
di Luigi Campanella, professore emerito nell’Università La Sapienza di Roma
Credo che la chimica abbia molto contribuito allo sviluppo della nutraceutica:alimenti consumati non solo per le loro capacità alimentari e nutrienti,ma anche per la protezione della salute e per la conseguente riduzione dell’assunzione di farmaci.Il principio si basa su una serie di valutazioni composizionali ed energetiche alle quali i metodi chimici hanno dato un contributo essenziale.
L’abuso,non l’uso,di farmaci ha avuto conseguenze negative da diversi punti di osservazione:drammatico aumento dei residui di farmaci e loro metaboliti nei rifiuti urbani, correttamente o peggio abusivamente smaltiti,spreco di danaro, effetti igienico sanitari negativi come la resilienza degli agenti virali e la resistenza dei ceppi batterici agli antibiotici.
Questo discorso fino a qualche anno fa non teneva conto di un altro aspetto pure largamente citato,sostanzialmente da sintetizzare nel detto “non esiste la malattia, esiste il malato”,nel senso che la stessa patologia agli stessi livelli di gravità produce effetti diversi sulle persona in relazione a particolari elementi personali sociali,ambientali, genetici
Tutto ciò ha portato alla nascita di una medicina personalizzata,sulla base della quale viene in certi ambienti contestato il ricorso alla sperimentazione animale, e nel campo della neutraceutica,e da essa derivata,della nutrizione personale.Al pari della reazione ai farmaci anche quella agli alimenti è fortemente influenzata dala reazione personale e da tutte le condizioni che la determinano. A lungo tempo si è parlato di alimenti funzionali,più però come prodotti integratori che,partendo da un alimento,consentono di produrre un cibo funzionale al superamento di una patologia.La nutrizione personale è qualcosa di più complessso:il suo obiettivo è la creazione di diete personalizzate, nelle quali il valore di un alimento è riposto non solo nelle sue capacità nutrienti,ma anche nel correlare il suo contenuto in termini di composti bioattivi (vitamine,fibre,minerali,probiotici)al benessere generale della persona.Sono questi composti in grado di potenziare il sistema immunitario del consumatore,dal che se ne comprende la variabilità degli effetti come elementi di una dieta,tenuto conto di quella del suddetto sistema.Frutta,verdura,cereali,fibra sono fra gli alimenti per i quali quanto detto assume un’importanza prevalente.Dalla nutrizione funzionale proprio in relazione a quanto detto è così nata la “nutrizione di precisione”,un campo della ricerca scientifica che studia la variabilità metabolica fra le persone.Essa considera la genetica,l’epigenetica, il.microbioma per sviluppare piani alimentari personali finalizzati al ripristino dell’equilibrio dell’organismo ed alla prevenzione delle malattie,in particolarè di quelle croniche,come diabete,obesità,patologie cardiovascolari, in relazione ai caratteri biomedici dell’individuo,ma anche del suo stile e ambiente di vita,dello eventuale stress e delle sue abitudini.Da chimico mi auguro che questo approccio da condividere largamente trovi ancora impegnata in prima fila la chimica nelle sue varie branche ciascuna delle quali può contribiire:dai metodi di separazione ed analisi alle reazioni simulate in.lab dalle valutazioni energetiche alla circolarità dei composti coinvolti.