GAZA: LA DENUNCIA DELL’ONU, L’ORRORE SENZA FINE

di Paola Caridi, Mara Tagliavini
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Una fossa comune, e lì – sotto una terra che assomiglia molto a sabbia – 15 persone. Alcune con i polsi legati. Tutte sepolte nelle loro divise da medici della Mezzaluna Rossa, paramedici, membri della protezione civile palestinese di Gaza. Andavano a recuperare, a Rafah, nel sud di Gaza, persone che avevano bisogno di aiuto, mentre le forze armate israeliane continuavano i bombardamenti indiscriminati sulla Striscia, dopo aver rotto e rinnegato l’accordo di cessate il fuoco. Le ambulanze sono state distrutte dagli israeliani, compreso un veicolo dell’ONU.
Un atto gravissimo, un crimine, un crimine di guerra che si assomma a tutti gli altri crimini commessi dalle forze armate israeliane a Gaza. Regole saltate, senza una reazione da parte degli Stati che hanno firmato convenzioni e aderito al sistema di regole che la comunità internazionale si è data (compresa l’Italia, compresa l’Europa).
E stavolta non si può neanche dire che i dati sono del ministero della salute di Gaza. No, la denuncia è dell’Onu, colpita com’è già stata colpita altre volte, in questo anno e mezzo di genocidio.
La sequenza dei fatti, iniziati una settimana fa, è dell’UNOCHA, l’ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’Onu. Ecco la traduzione in italiano.
1/6 “I primi soccorritori non dovrebbero mai essere un bersaglio. Eppure, oggi UN OCHA ha supportato la Mezza Luna Rossa palestinese e la Difesa Civile nel recupero dei colleghi da una fossa comune a Rafah (sud Gaza) segnalata dalla luce di emergenza di una delle loro ambulanze distrutte.”
2/6 “Sette giorni fa, mentre le forze israeliane avanzavano su Rafah, 10 soccorritori della Mezza Luna Rossa palestinese e 6 della Protezione civile sono stati inviati a raccogliere i feriti.
Tutte e cinque le ambulanze e un camion dei pompieri sono stati colpiti, insieme a un veicolo delle Nazioni Unite arrivato più tardi.
Il contatto è stato perso con tutti.”
3/6 “Un sopravvissuto ha detto che le forze israeliane avevano ucciso entrambi i membri dell’equipaggio nella sua ambulanza. Per giorni, OCHA ha coordinato il raggiungimento del sito, ma il nostro accesso è stato concesso solo cinque giorni dopo.”
4/6 Conversazione via radio tra due veicoli UN in avvicinamento:
“Possiamo provare ad avanzare di 50 metri con un mezzo blindato per andare a vedere la donna ferita?”
“No restiamo qui.”
“Un altro è stato colpito. Un altro è stato colpito. Un altro è stato colpito.”
5/6 “Tornando il giorno dopo, siamo finalmente riusciti a raggiungere il sito e abbiamo
scoperto una scena devastante: ambulanze, il veicolo delle Nazioni Unite e il camion dei pompieri erano stati schiacciati e parzialmente sepolti. Dopo ore di scavi, abbiamo recuperato un corpo: un lavoratore della Protezione Civile sotto il suo camion dei pompieri.”
6/6 “Oggi, 30/03, il primo giorno dell’Eid, siamo tornati e abbiamo recuperato i corpi sepolti di
8 soccorritori PRCS (Mezza Luna Rossa palestinese), 6 della Difesa Civile e 1 membro dello staff ONU. Sono stati uccisi nelle loro uniformi. Alla guida dei loro veicoli chiaramente contrassegnati. Indossando i loro guanti. In viaggio per salvare vite. Questo non sarebbe mai dovuto accadere.”