
di Giancarla Codrignani, politologa, giornalista, già docente e parlamentare
| SABATO MANIFESTAZIONE A ROMA. Non per l’Ucraina, non per la Palestina, non per Israele, non per le donne, non per il lavoro la pace. PER L’EUROPA!!!!!!!!!!!!!! Eppure Emergency non partecipa “serve dire con chiarezza qual è l’idea attorno a cui vogliamo ritrovarci insieme”. ****** L’Europa della von der Leyen e della Lagarde e del Parlamento UE ha posto i dazi su banche e moto all’America prima di ricevere quelli promessi da Trump a chi “è cattivo con gli Usa”. Trump ha risposto “Alla fine vinceremo noi”, l’ego del vincere, non del bene degli americani. ****** I big europei hanno fatto i conti delle loro bombe nucleari: Francia 290, GB 225. E quelle che hanno gentilmente invaso i Paesi UE (Italia Ghedi e Aviano). Di proprietà Nato/Usa. MA SE NE BASTA UNA! Siamo alle solite del chi ce l’ha più lungo? ****** L’opposizione. Il Pd e la Segreteria che ha l’obbligo di pensare alla vocazione di governo dell’opposizione. Schlein non deve cadere nella trappola interna del fuoco amico e proporre il progetto Pd dentro il confronto parlamentare. Mi dispiace anticipare la vignetta di Elle Kappa come nota politica. “In questa drammatica svolta storica o si sta di qua o si sta di là”. “Sia di qua che di là è più inclusivo” ****** La “difesa europea”: si faccia, non in fretta. “per anni abbiamo detto che non si potevano spendere soldi per la lotta alla povertà…. per accogliere tutti i disperati in fuga….per lottare contro il degrado ambientale..e adesso esce fuori che possiamo spendere anche oltre 800 mldsenza neanche sapere in cosa e alcuna certezza che sia efficace….Riarmarsi in tutta fretta significa solamente acquistare sistemi d’arma dagli Usa e accentuare la diendenza. (su Domani, Innocenza Cipolletta) ******* Mattarella: le minacce nucleari si stanno moltiplicando con una sconsideratezza inquietante”. ****** In effetti l’inquietudine diffusa è il primo risultato della presidenza americana + Elon Musk + gli 800 mld del “riarmo”. Anche giornali, tv e social non alzino troppo i toni. ****** Dice il Sipri: “ben 107 i paesi che hanno comprato armi dagli Usa negli ultimi quattro anni e, per la prima volta in due decenni, la quota maggiore è andata all’Europa anziché al Medio Oriente”. Realistico anche che Il welfare rischia di pagare il prezzo delle spese militari ****** Alan Friedman – La Stampa 09.03 – da buon americano /pur democratico) giudica così: “Se davvero l’Europa riuscisse a mobilitare 800 miliardi di euro in quattro anni, sarebbe un punto di svolta. E tutto ciò verrebbe contabilizzato come spesa “fuori bilancio”, cioè escluso dal calcolo del deficit secondo le vecchie regole di Maastricht. Se effettivamente spesi, genererebbero una crescita immediata. Non sarebbe solo un investimento per la sicurezza dell’Europa, ma una terapia d’urto per l’Eurozona contro la recessione. La spesa per la Difesa ha un elevato moltiplicatore economico e generano effetti immediati”. ****** Trump: gli tolgo il nome all’inizio perché “vuole “fare paura e la gente sembra impressionabile”. Non bisogna dargli retta. Si dicono troppe cose. La Russia vuole attaccare l’Europa? ha altro da pensare ed è ridotta a chiamare i nordcoreani, però può intervenire con gli hacker. Bisogna dare armi all’Ucraina? se usiamo i miliardi, ci vorranno almeno sei mesi per mandargli i prodotti. Però dobbiamo aiutarli? Sì, si può; comperando armi dagli Usa. Bisogno comunque riarmare? ma a debito, a fondo perduto o a carico di spesa sociale, sanità, istruzione. Non abbiamo autonomia energetica? niente ricerca scientifica, niente sostenibilità dell’ecosistema, niente politica industriale europea. ****** Il suddetto va d’amore e d’accordo con Putin, che si presenta in tuta mimetica e cerca di essere all’altezza. Ma l’altro amico: “sanzioni se dice no”. ****** Ministero Pubblica Istruzione Usa: finanziamenti dimezzati. I poveri nelle mani di un dio che non è Trump e che saranno la decadenza