
Festival di Sanremo: “Trionfa la rassegnazione”
Se il Festival di Sanremo è davvero lo specchio del Paese, forse c’è poco da star sereni secondo Aldo Grasso. Il critico televisivo del Corriere della Sera si interroga sul successo della kermesse canora, il giorno dopo la vittoria di Olly per un soffio davanti a Lucio Corsi. Certo a guardare la classifica finale, c’è da chiedersi se ancora può reggere l’eterna metafora per descrivere Sanremo: dietro Olly e Lucio Corsi c’è Brunori Sas, addirittura davanti a Fedez anche nel televoto; e infine Simone Cristicchi, che assieme a Tony Effe ha avuto almeno il merito di sollevare qualche dibattito in questo soporifero Festival.
Sarà, ma è anche vero che a vincere questo Festival più di Olly sembra essere stata la rassegnazione, come ricorda Grasso: «Ci lamentiamo, ma non chiediamo di più: basta che treni e canzoni siano in orario». E già sui treni ci potremmo accontentare. Quel che viene del tutto escluso, insiste Grasso, è «il miglioramento». Un fenomeno da cui i più giovani non sembrano esclusi, spiega Grasso, quantomeno per l’abitudine lentamente imposta dalle dinamiche dei social: «Ci si abitua a tutto e il dissenso scatena solo furie distruttive». E però il successo di Sanremo esiste, almeno nei numeri record dello share e i milioni di telespettatori tra tv, smartphone e tablet. Insomma, lo specchio del Paese.