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Solitudine in anziani:+ 50% rischi demenza

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Solitudine in anziani:+ 50% rischi demenza

Geriatria Redazione DottNet | 24/03/2025 16:04

Alcuni Paesi si sono dotati di strumenti come Linee Guida o raccomandazioni. In Italia non vi è ancora un approccio definito, nonostante sia il Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone.  In Italia, il tasso di solitudine tra la popolazione anziana è doppio rispetto alla media dei Paesi europei, con impatti sulla salute mentale e fisica, tra cui l’aumento del rischio di depressione, disturbi del sonno, demenza, malattie cardiovascolari e suicidi. “Un’ epidemia sociale che aumenta il rischio di demenza del 50% e la pre-mortalità del 30%.  Alcuni Paesi si sono dotati di strumenti come Linee Guida o raccomandazioni per affrontare questa realtà – prosegue-. In Italia non vi è ancora un approccio definito, nonostante sia il Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone”. Tra gli elementi che concorrono a peggiorare la situazione: “lo spopolamento dei centri storici, la chiusura dei negozi di prossimità, il proliferare delle truffe agli anziani, la discriminazione nota come ageismo“. I suicidi degli anziani, in particolare “sono il 37% di quelli totali, sebbene gli anziani rappresentino il 24% della popolazione generale. Fenomeno che riguarda soprattutto gli uomini e le persone con più di 80 anni”. Secondo i dati Eurostat, il 14% degli anziani in Italia non ha nessuno a cui chiedere aiuto, mentre il 12% non ha persone con cui condividere questioni personali, a fronte di una media europea del 6,1%.   I primi sintomi delle conseguenze di una marginalità sociale dell’anziano sulla psiche possono emergere dai disturbi del sonno e dalla maggior frequenza di incubi, che può a sua volta favorire lo stato depressivo. “Gli incubi persistenti, che interferiscono con la vita quotidiana, possono essere diagnosticati come disturbo da incubi, una condizione che aumenta con l’età e ha gravi ripercussioni sulla salute mentale. La prevalenza è di oltre tre volte superiore tra coloro che hanno più di 70 anni (6,3%) rispetto agli adulti tra i 50 e i 70 anni (1,8%). Gli individui con incubi frequenti hanno maggiori probabilità di tentare il suicidio e di adottare comportamenti autolesionistici”.

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