vera dell’America di Trump. ****** Columbia University: tagliati i finanziamenti. Oggi arrestato il leader della protesta pro Palestina. ****** Gay, lesbiche, figurarsi lgbtq+. Il ministero della cultura americano li cancella e censura ovunque. Perfino dal fastigio della “bomba” di Hirsoshima. Aveva nome Enola Gay, nome e cognome della mamma dello sventurato pilota. Cognome sbagliato! ****** Affari e Finanza: “Trump, che errore lasciare alla Cina le chiavi del verde!” ****** Gaza: senza cibo, senza acqua, senza elettricità. Basta? ****** Russia l’educazione si fa ancor più patriottica e militaresca e repressione degli insegnanti liberali e democratici. Da quelle parti abbiamo visto il film “L’educazione siberiana” sulla Transnistria. ****** Groenlandia: fatto il referendum. Al lumicino la sinistra di governo, Eletto un presidente di destra moderata 29,9%) seguito da una destra/destra (24,5). Tutti per l’autonomia, anche se su Trump ci penseranno tra qualche anno. ****** Marocco: la buona educazione. Re Mohammed VI chiede che per la festa del sacrificio (di Abramo, che sacrifica un ariete al posto di Ismaele) non vengano sacrificati animali: la siccità ha già spopolate le coltivazioni e le greggi. Bisogna moderare i consumi straordinari. ****** Italia: davvero? “la beffa agli statali: scattano gli aumenti, ma cala lo stipendio. Italia 2: “Bonus giovani e donne” ma stop agli aiuti a chi assume… Italia 3: il governo chiude la chimica. E’ un errore? Per la Cgil sono 20mila posti di lavoro. Italia 4: non è solo colpa del governo: il Mezzogiorno è a rischio perché diserta i vaccini e esavalente obbligatori per i bambini ****** Italia e cose serie. Morto per infarto Carmine Gallo, alla vigilia di un incontro richiesto ai giudici dopo altri mentre era agli arresti domiciliari. Era alla guida dell’agenzia Equalize. Era stato protagonista di libri e film, accusato di far parte di un’organizzazione criminale di hacker che produceva dossier abusivi. Autopsia e sequestro di pc e cell. ****** Italia e PD: perché indugiare ad aprire un Congresso? Paura? Allungare sarà peggio. Le correnti? le correnti chi? obbligare Gentiloni? Sbagliato, meglio giocarlo alle future elezioni(a termini regolare della legislatura e al bis di Meloni?). ****** Passato l’ottomarzo. Cos’è l’ottomarzo? Visto a Bologna un enorme corteo con bandiere palestinesi. Messaggi fanno circolare vecchie manifestazioni di donne israeliane e palestinesi unite. Anche allora “minoranza” in quanto donne, oggi meno facile ma rimaste. Siamo noi che coltiviamo la divisione, ma la pace non è astratta: solo se la si vuole, poi arriva la giustizia. ****** Il trattato di non proliferazione che l’Italia non poteva firmare: le basi americane di Aviano e Ghedi contengono armi nucleari; ma oltre al Comando stanziato a Napoli, ci sono basi a Vicenza, Pisa e Sigonella. Se Trump se ne va dalla Nato c’è “paura” che si smantelli tutto. Contenti? Ci sono già le proteste di tutti i locali che lucrano sul mercato dei militari residenti…. ******* La Siria. Un altro caso Gheddafi? Prima di rallegrarsi per la scomparsa di Assad (rifugiato in Russia) bisogna avere della molteplicità dei problemi di quel paese da sempre. Adesso si ripresenta come polveriera e le diverse forze islamiste sono cerini accesi. La vittoria dei rivoluzionari — contro cui russi, iraniani e miliziani libanesi hanno combattuto per anni — complica ogni piano di carattere strategico azzardato dagli occidentali che hanno legittimato il presidente ad interim Ahmad al-Sharaa, già Mohammed al-Joulani”, qaedista leader di un gruppo terroristico. ****** Attacco hacker a X. Elon Musk, proprietario: “è partito da Kiev!”