
Encomio per la coppia che ha concepito in carcere e anche per il bambino nato il 2 marzo… E questa volta encomio pure per i lavoratori penitenziari che “hanno vigilato poco” (?)
“Di respirare la stessa aria di un secondino non gli va, decise quindi di rinunciare alla sua ora di libertà”
Da una canzone di Fabrizio De Andrè
Prevediamo le obiezioni dei sofisti e degli azzeccagarbugli: il bambino non ha nessun merito; questa potrebbe essere anche una critica fondata , in realtà anche lui ha “collaborato” e comunque gli auguriamo salute e prosperità.
Nel dicembre 2023 la corte costituzionale (presidente il “bolognese” Barbera) veniva fulminata da una intuizione tardiva ma “geniale” : la Costituzione legittima, in alcuni gravi casi, la privazione della libertà ma questo non include la negazione della
affettività e della sessualità; la coppia in questione pur non avendo, forse, le conoscenze giuridiche dei giudici costituzionali ha non anticipato ma accelerato la esecutività della sentenza; anticipato in quanto se il bambino è nato il 2 marzo 2025 , elementari nozioni di medicina dicono che egli è stato concepito nel giugno del 2024 quindi molti mesi dopo la citata sentenza che diciamo “partorita” (usiamo questo termine visto che siamo sull’argomento) nel dicembre del 2023 è stata pubblicato nel successivo mese di gennaio; dunque la coppia ha esercitato un diritto sancito non solo dalla logica e dal senso di umanità ma anche dalla corte costituzionale; se i due coniugi avessero concepito prima del dicembre 2023 sarebbero stati ancora di più degli anticipatori e meriterebbero
comunque un encomio , anzi solenne ;
ora nonostante gli “allarmi” sulla denatalità e le paranoie su un paventato eccesso di nati da coppie di immigrati prendiamo atto che nessun esponente del governo italiano né nessun esponente della fragile opposizione ha proposto un encomio per questi valorosi coniugi ; c’era da aspettarselo: l’encomio comunque lo diamo noi e proponiamo al presidente della Repubblica di concederlo; piuttosto il “carcere” di Bologna, l’ufficio di sorveglianza ed altri tacciono sulla vicenda; come mai ? la domanda ovviamente è
retorica; addirittura qualcuno ha paventato indagini fiscali e , forse, provvedimenti disciplinari; bene: se gli agenti hanno vigilato male e poco meritano anche essi un encomio (minore di quello per i coniugi, ma comunque si sarebbero comportati “bene” se il fatto fosse davvero accaduto ) ; non diremmo la stessa cosa se avessero vigilato “poco” su una coltellata , su un pestaggio, su un
tentativo di autolesionismo; ma in questo caso la eventuale scarsa vigilanza sta bene; piuttosto occorre che la direttrice del carcere a nome del governo, del Dap e del magistrato di sorveglianza chiedano scusa alla coppia e anche a noi (in quanto anche noi come cittadini, diciamo “sensibili” , siamo perennemente esposti a distress derivanti alla constatazione della cronica, abituale , quotidiana negazione dei diritti della persone private dalla libertà); se il distress è altissimo per noi possiamo dedurre quanto lo sia per i diretti interessati ; perché chiedere scusa ?
abbiamo tutti una certa esperienza : un rapporto sessuale “merita” di essere agito in condizioni serene e confortevoli e non nelle condizioni in cui si è svolto quello giunto alle cronache; W.Reich sostiene che i rapporti sessuali frettolosi agiti nei portoni da giovani che non hanno i loro spazi predispongono al disturbo da ejaculatio precox; ora che il carcere della Dozza sia un luogo gravemente morbigeno lo diciamo dal primo giorno che il triste pachiderma di cemento fu aperto , negli anni ottanta; non a caso , da lungo tempo, la nostra proposta è “demolizione” ; quello che non si comprende è perché la direzione del carcere sia silente, perché la Ausl nella sua ultima visita , definita impropriamente “ispettiva” non ha “visto” il problema ? forse che la negazione del diritto alla sessualità non pregiudica il diritto alla salute psicofisica delle persone recluse ?
Come tutti sappiamo la corte ha dovuto nuovamente intervenire sul tema dicendo che la possibilità di agire affettività/sessualità non è una mera aspettativa ma un diritto;
perché i rappresentanti delle istituzioni e in particolare i rappresentanti delle “istituzioni totali”, e anche l’on.Meloni e l’on.Nordio, per non parlare di altri, tacciono ?
Anche il sindaco di Bologna tace: consegnerà alla coppia e al bambino la “turrita d’argento” fra qualche anno, magari quando il bimbo diventa maggiorenne ?
O forse “tutti” stanno aspettando la prova del DNA? Vogliono stare sul sicuro?
E’ ancora troppo forte lo stereotipo lombrosiano del “delinquente nato”; i coniugi potrebbero non aver detto il vero ?
Noi crediamo che l’atto sessuale dei due coniugi avrà la stessa rilevanza storica del gesto di Rosa Parks quando sedendosi nei sedili destinati ai bianchi dette un colpo mortale al razzismo negli USA.
Signore e signori che sedete nelle istituzioni, se fossimo stati al vostro posto (ma al vostro posto non ci sappiamo stare) se non
riuscite a rispettae i diritti umani , rispettate almeno le sentenze della corte costituzionale voi che ci proponete ogni giorno la vostra “legalità” fatta spesso di “lacrime e sangue” (ci riferiamo oggi in particolare alle carceri e ai ccpprr)
Vito Totire, portavoce centro F.Lorusso via Polese 30 40122 Bologna Bologna, 15 marzo 2025