: Èlite inquinante: sono i super ricchi i più grandi responsabili delle emissioni di CO2

Il bello? Ci vorrebbero tre anni per creare la stessa quantità di inquinamento, dimostrando che siamo ben lungi dal raggiungere gli obiettivi necessari per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Questo allarmante traguardo, soprannominato da Oxfam stessa “Pollutocrat Day” (Giorno dell’inquinatore), sottolinea come il collasso climatico sia guidato in modo sproporzionato dai super ricchi, le cui emissioni superano di gran lunga quelle della gente comune.

L’1% più ricco è responsabile di più del doppio dell’inquinamento da carbonio rispetto alla metà più povera dell’umanità, con conseguenze devastanti per le comunità vulnerabili e gli sforzi per affrontare l’emergenza climatica.  Solo nei giorni scorsi, d’altronde, i dati del servizio Copernicus per i cambiamenti climatici dell’UE hanno mostrato che il 2024 è stato il primo anno a superare la cifra di 1,5°C.

L’aumento delle temperature ha portato a una crisi emergente di eventi meteorologici estremi, dalla siccità agli uragani alle ondate di calore, portando a un aumento dell’insicurezza alimentare, alla perdita dell’habitat della fauna selvatica, alla scomparsa dei ghiacciai, all’innalzamento del livello del mare e a una serie di altri effetti. E, in ultimo, ai devastanti incendi in California di questi giorni.

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