. Così si “sono resi vulnerabili i paesi che hanno avuto la dabbenaggine di ricorrere al suo sistema satellitare” (sempre Cipolletta). Attenta meloni! ****** Vignetta: niente, se Elle Kappa si è ridotta a giocare sui termini (affibbiati a Trump) bastone e iskariota! ****** Approfondimento: peccato di vanità (in ritardo di uscita, ma scritto due mesi fa, prima dell’ultimo Limes) IL SUDEST ASIATICO ROCCA Entrati nell’era Trump anche i politologi più affidabili hanno perso ogni certezza, anche se per tutti è ovvio che l’agenda americana ha in primo piano la Cina, l’avversario numero uno delle sfide future. Xi Jinping (ma non la Commissaria Ue) era stato invitato all’insediamento (e Xi inviò il vice). Già ricevuti il giapponese Shigeru Ishiba (”Metteremo a disposizione la piena forza delle nostre capacità deterrenti per la difesa del nostro amico e alleato al cento per cento”) e l’indiano Narendra Modi, referente con Australia e Filippine dell’Indo-Pacifico. Gli Stati Uniti d’America ormai non sono più interessati all’Europa sia pur Atlantica. Se comprerebbero in dollari la Groenlandia, hanno scelto i dazi per addomesticare i singoli paesi dell’Ue e distruggerla. Per tenere d’occhio la Cina anche da quella parte, Trump conserverà la Nato, strategica per gli europei finché non conteranno su difesa propria: dovranno, pagarsela, comprese le basi americane con il nucleare dentro. Per la verità è da un pezzo che il Sudest asiatico è diventato a più livelli strategico: il demone della guerra è sciaguratamente destinato a rimanere attivo e, al caso, spostarsi. Da qualche anno infatti il segretario della Nato Stoltenberg aveva moltiplicate le visite a Seul e Tokyo, mentre nel 2024 la nostra ammiraglia ha partecipato a manovre non lontano da Taiwan. il nuovo segretario, Mark Rutte, ha alzato il tiro: “il nemico è alle porte, vuole imporsi sulle democrazie liberali e ha i mezzi per farlo, la gente è spaventata, non vuole accettare che ci dobbiamo difendere e non è disposta a spese per la difesa”. Per questo auspica che l’Europa investa di più nelle risorse (la Polonia è già al 5%) in un sistema difensivo, “necessario”, anche se lo pagheranno i cittadini con tagli ai servizi. Intanto Bruxelles ha rafforzato le relazioni bilaterali con Tokyo – “partner di lungo corso negli ambiti della pace, della sicurezza e della difesa” e con i partner chiave nell’Indo-Pacifico, negoziando un aumento della cooperazione in settori quali la sicurezza marittima, la condivisione di intelligence e la risposta ad attacchi ibridi. L’Italia del governo Meloni nell’estate ’24 ha approvato il programma congiunto Gcap, Global Combat Air Program, relativo allo studio e produzione del supercaccia Tempest, di sesta generazione (si tratta più di un intero sistema tecnologico che di un aereo) prodotto da Italia, Regno Unito e Giappone per il 2035, dando evidentemente per scontato un futuro bellico. Il contenzioso Est/Ovest – nato fuori dalle contrapposizioni storiche Nord/Sud – oggi è tenuto in vita da una Russia che, per gestire il conflitto con l’Ucraina, è ricorsa a mercenari nordcoreani, mentre gli Usa del make america great again credono di ridiventare “ombelico del mondo” senza accorgersi che cinesi e arabi sono già in pista sulla via del futuro. Intanto la Nato è stata vista vagare verso il Pacifico dove l’America aveva già portato, nel 1950, a sfidare “l’impero del male” attraverso l’occupazione di un Sudest asiatico che usciva dalla seconda guerra mondiale e dal colonialismo. Allora l’attuale Corea del Sud fu al centro di un conflitto che portò il mondo sull’orlo della guerra nucleare. Una guerra che si inquadrava nel processo di decolonizzazione in cui, dopo la fine dell’occupazione giapponese (1945) la Francia aveva passato la mano agli Usa, e che portò alla divisione permanente di un paese geostoricamente unito. E, siccome l’altra metà si chiama Corea del Nord e fa paura, oggi si vede quale sia stato il risultato di una guerra che, incominciata male, costò due milioni e mezzo di morti, soprattutto civili. Tanto più se si considera il diverso esito della guerra contro il Vietnam uscito vincitore – il mondo intero si era mobilitato – dopo aver resistito per anni, perdendo centinaia di migliaia (si arriva a dire quattro milioni) di morti sul campo e sotto i