Steatosi epatica: in Europa 1/3

Libro Bianco AISF
Studi confermano che la MASLD colpisce soprattutto chi ha più di 50 anni, soffre di obesità o ipertensione. Il rischio di danni epatici gravi aumenta in modo significativo nei pazienti con diabete. Una persona su tre in Europa ha una malattia del fegato e spesso non lo sa. Un dato allarmante che riguarda anche milioni di italiani, minacciati da una patologia silenziosa ma in crescita: la steatosi associata a disfunzione metabolica (MASLD), spesso nota come fegato grasso. La buona notizia è che le nuove molecole già note per la cura di diabete e obesità hanno ricevuto indicazione anche per questa patologia. Inoltre, con l’intelligenza artificiale sarà possibile sviluppare diagnosi accurate e terapie su misura per le malattie epatiche.
LA PREOCCUPANTE CRESCITA DELLA MASLD – Come rilevato dai 92 studi citati nel Libro Bianco AISF realizzati su oltre 9 milioni di soggetti, si stima una prevalenza media mondiale di steatosi associata a disfunzione metabolica (MASLD) del 30% circa, con il 32,47% (una persona su tre) affetta da MASLD in Europa Occidentale, dove la prevalenza è aumentata dal 25,3% (1990-2006) al 38,2% (2016-2019). L’Italia non fa eccezione, con alcune aree particolarmente colpite: lo studio ABCD eseguito in Sicilia, ad esempio, ha documentato una prevalenza di steatosi epatica del 48%. Questi studi confermano che la MASLD colpisce soprattutto chi ha più di 50 anni, soffre di obesità o ipertensione. Il rischio di danni epatici gravi, come la cirrosi o il tumore al fegato, aumenta in modo significativo nei pazienti con diabete e livelli elevati di transaminasi, arrivando fino al 60% nei casi più critici.
“Oltre all’obesità e al diabete, la MASLD è favorita da uno stile di vita scorretto: troppo cibo spazzatura, poca attività fisica, e una dieta sbilanciata. Questo accumulo di grasso nel fegato può restare nascosto per anni, fino a quando non si trasforma in un problema serio. Tuttavia, la malattia può subire un’inversione di rotta modificando lo stile di vita: alimentazione corretta e attività fisica permettono di agire su più piani, ma richiedono un’aderenza che spesso non viene mantenuta. Può dunque rivelarsi determinante l’affiancamento di un percorso terapeutico che intervenga sulle comorbidità metaboliche associate, con particolare attenzione all’obesità, al diabete e alle dislipidemie. I farmaci già noti per la cura del diabete e dell’obesità potrebbero essere la chiave per contrastare anche la MASLD. Questi trattamenti innovativi, oltre a ridurre il senso di fame e favorire la perdita di peso, si sono dimostrati efficaci nel proteggere il fegato e prevenire danni gravi.