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Inutile il 40% di esami Rx effettuati

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Inutile il 40% di esami Rx effettuati

Sanità pubblica Redazione DottNet | 11/02/2025 18:11

“Oggi, fino al 40% degli esami di diagnostica per immagini, dalle tac alle risonanze magnetiche, è inappropriato. Si tratta cioè di esami in eccesso o inutili”. Si deve in parte al fenomeno della medicina difensiva, che spinge il medico ad un eccesso di prescrizioni, ed in parte al crescente invecchiamento della popolazione ed al conseguente aumento della richiesta di esami di diagnostica per immagini”. Tutto questa porta anche all’allungamento dei tempi per ottenere un esame, con il grave fenomeno delle liste di attesa: in alcuni casi, ad esempio per le risonanze magnetiche, rilevano gli esperti della Sirm, i tempi di attesa possono arrivare anche a 9 mesi.

Il tema è dunque la gestione delle risorse in ottica di sostenibilità. L’adozione di pratiche corrette, però, non si limita all’ottimizzazione economica, in cui rientra l’utilizzo ‘green’ dei macchinari di maggior consumo come la tac, ma riguarda anche la riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti che utilizziamo, dai device tecnologici fino ai mezzi di contrasto e ai materiali radiologici, per cui sono fondamentali anche accurate politiche di smaltimento e recupero. In questa visione rientra anche una maggiore digitalizzazione, che caratterizzerà gli ospedali del futuro, con un incrementato utilizzo di telemedicina e intelligenza artificiale”.

L’investimento previsto dal Pnrr per il rinnovamento delle attrezzature ospedaliere ad alto contenuto tecnologico porterà, entro il 2026, a supporto del Ssn oltre 3mila nuovi macchinari e ad oggi circa il 78% delle nuove apparecchiature acquistate con i fondi del Pnrr è già collaudato, ovvero in uso al cittadino. Secondo gli ultimi dati dell’Agenas, le grandi apparecchiature sanitarie in Italia rilevate sono 8.228; il 51% risulta in strutture pubbliche, il 44% in strutture private accreditate e il 6% in strutture private non accreditate. Il 34% delle grandi apparecchiature ha un’età minore o uguale a 5 anni, il 29% tra 5 e 10 anni, il 37% più di 10 anni.

Se pensiamo che in Italia, ogni anno, vengono eseguite 70 milioni di procedure di imaging, è evidente la rilevanza che riveste nella medicina moderna il medico radiologo, protagonista nella maggioranza dei processi diagnostici e terapeutici e nei processi di prevenzione secondaria dei tumori”. Inoltre, le apparecchiature di nuova generazione “rendono possibile fare radiografie all’avanguardia, eseguendo esami accurati e minimizzando i rischi dovuti all’esposizione alle radiazioni”, tuttavia “l’innovazione può essere la leva per un reale salto di qualità dei servizi sanitari solo a condizione che questa sia disponibile a tutti, rispettando i principi di equità e universalità sui cui si fonda il nostro Ssn, ed è questo il presupposto che deve guidare anche l’adozione dell’intelligenza artificiale in radiologia, che oggi sta aprendo scenari un tempo impensabili nella diagnosi precoce e nel supporto alle decisioni cliniche.

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