
Ricordato Reuf Islami nel luogo dell’omicidio sul lavoro, via Ranzani Bologna
Diamo avvio ad un coordinamento nel nome di Reuf
Il 21 marzo, primo giorno di primavera , è l’anniversario della morte di Reuf Islami giovane immigrato “san papier” ucciso il 21 marzo 2002 in uno scavo di terra non protetto , ucciso dunque dalla omissione dolosa di misure di prevenzione e sicurezza; prendiamo atto della amnesia politica dei soggetti istituzionali che ogni giorno pontificano su principi costituzionali e dintorni ma dopo aver pontificato non agiscono nella direzione giusta; constatiamo che i meccanismi che hanno causato l’omicidio sul lavoro di Reuf sono nel nostro paese e in tuto il mondo sempre più ingravescenti , estesi e mortiferi; solo qualche giorno fa nel piacentino si è registrata una attività schiavistica di sfruttamento di braccianti agricoli; ma schiavismo, lavoro precario e insicuro si estendono sempre più; i danni alla salute che i lavoratori subiscono vengono spacciati frequentemente come “malattia comune” e “scaricati” sull’Inps quando invece non hanno nessuna copertura assistenziale; una enorme marea di lavoratori sfruttati, schiavizzati , usurati viene “spremuta come limoni” e poi persino espulsa dal mondo del lavoro e marginalizzata;
fin dall’inizio siamo stati chiari : gran parte di questi lavoratori sono immigrati; tuttavia la contraddizione non è etnica ma sociale; i dati epidemiologici evidenziano che i lavoratori immigrati ma tutelati da contratti adeguati e a tempo indeterminato subiscono eventi acuti negativi con frequenza inferiore a quella di lavoratori autoctoni ma precari; certamente il lavoro dei migranti include alcune vulnerabilità peculiari ma la resistenza di immigrati e autoctoni deve essere inevitabilmente sinergica e comune;
le peculiari vulnerabilità sono evidenti : barriere linguistiche, diversi riferimenti culturali ed altro; sono talmente evidenti che il decreto 81/2008 prevede che la valutazione del distress lavorativo debba tenere conto delle diverse realtà di età, di genere e di “paese di provenienza”; constatiamo peraltro che molto spesso questo imput del decreto 81/2008 viene semplicemente ignorato dalle organizzazioni lavorative schiavistiche e/o costrittive orientate al massimo profitto a tutti i costi; anche per questo contiamo sulla collaborazione tra i vari interlocutori per arrivare in tempi brevi a redigere in più lingue una piccolo vademecum , già stilato in lingua italiana, che contiene alcune informazioni basilari su salute e sicurezza negli ambienti di lavoro
facciamo un appello “a chiunque interessato” ; non la proposta (per ora) di un coordinamento strutturato (con riunioni, programmi di lavoro, statuti notarili ecc.) ma la proposta di realizzare contatti, sinergie , scambi di informazioni sul tema della salute di migranti (e autoctoni) in particolare quando i problemi di salute riguardano l’ambient e le condizioni di lavoro (anche e soprattutto in una ottica di prevenzione possibile e non solo di assistenza “il giorno dopo” a danno già avvenuto) .
L’invito è rivolto a tutti i soggetti (a nostra conoscenza) sensibili al tema; sarebbe importante, come primo passo, a fronte di segni o messaggi di malattia o disagio porsi sempre la domanda della eventuale correlazione con rischi lavorativi ; la enormità delle malattie da lavoro disconosciute in Italia e nel mondo è nota e potremo approfondire il problema in incontri seminariali ad hoc; come è ovvio riguarda tutti anche i lavoratori autoctoni ma gli immigrati, per vari motivi, sono maggiormente esposti ; nel proporre dunque un coordinamento nel nome e in ricordo di Reuf proponiamo che il sito dell’omicidio sul lavoro sia il primo di una nuova pratica del ricorso con la apposizione di una targa alla memoria e che sia il primo di una serie di iniziative analoghe; per essere chiari: in analogia con le “pietre di inciampo” a ricordo delle vittime della shoah.
Rimaniamo in attesa di riscontro e segnali di interesse.
Vito Totire, REE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122 Bologna
vitototire@gmail.com 333.4147329
Bologna, 23.3.2025