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Bisogna scegliere: essere “protetti” oppure essere “protagonisti”?….”

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da Lectio magistralis di Mattarella a Marsiglia

estratto a cura di Mauro Bosi, Per IL BENE COMUNE

“…La distensione portò a un dividendo per la pace, che si espresse con sensibili riduzioni delle spese per armamenti, e una stagione di incontro, condivisione.

Fu l’avvio di una nuova architettura di sicurezza europea e mondiale.

Ancora una volta, dialogo e spirito di cooperazione prevalsero.

Cosa vuol dire?

Che la pace non è un dono gratuito della storia.

Che statisti e popoli, per conseguirla, devono dispiegarvi il loro impegno.

Che la pace occorre volerla, costruirla, custodirla.

Anche con la paziente messa in campo di misure di fiducia.

Basti pensare alla vera e propria batteria di accordi e trattati internazionali che, nei decenni, l’hanno corroborata.

Cosa rimane di tutto ciò?

Passo dopo passo, i principali protagonisti hanno, dapprima, iniziato a violarli e, poi, a denunciarli.

Quale diventa, quindi, il prezzo della sicurezza? La minaccia dell’uso, se non la pratica, della violenza?

Si tratta di interrogativi che riguardano, in primo luogo, proprio l’Unione Europea.

L’Europa intende essere oggetto nella disputa internazionale, area in cui altri esercitino la loro influenza, o, invece, divenire soggetto di politica internazionale, nell’affermazione dei valori della propria civiltà?

Può accettare di essere schiacciata tra oligarchie e autocrazie?

Con, al massimo, la prospettiva di un “vassallaggio felice”.

Bisogna scegliere: essere “protetti” oppure essere “protagonisti”?….”

……Servono idee nuove e non l’applicazione di vecchi modelli a nuovi interessi di pochi.

Le università sono candidate a far emergere queste idee.

Care studentesse e cari studenti,

la storia è incisa nei comportamenti umani.

Il futuro del pianeta passa dalla capacità di plasmare l’ordine internazionale perché sia a servizio della persona umana.

Le scelte di multilateralismo e solidarietà di oggi determineranno la qualità del vostro domani.

Si tratta di non ripetere gli errori del passato, ma di dar vita a una nuova narrazione.

Soltanto insieme, come comunità globale, possiamo sperare di costruire un avvenire prospero, ispirato a equità e stabilità.

Vi auguro, auguro a ciascuno di voi, ogni successo negli studi che state approfondendo, con l’auspicio che vi conducano a essere attori consapevoli e partecipi della comunità internazionale.

Auguri!  “

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