pervicaci bombardamenti americani perseguiti anche durante i due anni successivi alla firma dell’armistizio – e oggi è un paese libero. Non era stato così per la Corea, che un coreano non vorrebbe separata per sempre, ma che è rimasta segnata dalla divisione. Che invece la Corea del Sud sia arrivata al settimo posto nell’indice di sviluppo umano ha comportato lunghe sofferenze per un popolo che Stati Uniti, Gran Bretagna e la Cina di Chang Kai-shek alla fine della seconda guerra mondiale, dopo la fine dell’occupazione giapponese, avevano previsto indipendente, ma che la mancata intesa con l’Urss portò alla divisione del 38° parallelo, demarcazione tra una sorta due specie di protettorati, sovietico al Nord e americano al Sud, teatro fin dall’origine già pronto per una guerra di fronte al pericolo del comunismo in un’area connotata dalla sfida Est/Ovest. Infatti, non appena Kim il Sung passò il confine, scoppiò la guerra finita con la divisione di un paese che voleva restare unito e oggi si confronta con l’inquietante presenza nucleare della Corea del Nord, comunista e antiamericana, ma che è pur sempre l’altra metà di un paese in cui nonni e bisnonni hanno nipoti sconosciuti dall’altra parte. Nonostante reciproche minacce e provocazioni (ultimamente Kim Jong-un spediva al Sud palloni stratosferici pieni di cacca e immondizia), le due Coree hanno mantenuto un’ostilità complice, caute a non superare i limiti: l’area è scomoda. Per questo la crisi che a dicembre si è aperta in Corea del Sud non è apparsa rilevante solo a noi europei che conosciamo da turisti la “tigre asiatica”, attuale concorrente del Giappone. Ma per i coreani democratici non è stato facile arrivare alla sesta repubblica, moderata, ma non più governata da despoti e militari. Dopo il 1945 il governo era rimasto nelle mani dell’uomo degli Usa, il reazionario Sygman Rhee, fino al 1960, quando dovette fuggire e i democratici poterono la seconda repubblica, subito stroncata dal colpo di stato del gen. Park Chug-hee che prese il potere e represse violentemente ogni opposizione politica combattendo contro il comunismo e favorendo la crescita economica del paese nel contesto internazionale. Fu deposto e ucciso nel 1979 dal risveglio della società civile che, dopo il massacro di Kwangju e la legge marziale ordinata da Chun Doo-hwan tornò alla normalità e a governi non certo progressisti, ragion per cui la terza, la quarta e la quinta repubblica hanno superarato solo in parte i traumi delle dittature e l’incubo della Corea del Nord. Con questo passato il tentativo di incriminare per insurrezione e abuso di potere il presidente Yoon Suk Yeol, che aveva ordinato arbitrariamente la legge marziale, ha riportato il timore della destra golpista. Tanto più che Yoon si era opposto all’arresto, richiesto dal Parlamento assediato, e si opponeva all’impeachment con la difesa delle forze di protezione presidenziale e le barricate dei sostenitori del Partito del Potere Popolare conservatore. “Per non provocare reazioni pubbliche”, dopo il voto a grande maggioranza del Parlamento e la sentenza di condanna della Corte costituzionale, è stato arrestato, nonostante gli sbarramenti di filo spinato predisposti dalle guardie presidenziali e i cortei contrapposti, pro e contro Yoon. Seul è rimasta percorsa da tensioni che il Partito Democratico (di opposizione, liberale) controlla fidando sulla certezza del diritto e sulla maggioranza parlamentare. Ma le rinnovate accuse ai democratici di intelligenza con la Corea del Nord – da cui sono piovuti missili balistici – mantengono i cittadini inquieti. La situazione può rientrare e ricomporsi, ma la Corea del Sud può diventare in qualunque momento il tallone d’Achille del Sudest asiatico. Troppo vicina alla Cina, troppo legata alla politica americana, può costituire un problema internazionale se mai si creasse un pretesto per strategie pericolose. Gli incidenti sono sempre possibili. |
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